Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.

Fieramente di Destra,ma fieramente credente e Cattolico.Revisionista,ma in tutti i campi della Storia che ci hanno voluto imporre.Compresi Rivoluzione francese,Risorgimento, e le 3 Guerre Civili Italiane.
Il mio altro nick è Starsandbars
Al centro non ci vado: AVANTI A DESTRA !
"La conoscenza della verità non può mai essere pericolosa,l'ignoranza sì,e ancora più pericolosa una conoscenza parziale della Verità Storica,perchè di essa potrebbero servirsi politicanti senza scrupoli per influenzare le passioni delle loro vittime,traendole in inganno con ricostruzioni distorte del passato." (A.G. Richey, Storico Irlandese)
"I Terroristi Fondamentalisti Musulmani ci odiano per due motivi:
1)Perchè siamo Cristiani.
2)Perchè non lo siamo più..."
(Starsandbars/Vandeaitaliana)
AVVERTENZE: Questo è un Blog d'ispirazione Cattolica, ma anche impostato da un sognatore che dal 2000 si batte contro parolacce ed offese nel WEB; pertanto non saranno più tollerati interventi con parole scurrili, offese e tantomeno bestemmie, che saranno cancellati immediatamente , sia provenienti da sinistra che da Destra. Inoltre ricordo a tutti che l'anonimato assoluto non esiste più nellla Rete, e che ognuno è responsabile di quello che scrive. Vandeaitaliana si dissocia da eventuali accuse personali nei confonti di terzi scritte nel proprio Blog. Che saranno cancellate e segnalate alle competenti autorità.
"Chi è stato intossicato una volta dal potere e ha tratto da esso ogni genere di remunerazione, anche solo per un anno, non l’abbandonerà mai volentieri. Potrà anche sfinirsi nell’esercizio del suo potere, ma non cercherà mai altro che il potere, a suo sollievo." Edmund Burke Lettera a un deputato dell’Assemblea Nazionale, 1791.
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Si, avete letto bene il titolo: l' assessore alla cultura della mia Povera Milano, il liberal/libertario Vittorio Sgarbi, che più volte ho criticato sia per l'appoggio dato alla Mostra blasfema sull'omosessualità che per gli elogi ai graffitari, ne ha fatta un' altra delle sue: presso gli sportelli milanesi dell' Urban Center e dell' Info Point Famiglia si regalano biglietti per andare a Teatro. Fin qui, nulla di male:il fatto è che tra gli spettacoli gratuti c' è pure "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo, già allievo Paracadutista
della Guardia Nazionale Repubblicana come volontario del Battaglione Mazzarini (nella foto a fianco, alcuni Paracadutisti del Mazzarini), di scena al Teatro Leonardo. E chi è della mia generazione (ma spero molti altri), sa cosa ha rappresentato questa farsa per i Cattivi Maestri che giudicarono e condannarono a morte il povero Commissario Luigi Calabresi per una morte, come stabilirono le indagini, assolutamente accidentale dell' anarchico Giuseppe Pinelli (Così il giudice d'Ambrosio scrisse nella sentenza : "L'istruttoria lascia tranquillamente ritenere che il commissario Calabresi non era nel suo ufficio al momento della morte di Pinelli".) Questa farsa ispirò pure la lettera che uscì sull' Espresso firmata da 800 intellettuali, di cui alcuni di loro, ma solo alcuni, chiesero poi tardivamente scusa.
sabato 3 novembre 2007, ore 15.30
Teatridithalia
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo
con Ferdinando Bruni, Luca Toracca, Paolo Pierobon, Gianni Palladino,
Mercedes Martini, Vittorio Attene
regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
Teatro Leonardo da Vinci
via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci
capienza sala: 488 posti
ritiro inviti a partire dal 25 ottobre N. 30 inviti
Vediamo un po' di rinfrescare la memoria sul clima che decretò l' infame omicidio del Commissario Calabresi:
"Dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, ormai, ed è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito (…) Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte… »
(Camilla Cederna, Lotta Continua del 6 giugno 1970).
