Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.

Fieramente di Destra,ma fieramente credente e Cattolico.Revisionista,ma in tutti i campi della Storia che ci hanno voluto imporre.Compresi Rivoluzione francese,Risorgimento, e le 3 Guerre Civili Italiane.
Il mio altro nick è Starsandbars
Al centro non ci vado: AVANTI A DESTRA !
"La conoscenza della verità non può mai essere pericolosa,l'ignoranza sì,e ancora più pericolosa una conoscenza parziale della Verità Storica,perchè di essa potrebbero servirsi politicanti senza scrupoli per influenzare le passioni delle loro vittime,traendole in inganno con ricostruzioni distorte del passato." (A.G. Richey, Storico Irlandese)
"I Terroristi Fondamentalisti Musulmani ci odiano per due motivi:
1)Perchè siamo Cristiani.
2)Perchè non lo siamo più..."
(Starsandbars/Vandeaitaliana)
AVVERTENZE: Questo è un Blog d'ispirazione Cattolica, ma anche impostato da un sognatore che dal 2000 si batte contro parolacce ed offese nel WEB; pertanto non saranno più tollerati interventi con parole scurrili, offese e tantomeno bestemmie, che saranno cancellati immediatamente , sia provenienti da sinistra che da Destra. Inoltre ricordo a tutti che l'anonimato assoluto non esiste più nellla Rete, e che ognuno è responsabile di quello che scrive. Vandeaitaliana si dissocia da eventuali accuse personali nei confonti di terzi scritte nel proprio Blog. Che saranno cancellate e segnalate alle competenti autorità.
"Chi è stato intossicato una volta dal potere e ha tratto da esso ogni genere di remunerazione, anche solo per un anno, non l’abbandonerà mai volentieri. Potrà anche sfinirsi nell’esercizio del suo potere, ma non cercherà mai altro che il potere, a suo sollievo." Edmund Burke Lettera a un deputato dell’Assemblea Nazionale, 1791.
Vandeaitaliana in Con Gheddafi non si ...
utente anonimo in Con Gheddafi non si ...
Vandeaitaliana in Con Gheddafi non si ...
Vandeaitaliana in Con Gheddafi non si ...
Vandeaitaliana in Con Gheddafi non si ...
Monsoreau in Con Gheddafi non si ...
utente anonimo in Con Gheddafi non si ...
Reazionario in Dopo i matrimoni omo...
Vandeaitaliana in La Verde Irlanda ed ...
Vandeaitaliana in Éireann go Brách -...
Antikomunista
Blacknights
Censura Rossa
Cristianità
I Morti Dimenticati.
Il Blog di Lisistrata
Il Castello.
Il Domenicale.
Il Timone
Le Nostre Radici
Leggenda Nera
Penelope alla guerra.
Politicamente Scorretti.
Sauraplesio
stranocattolico
stranocristiano
Triares
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
10 febbraio
1 maggio
25 aprile
aborto
acca larentia
alemanno
almirante
anni 70
anni 80
anni di piombo
antiamericani
anticlericalismo
arco costituzionale
atei-non-devoti
avanguardia operaia
aznar
badoglio
baraldini
benedetto xvi
berlusconi
bevtinotti
bibi bibò capitan cocoricò
birmania
brigate radicali
brigate rosse
bushido
calcio
candido
capitanfindusominocoibaffi
caprotti
cattivi maestri
cattocomunisti
cattofobia
cattolicesimo
chinatown
ciavardini
cina
clandestini
comunismo
coop
cristianesimo
cuba
d-destra
destra
dico
diritto alla vita
don camillo
don orione
donne
droga
elezioni
elezioni 2008
emergency
esselunga
eutanasia
ezra pound
falchi e falchetti
famiglia
famiglie no-strane
fascismo
fini
fioravanti
foibe
follini
francia
freud
g8
germania
gesù
gian piero steccato
gino strada
giovanitristi
giovanni paolo ii
giovanni xxiii
giuliana sgrena
governo prodi
guareschi
guerra
guerra di secessione
idioti
il manifesto
immigrazione
impero austo-ungarico
inciucio
inciucionia
indulto
inferno
inter
irak
iran
irlanda
irredentismo
islàm
israele
istria
italasia
jan palach
la feccia di robinik
laicismo
libano
liberali
liberalismo nazionale
libertari
libia
lombardo-veneto
lotta continua
madonna
magdi allam
magia
maldestri
mambro
mamma
matrimonio
milan
milano
miracoli
monarchia
moratti
movimento sociale italiano
muro di berlino
musica alternativa
mussolini
napolitano
nazionalbolscevismo
nazionalsocialismo
negazionismo
neo-antifascismo
neo-centrismo
neo-regime
no-global
omosessuali
pacifismo
pacs
paladini del nulla
papa
papà
pasqua
patti lateranensi
pausa di riflessione
piccole patrie
piedi puliti
pinochet
politica
potere operaio
prematuri
previti
prisco
pseudoliberali
psicanalisi
quarta guerra mondiale
radicali
rauti
relativismo
religioni
renzo lusetti
resistenza
rivoluzione francese
romania
russia
saluto romano
sam e frodo
samoa
samurai
san pio x
santanchè
santi
sarkozy
satana
scuola
shoah
sicurezza
sindacati
sofri
spagna
storace
storia
streghe
svizzera
tasse
terrorismo
tex willer
tibet
tocquevillani
tocqueville
trattato di lisbona
turchia
umiltà
ungheria
usa
vecchietti-non-eletti
veltroncinolupodelupis
vietnàm
western
zapatero
zingari
visitato *loading* volte
Ecco il racconto di oggi tratto dal giornalino del Mio Parroco.
Ero lì, a ******** nel cortile della Curia, e si sono avvicinati alcuni amici che erano stati alla Festa nella stalla. Il discorso si è diretto subito su quel pellegrinaggio notturno, in aperta campagna e per stradine mai viste prima; molti commenti, e anche meraviglia per quella festa interpaesana, molto originale. Tra una chiacchera e l'altra, ho cercato di scusarmi per le difficoltà del parcheggio, facendo notare che avevamo preparato un campo, ma era piovuto. L' amico Piero ha prontamente interrotto le mie scuse: "...ma, Don Camillo non dica così...è stata una serata bellissima...pensi, con la macchina siamo finiti in un canale, ed io e mia moglie ci siamo dati un' infangata, che ci vorrà una settimana a ripulire tutto. Erano anni che non tornavamo a casa...così sporchi, ma è stato bello...e poi le fiaccole...la stalla...la gente...il rinfresco...gente simpatica...ed i suoi parrocchiani...e poi quella Messa...non si lamenti ! Eravamo partiti da ****** con qualche dubbio, non sapevamo dove andare...l'anno prossimo ci saremo ancora !".
Tra me pensavo: "...ma questi qui, sarà vero quello che dicono o ci scherzano", ma poi mi sono convinto che erano proprio stati contenti, perchè per loro era stata una bella avventura, infatti, in città dove avrebbero potuto trovare tanto fango ? Di questi tempi, in cui i fortunati si rifugiano su isole deserte a mangiare bacarozzi, in fattorie primitive a spalare letame, in finte discariche a piangere nel gabinetto scassato, almeno da noi c'era fango vero e mucche nostrane. Forse i "moderni" incominciano ad essere stanchi di quel mondo fittizio, soffocato di plastica, di cemento, di...troppa vernice falsa. Non faccio un discorso "contro", perchè anche noi umani siamo prodotti del nostro tempo, tuttavia raccolgo spesso un certo sospiro per un mondo più semplice, più naturale, meno truccato. Per rimpinto di primitivo vediamo il moltiplicarsi di agriturismi, dove ci si rifugia, per stare a tavola in vecchie stalle, come per sntire l'odore antico di un mondo più povero, ma più genuino. Forse è vero:il progresso ci ha truccato fuori e dentro, ma in fondo è rimasta tanta nostalgia di fango...pulito !
Oggi è la giornata della Memoria. E' giusto e doveroso ricordare 6 milioni di Ebrei morti nei Lager. Ed oggi tutti lo stanno facendo. Ma esistono altri Olocausti, e non solo quello parimenti noto degli Armeni.
Olocausti di cui nessuno parla, come quello del Popolo Tedesco tra il 1944 ed il 1949. In quel periodo 16.555.000 cittadini tedeschi della Prussia Orientale, del Memel, della Prussia Occidentale,di Danzica, della Pomerania Orientale, del Wartegau, del Governatorato Generale, della Slesia, dei Sudeti, e di lingua tedesca della Jugoslavia, dell' Ungheria e della Romania furono espulsi e deportati dai territori in cui vivevano da secoli. Di questi 2.409.000 (DUEMILIONIQUATTROCENTONOVEMILA) risultarono dispersi o deceduti per stenti, maltrattamenti,esecuzioni capitali. (fonte: Marco Picone Chiodo "E Malediranno....." Mursia,1987).
I vincitori Polacchi, Cechi, Russi fecero a gara per martirizzare nel modo più abbietto i civili ed i soldati tedeschi:migliaia le donne violentate (cinquecentomila), centinaia inchiodati a croci oppure ai carri armati.
Konigsberg (oggi Kalilingrad, territorio russo isolato dal resto dello stato per via della Polonia e della Lituania), città culla della Prussia centenaria, subì un martirio senza pari: i sovietici s'inoltrarono nella città e subito da ogni dove l'eco delle urla di terrore dei civili si confuse con le loro urla di trionfo. Uomini cadevano uccisi e donne invocavano aiuto dai soldati che passavano avviati in prigionia e che nessun soccorso potevano ormai più dare; il fuoco si accompagnava ai saccheggi, i saccheggi alla furia distruggitrice. L'indomani i cittadini furono stanati dai loro rifugi e radunati nelle vie e nelle piazze e, sotto stretta sorveglianza, posti in marcia per le vie sconnesse della città e per le strade che dalla città si diramavano nelle zone limitrofe. Colonne di donne e colonne di uomini cominciarono a camminare in direzioni diverse senza sapere dove, sempre spinti in avanti dalle guardie che li scortavano, affrontavano un percorso e poi tornavano indietro, passavano per una località e poi ci ritornavano finché affrontarono percorsi più lunghi che li portarono nel Samland o a Labiau. A dover peregrinare in questo modo non erano solo adulti, ma pure ragazzi, neonati in carrozzella, malati portati avanti su carriole, e su di loro scese per prima la morte. I sovietici pareva avessero in programma nient'altro che di farli marciare, di trascinarli, spettatori coatti, sugli scenari della lotta, per luoghi minati e ancora seminati di cadaveri; non davano loro da mangiare né da bere, non interessava loro se trascorrevano la notte all'aperto, dietro cespugli o qualche albero per ripararsi dal freddo o in qualche stalla o fienile delle fattorie demolite dalla guerra. Loro preoccupazione principale era di farli marciare a bastonate, se necessario, e a notte andare a disturbare le donne.
L'odissea di Konigsberg é evidenziata dalle seguenti cifre: al momento dell'assedio, nella città erano rimasti circa 100.000 abitanti. A causa dei combattimenti e delle marce dei primi giorni d'occupazione morirono circa 30.000 persone (dati sovietici). Diverse migliaia morirono nei lager organizzati dall'autorità sovietica. Questo vuoto venne colmato nei mesi di giugno-luglio 1945 dai rimpatriati, cosicché, in base ai certificati di registrazione, gli abitanti raggiunsero il numero di circa 70.000. Due anni dopo, nell'estate 1947, secondo valutazioni fatte da medici e dal clero, rimanevano ancora circa 24.000 tedeschi; in detto periodo 2.300 persone avevano potuto lasciare la città. In totale, sotto dominazione sovietica, a fine 1947, erano decedute quasi 50.000 persone, a cui vanno aggiunti i 30.000 del periodo bellico e delle “marce di propaganda” .