"Quella sera a Milano era caldo
Calabresi nervoso fumava.
“Tu Lograno apri un po’ la finestra”.
Ad un tratto Pinelli cascò.
“Poche storie, confessa, Pinelli,
c’è Valpreda che ha già parlato.
È l’autore di questo attentato
ed il complice è certo sei tu”.
“Impossibile - grida Pinelli -
un compagno non può averlo fatto.
E l’autore di questo delitto
tra i padroni bisogna cercar”.
“Stai attento indiziato Pinelli.
Questa stanza è già piena di fumo.
Se tu insisti apriam la finestra:
quattro piani son duri da far”.
Calabresi e tu Guida assassini
se un compagno avete ammazzato
questa lotta non avete fermato
la vendetta più dura sarà »
("La ballata del Pinelli", 45 giri pubblicato da Lotta Continua).
In quel periodo diversi giornalisti, non necessariamente legati a Lotta Continua, prestavano il loro nome firmando il giornale come direttore responsabile per consentirne la pubblicazione: Marco Pannella, Aloisio Rendi, Marcello Baraghini ed altri). A causa dei contenuti dei loro articoli, furono tutti inquisiti, insieme ad altri militanti, dai magistrati di Torino per "reati a mezzo stampa" come vilipendio all'esercito, istigazione alla diserzione ed a delinquere ed altri reati d'opinione.
Il settimanale L'Espresso, in tre successivi numeri apparsi in edicola a partire dal 13 giugno 1971, pubblicò la lettera di cui sopra. Tale documento, tra l'altro, definiva il commissario Luigi Calabresi «un torturatore», lo accusava quale «responsabile della morte di Pinelli» e chiedeva di ricusare i «commissari torturatori, i magistrati persecutori, i giudici indegni».
Tra i firmatari c'erano artisti, registi, editori, giornalisti, politici, accademici, filosofi, scienziati, sindacalisti e, in generale, molti tra i più noti esponenti della società e della cultura italiana del tempo. Ecco una lista con alcuni tra i più noti:
Giorgio Amendola, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti , Andrea Barbato, Franco Basaglia, Marco Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Bernardo Bertolucci, Alberto Bevilacqua, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Mauro Calamandrei, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Furio Colombo, Luigi Comencini, Gillo Dorfles,Umberto Eco, Giulio Einaudi , Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Franco Fortini , Ugo Gregoretti, Renato Guttuso , Margherita Hack (!!!!!!), Vito Laterza, Carlo Levi, Primo Levi, Nanni Loy, Dacia Maraini, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Giuliano Montaldo, Morando Morandini, Alberto Moravia, Toni Negri, Grazia Neri, Luigi Nono, Gian Carlo Pajetta, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio, Giovanni Raboni, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Ripa di Meana, Angelo Ripellino, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella (!!!!), Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari (!!!!!!), Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano, Vittorio Taviani, Carlo Taviani, Paolo Taviani, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Tiziano Terzani (!!!!!!!!), Duccio Tessari, Ernesto Treccani, Giuseppe Turani, Emilio Vedova, Lucio Villari , Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.
A questo punto, caro assessore Sgarbi, perchè non invitare allo spettacolo anche Ovidio Bompressi, graziato da Giorgio Napolitano; Giorgio Pietrostefani, tuttora latitante; e Adriano Sofri, attualmente a piede libero per la convalescenza ? Tanto paghiamo noi, Meneghin e Cecca !
PS
Nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagì violentemente dichiarando: « [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Str****. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di ca*** » Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta. Rizzoli, 2007, pg 164.
Appendice N.1:
Un Manifesto di Boccasile relativo all' arruolamento nel Battaglione Azzurro di Tradate "Mazzarini", formato da volontari, esperti in ardimento.