Nè sorte migliore subirono i tedeschi da parte dei Polacchi e dei Cechi:
"Quel giorno, Ludek Pachmann, campione ceco di scacchi, si trovò a passare per le vie e le piazze cittadine e con fatica riuscì a dominare l'orrore che provava. Ai lampioni, appesi per i piedi, vide ardere uomini in divisa, mentre dalle case venivano trascinati fuori civili e condotti, con impietosi maltrattamenti e schiamazzi, nelle prigioni o nei Lager improvvisati in scuole, cinematografi, seminterrati. All'imbocco della Wassergasse si trovò davanti tre salme nude, mutilate sino all'irriconoscibile, i denti totalmente sradicati con bastonate, la bocca null'altro che un foro sanguinolento. Infilò la Stefangasse e incontrò alcuni tedeschi che trascinavano fuori i corpi inanimati di loro connazionali. "To jacu prece vasi bratri ted'je polibetjeo!" (Sono ben vostri fratelli, baciateli!) ordinava loro la Revolucni Garda. E loro si chinavano e, comprimendo le labbra, baciavano quei morti. Pachmann non ebbe il coraggio di proseguire e fuggì da quello spettacolo dove anche vecchi, donne, bambini venivano mutilati, bastonati a morte, violentati, mentre Radio Praga non cessava di incitare: "Uccidete, uccidete i tedeschi ovunque li incontrate. Non abbiate riguardo per bambini, donne, vecchi. Estirpateli alla radice". [...] Nella città, frattanto, la Revolucni Garda ed il popolo, sia uomini che donne, garantiti dalla definitiva scomparsa delle forze tedesche, infierivano sugli 80.000 loro concittadini tedeschi: invasero gli ospedali e bastonarono, strozzarono, evirarono, affogarono nei lavandini i feriti, trascinarono in strada per farli calpestare dai soldati a cavallo gli infermi, facendosi beffe degli emblemi della Croce Rossa che spiccava sui fabbricati a loro protezione. Non risparmiarono neppure i loro connazionali sospetti. A Praga-Weinberge tagliarono i seni e aprirono il ventre di una ragazza in stato di gravidanza fidanzata ad una SS, la fecero fotografare dalla stampa e ne attribuirono l'atto ai tedeschi. Altri all'ingresso della stazione Wilson se la presero con un'avvenente bionda, troppo bionda, a loro giudizio, per essere una ceca; le corsero incontro e la circondarono e, nonostante che la ragazza in perfetto ceco urlasse di non essere una tedesca, la denudarono e infierirono sul suo corpo. Era ancora viva quando un pesante carro di birra passò da quelle parti: con un gran vociare lo fermarono e staccarono i cavalli, poi li legarono alle braccia e alle gambe della loro vittima e, incitando gli animali, li fecero muovere in opposta direzione. La domenica, 13 maggio, arrivò il presidente del loro governo in esilio, Edvard Benes. Lo accolsero con plauso ed in suo onore schierarono dei tedeschi sul suo percorso e li arsero vivi. (da "E malediranno l'ora in cui partorirono", pag.152-153).
Ma di questo Olocausto nessuno ne parla:per questo oggi l'ho ricordato.
Chi ha visto, rifletta. In questi giorni abbiamo assistito all' epilogo della tragedia di Erba. In questo periodo gli italiani sono stati messa sotto accusa di razzismo perchè avevano sospettato il tunisino Azouz per la strage di Erba. Condannato per spaccio di droga ed uscito per indulto, ed in Tunisia in quei giorni, era plausibile che le indagini facessero anche capo a lui.
Ma per tutti, gli italiani, pessima gente, erano colpevoli di razzismo mentale. Tranne i soliti sinistri, che, come sempre avevano capito tutto.
Lunedì, i funerali in Italia:dopo la mesta cerimonia in Chiesa, chi ha visto i filmati televisivi si è reso subito conto che le bare all'uscita sono state prese in consegna dai fedeli musulmani, che hanno cominciato a urlare "Allah ak-bar ! Allah ak-bar!" (Allah è grande), non
sussurrandolo, come la Salat al-janaza ( orazione funebre) in realtà consiglia, ma urlato con tono minaccioso, nonostante l'omelia di misericordia e pace che il Sacerdote aveva letto, e le parole di Carlo Castagna, vero esempio sovrumano di perdono. E' inutile negarlo: i portatori delle bare avevano un' aria di minaccia e sfida.
Ed il giorno dopo, l' atto finale: a Zaghouan, Carlo Castagna, che in questi giorni è stato l'immagine testuale del Vangelo, sopra ogni limite di comprensione anche per un peccatore come il
sottoscritto, un' immagine ispirata forse da Cristo stesso, ma forse troppo sovrumana per noi poveri imperfetti Figli di Dio, ha subito l'ennesima e grave violenza, come in un protrarsi della Via Crucis: gli è stato precluso l'ingresso nella Moschea per assistere al Funerale dei suoi cari. Colpevole di essere Cattolico, e così, in nome di un dio che dovrebbe essere "clemente e misericordioso" , come ricorda la Basmala , questo povero Padre non ha potuto pregare l'ultima volta su quelle bare.
Chi ha visto,rifletta.
Il Secolo d' Italia, il quotidiano di Alleanza Nazionale che annoverò in passato diversi direttori illustri, da Giorgio Almirante a Pino Romualdi a Giano Accame, ha col nuovo anno cambiato look, e probabilmente vuole dare qualche altro colpetto di spugna, senza grossi strappi, però, con dolcezza, avendo forse constatato, nella manifestazione della CdL del 2 Dicembre a Roma, che i Saluti Romani e le Croci Celtiche erano ben presenti nelle file delle proprie organizzazioni giovanili, e non in quelle della Destra Radicale (con scandalo di Paperinik, giovanitristi e paperelli tocquevillani...).
Così, Sabato ha pubblicato un articolo, ripreso ieri da Libero, a firma "Conan" , "Cari ragazzi, non è più tempo di saluti", nel quale l'autore stigmatizzava il fatto che tra alcuni ragazzi di Azione Universitaria (ma forse era qualche infiltrato scavezzacollo) che hanno contestato Prodi Romano alla Cattolica qualche giorno fa, vi era qualche (probabilmente infiltrato) studente che salutava romanamente. E con tono buonista, ammoniva che tale saluto non era "roba cattiva, ma roba vecchia e noiosa".
A parte il fatto che salutare uno che si chiama Romano romanamente, lo trovo assai carino e corretto. A parte il fatto del poco rispetto per ciò che è vecchio: Mio Padre è arrivato fino a 98 anni: e allora ? In più se lo salutavano romanamente, rispondeva allegro e con gioia. Quello che è vecchio, lo dobbiamo buttare via ? Ma guarda un po' !
E prosegue, Conan, suggerendo di sostituire il saluto Romano con le corna; embè, ma cosa c'entra ? Il Saluto Romano è un modo identitario di fare vedere il palmo aperto in segno di pace, come insegnavano gli antichi Romani; così facendo, era un segno per far capire a chi si incontrava che non s'impugnava il Gladio. Direi di segno opposto del Saluto a pugno chiuso, che è un gesto di rabbia e di lotta. I giovani alla Cattolica lo hanno fatto in risposta alle spinte (ed altro) della polizia che cercava di allontanarli. Del resto, anche i no-global ultimamente si esibiscono facendo vedere ai poliziotti entrambe le mani alzate (salvo poi chissà cos'avranno nei pantaloni...), in segno non violento: Fascisti doppi ? O Fascisti rossi, come certe paperelle neo-antifasciste li chiama ? Dunque, perchè essere offensivi, con le corna; eppoi, rivolte a chi ? Ai poliziotti ? E perchè ? A Prodi ? Ma dai, sappiamo che la Signora Flavia Franzoni è timorata di Dio e fedele al suo cicciobello ! Perchè dunque essere offensivi ? I giovani hanno invece fatto una manifestazione lecita e pacifica, dimostrando di non temere gli strali ed i freni del Sig. Fini che dovrebbe pensare piuttosto ad indire DEMOCRATICAMENTE un Congresso chiesto sempre più a gran voce non solo dagli Onorevoli Santanchè e Storace, ma anche dalla Base. I giovani non hanno tirato candelotti e molotov, non hanno rotto vetrine o insultato la memoria di Caduti Italiani, nè incendiato bandiere. Hanno fatto un gesto che è stato pure depenalizzato alcuni anni fa proprio dall' Ulivo. Un gesto che anche il Cattolicissimo Tolkien ha usato descrivendo gli Argonath, le due enormi statue di Anàrion ed Isildur poste a protezione di Gondor, nel Signore degli Anelli; e che Tolkien stesso così descrive: "Vi erano ancora una grande potenza e maestà in quei silenziosi guardiani di un regno scomparso da epoche immemorabili.".
Caro Conan, hai toppato: UNA NAZIONE CHE NON HA RISPETTO DEL PROPRIO PASSATO, NON HA FUTURO.
Inserisco l'analisi domenicale del Mio Don Camillo che vi ho personalmente presentato qualche tempo fa a proposito di Pannella; è tratta dal suo giornalino. Il linguaggio che usa è semplice, perchè deve giungere al cuore dei fedeli di una Chiesa di campagna, ma ricordate che ha 2 lauree e saggezza da vendere...
Nasce un bambino…nasce un punto interrogativo ! Ancora oggi, pur con tutti gli studi degli “specialisti”, la vita è un mistero, e il futuro, pur con tutti i maghi, resta un interrogativo senza risposte.
E allora, se la vita è un percorso a sorpresa, come facciamo a delineare un programma di sviluppo armonico per noi e per i nostri figli ? In questi giorni abbiamo visto una catena di violenze, con protagonisti adolescenti, anche nella nostra provincia; sorprese amare in famiglie “per bene”, che avranno fatto il possibile per regalare tutto ai propri figli, con l’illusione che “…loro avrebbero avuto meno fastidi per crescere …bene”.
Ma basterebbe ricordare una nota parabola del Vangelo, dove si parla di “quel padrone che fece seminare buon seme nel suo campo, però mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò in mezzo al grano la zizzania” (Mt. 13,24).
Ai giovani insipidi si cerca di evitare qualsiasi sacrificio e si presenta un mondo facile, dove la famiglia è la soluzione certa di tutti i problemi, e dove poi crescono…scemotti, tipo i candidati che ho voluto vedere l’altra sera, all’ inaugurazione del Grande Fratello. Se penso che in quella “casa” avrebbero voluto entrarci milioni di giovani, con lo stesso stile e lo stesso…vuoto di testa, allora mi sento davvero fuori tempo e maturo per il ricovero.
La violenza, la prepotenza, l’incapacità di controllo, l’esibizionismo animalesco, diventano frutti naturali di una società, che non riesce più a dare messaggi sui valori della vita, che ciascuno ha da spendere. San Paolo esortava: “e voi padri educate i vostri figli nella disciplina, ammonendoli secondo lo spirito del Signore”; ma spesso le famiglie sono confuse, condizionate dai mass media, incapaci di far capire il “bene” ed “il male” e manca l’autorità nel richiamare con chiarezza quei principi morali universali, base del vivere sociale. C’ è il rischio di vivere come in una fiction, per cui si perde il senso reale dei propri atti e ci si illude che la vita sia una favola da teleschermo. Alla prima delusione si diventa stracci da macero; “e disse lo stolto: Dio non c’è”questa è sempre stata la grande tentazione, in particolare dei giovani, perché vengono allevati come “bulli” autosufficienti, con i soldi degli altri, e prepotenti, per coprire la faccia da mollusco.
Da prete agricolo mi interrogo e guardo il campo…della parrocchia, per capire se sta crescendo buon frumento o zizzania; date un’occhiata anche in casa vostra.
Signori, giù il cappello davanti al prode e clemente Ministro della Giustizia Mastella, così clemente che presto firmerà la grazia per Adriano Sofri. Infatti, mentre il mondo intero trema davanti ad Ahmadinejad, e gli Stati Uniti si trovano ancora una volta SOLI a fronteggiare questo pericoloso individuo, ebbene, il principino di Ceppaloni ha dimostrato una grinta degna di Rambo e Terminator. Infatti, prima ha lanciato un appello pochi giorni fa perché il Negazionismo della Shoah diventi reato in tutti i paesi dell'Unione Europea. A Dresda, durante il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni europei, il Guardasigilli, incontrando la sua omologa Brigitte Zypries, ha sottolineato l'importanza di una iniziativa comune in questa direzione. Al rientro in Italia ha ieri dichiarato che presentera' al prossimo Consiglio dei ministri ''un disegno di legge che riguarda il delitto alla negazione dell'Olocausto''. Ma è un passo fondamentale ! Il prode difensore di tanti poveri Caino liberati grazie all' indulto, ministro di uno stato che si sta dimostrando un inflessibile cacciatore di nazionalsocialisti cui non lascia scampo, come testimonia la sentenza del Tribunale Militare di La Spezia contro alcuni pericolosissimi pluriottantenni colpevoli di aver eseguito gli ordini di Walter Reder (per non finire a loro volta davanti al plotone d'esecuzione...), che ha condannato 9 sottufficiali ed un soldato (non UFFICIALI, come la maggior parte dei media ha riportato...) all' ergastolo, questo prode Ministro, appunto, si erge come un
gigante a difesa dell' Occidente e dei suoi Valori, pronto a sfidare il Presidente Iraniano Mahmoud Ahamadinejad ! Infatti, in barba ai mezzi violenti degli Stati Uniti che vorrebbero allargare la base di Vicenza per bombardare lo scavezzacollo di Teheran, il pacifista e clemente Mastella, una volta approvata la Legge, farà emettere , magari dal giudice spagnolo Garzòn, un mandato di arresto internazionale per Mahmoud per Negazionismo. Il quale, ha dichiarato di voler farsi prontamente arrestare, in cambio di un trattamento simile a Scalzone, la Baraldini e molti altri cattivi maestri italiani...