Appendice N. 2:
Un Volontario del "Mazzarini" rende onore alla Bandiera sulla quale molti ex-Fascisti del dopoguerra avrebbero poi vomitato insulti e maledizioni, negando ogni adesione alla Repubblica Sociale Italiana, il Male Assoluto...
A Milano piove, ma oggi il cielo è più grigio, triste e plumbeo. Ieri se ne tornato alla Casa del Signore Guido Nicheli, Dogui per gli amici ed i Milanesi; per il gran pubblico, il Cumenda alias Zampetti. A me era simpaticissimo, seppe incarnare benissimo il Milanese tipico degli anni '80, lo zio di noi yuppies di allora, vogliosi di godersi la vita dopo le lotte degli anni '70 nelle quali caddero molti Camerati. Era una bella Milano, un po' ganassa un po' bauscia, spesso impertinente, mai volgare; la chiamavano "Milano da bere", ma era allegra, uscita da una Guerra Civile e dunque con voglia di divertirsi. La Milano di Armani, Versace, Ferrè, delle modelle non anoressiche ma normali, come Carol Alt. Il Modit, il Macef ed il Salone del Mobile erano date fisse per trasformare la Mia Città in un trionfo di vernissage e parties nei negozi e nei locali:Il Nepentha (Nepy, per quelli come me e Dogui), Il Charlie Max, il For You, le Cinema. Era la città dei DJ: Gianni Riso, Max Venegoni, Alex Peroni, Loredana di Radio Studio 105 e di altri di Radio Milano International 101 e Radio DJ di Cecchetto. Delle prime PR, come Big Laura. Eravamo allegri, noi yuppies, e qualche modella americana da portare al Nepy riuscivamo spesso a procurarcela (femministe, scusatemi...). E le gite a Cervinia, Madonna (di Campiglio), a Curma (Courmayeur), a Santa (Margherita), al Forte (de Marmi) erano uno spasso, e Jerry Calà e lo zio Dogui erano icone intoccabili. Noi tutti imitavamo zio Dogui nella sua cadenza esagerata, ma ripeto, mai volgare. Perchè il Dogui era una variante del Milanese col Coeur in Man, della Milano sempre aperta a tutti.
Ora quella Milano, non c' è più. La coca ha sostituito il gin fizz, la gente è sospettosa e le discoteche chiudono presto. I SUV ed il Ranzani sono solo brutte copie di quegli anni '80, anche perchè il Cumenda i danè se li era fatti lavorando e le sue battute erano naturali; gente come il Ranzani, chissà perchè, mi ricordano i giovanitristi.
Mi mancherai, Dogui, mancherai a tutta Milano: salutami Papà, se lo incontri: ti assomigliava un po'. E, naturalmente:
See you later !
Spesso vengo posto sotto accusa per il titolo del mio Blog, "Non porgiamo l'altra guancia", anche da parte di alcuni Cattolici avvezzi ad andare a braccetto con i comunisti; o da certi predicatori buonisti che non conoscono nè il Catechismo, che autorizza la legittima difesa, nè tantomeno la Storia della Chiesa, a cominciare dallo stesso Apostolo Paolo, di cui ieri la Liturgia ha ricordato le famosissime parole: "Ho combattuto la Buona Battaglia", arrivando ai Cappellani Militari, che sono di grandissimo conforto ai Soldati. Ebbene, ieri alcuni Cattolici hanno messo in pratica la legittima difesa, "Non porgendo l' altra guancia", essendo ormai colma la misura degli attacchi che ultimamente riceviamo da molteplici provenienze, comuniste, radicali, libertarie pseudoliberali, cattofobe ed ateo-militanti.