Scherzi a parte, non così si combattono i nazionalsocialcomunisti di ogni colore:non creando l'ennesima legge contro la libertà di pensiero (negare la Shoah è come dire che la Terra è quadrata), ma favorendo l' integrazione e l' ingresso di Israele e del Libano nella Nato e nell' Unione Europea.
I giudici della Corte d'Assise di Milano hanno dichiarato che i reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine per cui è stato condannato Oreste Scalzone, esponente di Potere Operaio e latitante in Francia dal 1981, sono stati prescritti.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie aggiungendo che è stato anche revocato l'ordine di custodia cautelare nei suoi confronti, il che permette a Scalzone di poter rientrare in Italia.
Scalzone a Milano era stato condannato a 16 anni di carcere per partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine nell'ambito del cosiddetto processo "Primalinea-CoCoRi (Comitati comunisti rivoluzionari)".
L'imputato però non aveva scontato la pena perché la sentenza con cui era stato condannato non era mai stata eseguita in quanto annullata dalla Corte di Cassazione dopo che la Francia non aveva concesso l'estradizione.
I fatti per cui Scalzone è stato condannato risalgono al 1977.
Scalzone e altri militanti di Potere Operaio sono stati citati davanti al tribunale civile di Roma per una causa di risarcimento danni dalla famiglia di Stefano e Virgilio Mattei, i due ragazzi di 8 e 22 anni, figli dell'ex segretario dell'Msi di Primavalle, morti nell'incendio appiccato alla loro casa da tre esponenti del movimento il 16 aprile 1973, fatti fuggire all' estero da Scalzone, come da lui dichiarato a Radio Radicale.
Scalzone a Parigi, come del resto molti altri Cattivi Maestri degli anni di piombo, è vissuto coccolato e vezzeggiato, ed ancora oggi molti siti francesi lo propongono come un eroe perseguitato dalle autorità italiane; ed anche in Italia gode di ammirazione presso la sinistra salottiera alla Sanguineti ( il filosofo candidato da Rifondazione Comunista come Sindaco per Genova, che ha recentemente dichiarato di volere la Lotta di classe come strumento politico), insieme ai vari Sofri, Battisti, Baraldini e compagni, peraltro ben sistemati nelle strutture del paese:
"Sono usciti alla spicciolata e ora sono quasi tutti fuori. Con qualche restrizione o ormai completamente liberi. Gli ex terroristi dell'ultrasinistra sono rientrati nella società. Ci è andata bene, ha sintetizzato Maurice Bignami, ex comandante di Prima linea. Alcuni lavorano nelle cooperative, che offrono una chance di reinserimento agli ex detenuti; altri hanno preso strade diverse. C'è anche chi è entrato nelle istituzioni, buttando via il passato come uno zaino ingombrante, ed è pagato da quello Stato combattuto in gioventù. Recentemente Leonardo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br il 10 febbraio 1986, ha posto alla Regione Toscana due domande molto scomode: quanti familiari delle vittime del terrorismo lavorano per la Regione o la Provincia o enti collegati a Firenze e in Toscana? E quanti ex terroristi? Nell'attesa è il Giornale a tentare un primo censimento.
Corrado Federico Alunni Fondatore Br, 58 anni, arrestato nel 1978 dopo esser passato nelle Formazioni comuniste combattenti. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori (La rapina in banca, storia, teoria, pratica), da anni è fuori di galera, lavora in una coop informatica.
Vittorio Alvaro Antonini Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all'esterno. Presiede l'associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri d'Italia. Ha avuto l'onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l'omicidio D'Antona.
Lauro Azzolini Membro esecutivo delle Br nel processo Moro, 62 anni, tre ergastoli, l'uomo che sparò a Montanelli, è libero. Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere.
Barbara Balzerani Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro Compagna Luna per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell'informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta.
Silvia Baraldini Condannata dalla giustizia americana a 43 anni di galera per associazione sovversiva, è uscita per motivi di salute ottenendo, il 27 dicembre 2002, una collaborazione con la giunta Veltroni. A caldeggiare il rinnovo del contratto di consulenza sul lavoro femminile, nel 2003, fu l'assessore Luigi Nieri di Rifondazione comunista. L'associazione delle vittime ha presentato denuncia in procura.
Marco Barbone L'assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano.
Cecco Bellosi Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso che collabora con l'associazione Lila.
Vittorio Bolognese Colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà dal settembre 2000. Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili.
Franco Bonisoli Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali.
Paola Besuschio Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc. Lavora in una cooperativa statistica.
Anna Laura Braghetti Ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta nell'omicidio del giudice Vittorio Bachelet, è la carceriera di Aldo Moro in via Montalcini, nota come signora Altobelli: condannata al carcere a vita. Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all'organizzazione di volontariato vicina ai Ds, Ora d'Aria che si interessa alle problematiche dei detenuti. Nel 2002 ottiene la condizionale.
Paolo Cassetta Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.
Geraldina Colotti Militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, ha lavorato alla coop romana 32 dicembre, oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto dove lavora anche l'ex bierre Francesco Piccioni, semilibertà dal 1999.
Anna Cotone Ex bierre del feroce Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro dell'ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell'europarlamentare di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini.
Renato Curcio Fondatore e ideologo delle Br, gira l'Italia facendo conferenze in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi libri ai festival dei partiti. In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che le vittime degli anni 70 sono i suoi compagni di lotta morti sul campo. Da dieci anni è a capo della coop editoriale Sensibili alle foglie che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere e droga, tema quest'ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a Dario Fo. Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal 1993.