Ieri infatti il Santo Padre ha Beatificato 498 Martiri Spagnoli uccisi dagli anarco-comunisti durante la Guerra Civile tra il 1934 ed il 1937. Alcuni esponenti dei Centri Sociali romani hanno pensato bene di inscenare una provocazione, l'ennesima, contro la Nostra Fede, andando a manifestare davanti alla Chiesa di Sant' Eugenio, dove la Domenica assistono alla Santa Messa non solo molti esponenti dell' Opus Dei, ma anche moltissimi fedeli spagnoli; esponendo striscioni di tal fatta: "Chi ha ucciso e torturato non può essere beato" e "Viva la Brigata Internacional !", urlando slogan blasfemi ed offensivi contro i Martiri, versando vernice rossa davanti al Sagrato ed inalberando immagini del quadro di Picasso "Guernica", rivelatosi da alcuni anni un falso storico. Solo che questa volta i no-global non avevano fatto bene i loro conti, trovandosi di fronte alla dura ed inattesa reazione dei Cattolici usciti dalla Santa Messa, i quali, anche inneggiando al Salvatore della loro Madre Patria, il Cattolicissimo Generale Francisco Franco, hanno cacciato le zecche, che devono ringraziare alcuni Carabinieri diretti allo Stadio Olimpico per la partita se non hanno subito danni gravi. E come tempo addietro a Milano quando in Corso Buenos Aires si rifugiarono sotto la protezione dei Militi che di norma insultano al grido di: "Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un Carabiniere o è un Fascista", come agnellini tremanti e piangenti si sono fatti salvare dall' Arma. Evidentemente molti Cattolici cominciano ad averne le tasche piene degli indegni attacchi contro la Chiesa che ogni giorno mettono a dura prova la Pazienza Cristiana. Attacchi sui giornali, nelle piazze, nei Blog non solo di sinistra ma anche di alcuni di coloro che pretendono di stare nella CdL, ma che non lesinano meschini e ripetuti attacchi contro la Chiesa ed i Preti. Arrivando persino ad insultare il Beato Pio da Pietrelcina, come fa il Corriere della Sera in questi giorni, ed il libro di Luzzatto che così facendo gode di pubblicità.
Se l' avessi saputo, mi sarebbe piaciuto esserci, a Roma. Tanto più che ieri era il 28 Ottobre...
PS:
Per l' Unità i Martiri Cattolici beatificati ieri rimangono Franchisti e Fascisti :
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=69438
Sull' argomento ho scritto anche nell' altro mio Blog:
http://mortidimenticati.blogspot.com/2007/10/i-beati-martiri-di-spagna.html#links
Italasia, siamo proprio in un Italasia, Comunista e pure Brigatista. E' ufficiale, basta arrivare in questi giorni a Milano. Questa mattina ero allegro:entro in città, e la vedo piena di Bandiere Italiane. Vabbè, conoscendomi, avrei voluto qualcosa di simpatico nel Bianco, lo stemma Savoia, per dirla tutta. Ma in questi tempi di magre, ogni Tricolore è una festa, piuttosto che uno straccio rosso oppure una pezza iridata... In effetti, la Città Meneghina ospita in questi giorni gli Ispettori del BIE, Bureaux international des Expositions per vedere se Milano
potrà ospitare l' Expo del 2015, e così centinaia di tricolori fanno da preludio alle prossime luminarie natalizie. Sennonchè, insiame ai tricolori, fanno bella esposizione anche le bandiere ufficiali della candidatura, dove, a fianco del logo, si trova lo stemma che ripropongo, con la scritta "Repubblica Italiana". E qui mi è venuto un sussulto: LA STELLA ROSSA ! O bella, vuoi vedere che questa mattina, ringalluzziti dalla manifestazione di sabato e spaventati dal sempre più possibile crollo del governo Prodi, i comunisti hanno fatto il colpo di stato ?
Oppure qualche burocrate ex-terrorista delle BRIGATE ROSSE oggi stipendiato dagli Italiani ha voluto coronare un sogno ? Poi, pian piano, mi sono ripreso, ed ho capito che l' errore è dovuto a chi ignora tutto, ma proprio tutto della Propria Patria, e forse ha pensato bene: "Beh, c' è l'alloro verde, il bianco intorno; la stella sarà sicuramente rossa...".