Alessandra De Luca Anche lei brigatista nel processo Moro, è in semilibertà da tempo. È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali del Lazio, ma non ce l'ha fatta.
Roberto Del Bello Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per Rifondazione comunista.
Sergio D'Elia Dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere. Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale. Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno e diventa segretario d'aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste.
Adriana Faranda Fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce presto alla dissociazione guadagnando la libertà. Viene rilasciata nel 1990 e affidata all'opera di don Calabria dove lavora al computer. Scrive libri, ha fatto la fotografa. Finisce al Costanzo Show, e sono polemiche infinite.
Diego Fornasieri Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici Arete. Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983. Libero.
Alberto Franceschini Fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983 si dissocia. Oggi lavora a Roma con la Braghetti all'associazione per detenuti Ora d'Aria. Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario nel 1992 dopo 17 anni di reclusione. Scrive libri, partecipa a conferenze.
Prospero Gallinari Membro del commando che sparò alla scorta di Moro in via Fani, responsabile della prigione del popolo, è libero da tantissimi anni per problemi di cuore.
Claudia Gioia Primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale Giorgieri e per il ferimento dell'economista Da Empoli. È in libertà condizionale dal gennaio 2005. Nel 1991 finisce intercettata mentre parla, in cella, col br Melorio di un tentativo di ricostituzione delle Ucc.
Eugenio Pio Ghignoni Brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è il responsabile della Direzione Affari Generali dell'Università Roma Tre, cura la sicurezza...
Maurizio Jannelli Già capocolonna romano delle Br, ergastolo per vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai come autore a partire dal 1999. Per il Tg3 ha seguito Il mestiere di vivere, Diario Italiano, Residence Bastogi, fa parte dello staff della trasmissione sportiva Sfide. Ha scritto Princesa, libro su un transessuale suicida. Dal 2003 è in condizionale.
Natalia Ligas Nome di battaglia Angela, la dura delle Br-Partito Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000 è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata.
Maurizio Locusta Partecipa al delitto Giorgieri (24 anni di pena), viene estradato dalla Francia nel marzo 1988, dopo qualche anno esce ed è assunto alla fondazione Lelio Basso-Issoco come assistente di sala consultazione.
Francesco Maietta Ex militante delle Ucc, condanne pesantissime, lavora part time in un ente importante dal 1990. Si è sposato nel 1998 a Ostia con una ragazza della Caritas. Tra gli invitati, il presidente emerito Francesco Cossiga.
Corrado Marcetti Ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione Michelucci a Fiesole.
Nadia Mantovani Dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle Br, ottiene la condizionale a gennaio '93 quando sconta due terzi della pena. Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell'associazione per il reinserimento dei detenuti Verso Casa. Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico di Cl.
Mario Moretti Il numero uno delle Br, leader della direzione strategica, partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità e 6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala. Una volta fuori, in lavoro esterno, si occupa di volontariato. Esperto di informatica partecipa alla fondazione della Cooperativa Spes composta da ex irriducibili dissociati. La coop ottiene vari contributi, anche dalla Regione Lombardia, insieme all'associazione Geometrie variabili cerca forme di lavoro non alienanti per i detenuti. Scrive libri.
Valerio Morucci L'ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro, scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore di libri di successo (l'ultimo, La peggio gioventù) vincitori di premi letterari con Il collezionista (la VI edizione di Esperienze in giallo) lavora come consulente informatico.
Roberto Ognibene Gode dei benefici dovuti alla legge sui dissociati e lavora come impiegato al Comune di Bologna.
Ave Maria Petricola Quest'anno la Provincia di Roma ha assunto quest'ex pentita brigatista, nome ricorrente al processo Moro, come responsabile del centro di Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista degli assistenti sociali regionali.
Remo Pancelli Killer dell'ala militarista delle Br Colonna 28 marzo, l'ex dipendente delle Poste del sequestro D'Urso, viene bloccato dai carabinieri il 7 giugno del 1982. Pluricondannato, è inserito in una coop sociale (che ha ospitato altri ex terroristi rossi).
Marco Pinna Soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente della coop ambientale Ecotopia.
Susanna Ronconi Storica figura del troncone toscano di Prima Linea, lavora al Gruppo Abele di Torino dove ha la responsabilità delle cosiddette Unità di strada. Nel 1987 guadagna il primo permesso-premio per la sua dissociazione. È stata consulente di Asl e Comuni del nord Italia, collabora alla pubblicazione del Rapporto sui diritti globali a cura dell'associazione Informazione&Società per la Cgil Nazionale. Un'interrogazione di Gasparri (An) e Giovanardi (Ccd) la segnalano come beneficiaria di una consulenza da parte dell'allora ministro Livia Turco.
Giovanni Senzani Il criminologo delle Br-Partito Guerriglia, irriducibile fino al midollo, già sospettato di essere il Grande Vecchio del sequestro Moro, ergastolano per l'omicidio del fratello del pentito Patrizio Peci, esce nel 1999 in semilibertà ma un anno dopo è dietro la scrivania di un centro di documentazione della Regione Toscana denominato Cultura della legalità democratica e inserito nel progetto Informacarcere. Nel 2001 si è scoperto che il centro poteva clonare tutti gli atti, anche quelli segreti, della commissione parlamentare sulle stragi. È coordinatore della casa editrice di sinistra Edizioni Battaglia.
Marco Solimano Ex di Prima linea, oggi è consigliere dei Ds al Comune di Livorno. Da circa dieci anni è assistente volontario al carcere di Livorno come responsabile Arci.
Nicola Solimano Ex di Prima linea, condannato a 22 anni lavora alla Fondazione Michelucci di Fiesole, costituita nel 1982 dalla Regione Toscana e dai Comuni di Pistoia e Fiesole. È stato consulente della Regione Toscana per la nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti e fra i coordinatori di un campus internazionale nell'ambito dell'iniziativa regionale Porto Franco, per conto dell'Assessorato alla cultura della Regione.
di Gian Marco Chiocci e Stefano Zurlo.
[Il Giornale - Data pubblicazione: 04/11/2006]
Scalzone, appresa la notizia, ha dichiarato di voler rientrare in Italia per occuparsi nuovamente di politica.
A questo punto, sulla scia di D'Elia, Del Bello e soprattutto di Franco Piperno, già assessore alla cultura al Comune di Cosenza e che durante le ultime elezioni per il Presidente della Repubblica prese 2 voti al secondo scrutinio e 3 al terzo, chiedo a gran voce che Oreste Scalzone sia immediatamente nominato Ministro del governo prodi, magari alla Giustizia. Che nella Bandiera Italiana venga apposto immediatamente il simbolo della falce e martello, e che l'Inno Fratelli d' Italia sia sostituito dall' inno di Potere Operaio, vero esempio di pacifismo:
"La classe operaia, compagni, è all’attacco, Stato e padroni non la possono fermare, niente operai curvi più a lavorare ma tutti uniti siamo pronti a lottare. No al lavoro salariato, unità di tutti gli operai.
Il comunismo è il nostro programma, con il Partito conquistiamo il potere.
Stato e padroni, fate attenzione, nasce il Partito dell’insurrezione; Potere operaio e rivoluzione, bandiere rosse e comunismo sarà.
Nessuno o tutti, o tutto o niente, e solo insieme che dobbiamo lottare, i fucili o le catene: questa è la scelta che ci resta da fare. Compagni, avanti per il Partito, contro lo Stato lotta armata sarà;
con la conquista di tutto il potere la dittatura operaia sarà.
Stato e padroni...
Potere operaio e rivoluzione...
I proletari son pronti alla lotta, pane e lavoro non vogliono più, non c’è da perdere che le catene e c’è un intero mondo da guadagnare. Via dalle linee, prendiamo il fucile, forza compagni, alla guerra civile!
Agnelli, Pirelli, Restivo, Colombo, non più parole, ma piogge di piombo!
Stato e padroni...
Potere operaio e rivoluzione...
Stato e padroni, fate attenzione...
viva il Partito e rivoluzione,
bandiere rosse e comunismo sarà!
Thomas Jefferson (13 aprile 1743 - 4 luglio 1826) è stato il terzo Presidente degli Stati Uniti d'America. È considerato uno dei padri fondatori della nazione ed il suo volto è ritratto anche sul Monte Rushmore. Fu lui il principale autore della Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776.Figlio di un pioniere della Virginia, funzionario della Corona. Studiò al William and Mary College dove si laureò a vent'anni. Conosceva i classici greci e latini, parlava italiano, francese e spagnolo, si interessava di matematica e architettura, era un ottimo suonatore di violino. Jefferson fu eletto presidente nel 1801. Nel 1805 attuò il primo intervento militare americano fuori dal territorio nazionale, con il bombardamento di Tripoli durante la guerra contro i Pirati Berberi che sequestravano le navi occidentali, contando sulla protezione di alcune città africane, vere e proprie antesignane degli Stati Canaglia. Nel novembre del 1803 tre piccoli vascelli tripolitani assalirono la nave Philadelphia che stazionava all’imbocco del porto e ne presero possesso. Tutto l’equipaggio – sia la ciurma sia gli ufficiali – venne ridotto in schiavitù e tutti furono costretti a lavorare in un vecchio magazzino dove vennero frustati e umiliati, come ci racconta in un libro del 1825 dal titolo The Horrors of Slavery or the American Tars in Tripoli di William Ray che raccolse e trascrisse i resoconti dei prigionieri liberati. La perdita della nave Philadelphia fu un grave scacco per il Comandante della Squadra Navale americana. Preoccupato che i tripolitani potessero ripararla e usarla contro le altre navi americane, la sua decisone fu quella di cercare di distruggere la nave. L’azione venne portata a termine da un giovane ufficiale americano, Stephen Decatur, con un piccolo vascello – l’Intrepid – armato con 60 persone. La barca era pilotata da un certo Salvatore Catalano di Palermo, che oltre a conoscere le acque del porto di Tripoli si dimostrò essenziale per la sua conoscenza della lingua araba. Grazie al buio e al pilota siciliano, i soldati americani riuscirono ad entrare nel bacino del porto e a raggiungere la nave Philadelphia riuscendo ad incendiarla e distruggerla irreparabilmente. Jefferson fece bombardare in seguito la città dove trovavano rifugio sotto protezione i pirati. Sulla terraferma invece si mosse William Eaton, console americano a Tunisi, che aveva ricevuto da Jefferson ordini e istruzioni per ripotare al potere il vecchio bey di Tripoli, Hamet Caramalli, che era stato scalzato dal trono dal fratello Jusef ed era fuggito in Egitto. Formalmente privo di autorizzazione ad agire militarmente, Eaton si attivò per rintracciare Hamet e, dopo aver costatato che poteva contare ancora su un nutrito seguito, progettò un assalto a Tripoli da terra. Trovato Hamet in un Egitto abbandonato a se stesso dopo l’evacuazione dell’esercito napoleonico, Eaton lo convinse della fattibilità dell’operazione. Insieme radunarono un piccolo esercito e affittarono 190 cammelli. Uno strano esercito composto da greci, tedeschi, italiani, spagnoli, americani e levantini si mosse da Alessandria nel deserto verso ovest seguendo il mare. L’esercito comandato da Eaton,circa 500 uomini, raggiunse Derna e con l’aiuto di tre navi americane, che bombardarono dal mare la città, le eterogenee truppe la presero d’assalto: era il 27 aprile 1805. Sebbene inferiori in numero e nonostante Eaton fosse stato colpito da una palla di moschetto al polso durante uno degli scontri, l’improvvisato esercito raggiunse le mura di difesa conquistandole e issando in cima la bandiera a stelle e strisce.
L’azione di Eaton che portò alla presa di Derna mise in grande difficoltà il bey di Tripoli che mostrò la sua volontà di arrivare ad una pace con gli americani che venne siglata il 4 giugno 1805. La ciurma della nave Philadelphia fu rilasciata, così come gli altri schiavi americani. Eaton rientrò in America e fu ricevuto come un eroe che, con un’azione temeraria, era riuscito a mettere in ginocchio il nemico. Il racconto delle sue gesta fu riportato da tutti i giornali che gli attribuirono il merito di avere posto fine alla guerra. Sull' episodio dovrebbe uscire quest'anno il film di Sir Ridley Scott ("I Duellanti", "Blade Runner", "Il Gladiatore", "Black Hawk Down"), "1804, un avventura a Tripoli", ma il film è bloccato sia dalle minacce dei terroristi (che avevano già minacciato il regista inglese per "Le Crociate"), sia per gli alti costi dell' assicurazione contro eventuali attacchi terroristici.
Ora a Tripoli, da troppo tempo regna incontrastato Muhammar Ghaddafi, famoso per aver finanziato gruppi terroristici; da Tripoli partirono i responsabili dell'abbattimento dell' aereo Pan Am a Lockerbie(Scozia), in cui trovarono la morte i 259 a bordo più 11 abitanti del paesino scozzese. A Tripoli il tribunale ha riconfermato in Appello la Condanna a Morte per 5 infermiere bulgare ed un medico palestinese(Kristiana Vulcheva, Nasya Nenova, Snezhana Dimitrova, Valentina Siropulo e Valya Chervenyashka e del dottor Ashraf Alajouj) che era stata annullata per palese vizio di forma per aver infettato centinaia di bimbi con l'AIDS. Sei persone che sono un caprio espiatorio per nascondere ben altre responsabilità di quell'infezione.
Tra Washington e Tripoli, tra Jefferson e Ghaddafi, tra Occidente ed Oriente, io so scegliere. Non so se le scelte dei prodi governanti , sig. d'Alema in testa, siano coincidenti con le mie; un motivo in più per mandarli a casa !
Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse, è in questi giorni in gita di piacere in Puglia per promuovere il proprio libro "Il Carcere Speciale", invitato da Piero Fumarola, docente salentino di Sociologia, noto per gli studi sulle connessioni tra Hip Hop, Rap e Tarantismo (!!!);ha parlato all' Università di Lecce, dove sono avvenuti tafferugli ed ad alcuni ragazzi di azione Giovani è stato strappato un Tricolore da parte dei sempiterni imbecilli rossi. Parlerà fino a Venerdì in tutta la Puglia.
Loro, uccisi nel rapimento Moro, non parleranno più:
Raffaele Iozzino,si arruola in pubblica Sicurezza nel 1971, frequenta la scuola di Alessandria ed è successivamente aggregato al Viminale e quindi comandato permanentemente al servizio di scorta dell'On. Moro. Muore a 24 anni.
Domenico Ricci, da 20 anni l’autista di fiducia dell’on. Moro. Muore a 42 anni e lascia la moglie e due bambini.
Oreste Leonardi,torinese, istruttore alla Scuola Sabotatori del Centro militare di paracadutismo di Viterbo, è da quindici anni la guardia del corpo di Moro. Muore a 52 anni lasciando la moglie, Ileana Lattanzi, e i due figli, Sandro e Cinzia.
Giulio Rivera,si arruola nella Pubblica Sicurezza nel 1974. Muore a 24 anni crivellato da 8 proiettili durante l’agguato per il rapimento Moro.
Francesco Zizzi,entrato nella Pubblica Sicurezza nel 1972, quattro anni dopo vince il concorso per la scuola allievi sottufficiali di Nettuno. Vive presso la caserma Cimarra di Via Panisperna. Conseguiti i gradi di sottufficiale progetta le nozze con la fidanzata Valeria. E’ nominato al servizio di scorta dell’ onorevole Moro come capo equipaggio. Muore a 30 anni.
Il 18 marzo 1978, dopo i funerali degli uomini della scorta, le B.R. telefonano al quotidiano “Il Messaggero” e indicano una cabina telefonica in cui viene rinvenuto il “Comunicato n.1” con la foto di Aldo Moro e sullo sfondo la Stella a 5 punte delle Brigate Rosse.
Nel comunicato si legge: "La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali, è stata completamente annientata."
A Torino, durante il processo a Renato Curcio e ai capi storici della B.R., viene ulteriormente rivendicata la responsabilità politica del rapimento.
Curcio diventerà Ministro degli Interni del Governo Prodi ?
Questa volta il Vaticano ha proprio surclassato l' italietta dei prodi sinistri ! Infatti, mentre da noi politici, la cui collaborazione coi servizi segreti sovietici è non solo un sospetto, come parrebbe da certe notizie al vaglio da parte della Commissione Mitrokhin (come il fatto che la sede sovietica della società Nomisma a Mosca era in joint-venture con l’”Istituto Plehanov”; e che questo istituto altro non era che il nome di copertura della sezione economica del Kgb), non solo non sono stati mandati a casa, ma starnazzano indisturbati, al Vaticano è bastata una semplice accusa (ancora poi da dimostrare) al Cardinale Wielgus di collaborazione (probabilmente sotto ricatto) coi comunisti polacchi, per spingerlo alle dimissioni.
L'altro goal della Chiesa Cattolica è arrivato dalla scoperta delle Cellule Staminali Amniotiche da parte di un ricercatore cattolico italiano emigrato (tanto per cambiare) a Londra, il Dottor Paolo de Coppi, che peraltro si è lamentato di essere boicottato da chi vorrebbe la ricerca improntata esclusivamente sulle Staminali Embrionali. Le Amniotiche sono Cellule Staminali sulle quali praticare tranquillamente la ricerca scientifica senza portare al massacro milioni di Embrioni.
"Dio è anche nella scienza e con questa notizia possiamo garantire e tutelare sia la vita del donatore che quella del ricevente". A parlare così è la massima autorità sanitaria della Santa Sede, il Cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute (il Ministero della Sanità, in pratica). L'alto prelato commenta la scoperta di una nuova fonte di cellule staminali che non andrebbero a toccare gli embrioni: "Un passo avanti molto significativo ed eticamente ammissibile perché non si fa danno a nessun organo e non si discrimina la vita. La Chiesa non è oscurantista ed è sempre pronta ad accogliere i veri progressi scientifici".
"L’embrione - conclude il cardinale non va trattato come semplice materiale di sperimentazione, o come oggetto di manipolazioni nell’ambito dell’ingegneria genetica, quando si procede senza nessun rispetto della vita come tale. Noi diciamo sì all’ingegneria genetica purché rispetti la vita, anche degli embrioni".
E così, mentre il parlamento dei prodi sinistri si appresta a discutere su come distruggere la Famiglia attraverso la creazione di innaturali forme caricaturali di essa, come i PACS o peggio, ecco due esempi vincenti da parte del Vaticano per chi vorrebbe ridurre la stessa Chiesa Cattolica al silenzio come se fossimo (ma forse lo siamo... ) in un regime sovietico. Da UNIONE Sovietica, appunto...