Dico io, ma come si fa ? Ma proprio un Monarchico e Cattolico come il sottoscritto deve accorgersi di questo svarione colossale sullo Stemma Repubblicano, di cui già devo digerire la ruota dentata, come la Birmania comunista, la Quercia e l' Ulivo (!!!), perdipiù disegnato da un Valdese ? Ma nessuno di tutti i politici che dovrebbero rappresentarci in questi giorni se n' è accorto ?
Neanche il Presidente Napolitano, così attento a salvaguardare i Senatori a Vita, baluardi del governo, che qui vediamo a Maggio accogliere Janmin Wu, Presidente del BIE ?
Neanche il signor Romano Prodi, sempre attento a ribadire che il loro è "un governo seeerioooo" e nemmeno la sindachessa (par condicio...) Moratti che, fregandosene di chi deve lavorare, s'appresta a chiudere la Mia Città ? Eppure avranno visto distrattamente il logo ? O no ?
Nemmeno il Ministro delle Politiche Europee, Emma Bonino, qui a fianco con proprio il logo con lo stemma dalla stella rossa visibile nell' angolino in alto ? Eppure è così attenta quando si tratta di difendere l' aborto, i diritti degli omosessuali, o di chi in situazioni estreme vuole suicidarsi !
E nemmeno il senatore a vita Ciampi, che ha voluto uno stendardo giacobin/napoleonico durante la sua Presidenza, ma che mai avrebbe osato far dipingere la Stella Bianca in Rosso, come avrebbe voluto Tito e le Brigate Rosse ?
Eppure sarebbe bastato visitare il sito del Quirinale, oppure conoscere le Proprie Radici, la Propria Storia, la Propria Cultura, amando questa Povera Patria spesso tirata per la giacchetta da chi nemmeno la conosce.
Ma proprio un Monarchico e Papista come me, doveva accorgersene ?
http://www.milanoexpo-2015.it/home.php
Sabato 20 a Milano, nella Sala Congressi del Palazzo delle Stelline in Corso Magenta, davanti ad una pubblico numerosissimo e con molta gente rimasta in piedi, il Senatore Francesco Storace ha aperto ufficialmente la Campagna Elettorale della Casa delle Libertà in occasione della presentazione della Federazione Milanese de "La Destra", la nuova formazione politica che diverrà Partito a Roma nel corso dell' Assemblea Costituente del 10 ed 11 Novembre prossimi.
Dopo alcuni interventi di altri esponenti della neoformazione, tra cui Luciano Buonocore, persona notissima nell' ambito politico milanese per essere stato uno dei fondatori negli anni '70 della Maggioranza Silenziosa, l' On. Roberto Salerno che ha attaccato duramente il Ministro Mastella per via di imbarazzanti presenze al matrimonio del figlio ed un Alberto Arrighi che francamente non conoscevo ma che mi ha colpito per l' irruenza ed il trasporto del suo caloroso intervento, da vero Politico Militante, e dopo un breve filmato introduttivo nel quale, a fianco delle parole della canzone simbolo di una certa Destra, Il Domani appartiene a Noi, in sottofondo musicale, sono apparse figure chiave della Nostra Identità, come l' Arcangelo Michele di Codreanu, Gandalf, Evola, Pound, Giorgio Almirante e Sua Santità Benedetto XVI, il Senatore ha preso la parola, più volte sollecitato dagli astanti.
Tra i punti toccati, di particolare rilievo è stato il largo spazio al tema della Sicurezza, oggi assai caro tra gli Italiani, e di cui la sinistra ultimamente ha cercato goffamente di imposessarsi, senza averne il titolo; con la necessità di rendere obbligatorio l' uso della Lingua Italiana da parte degli Imam nelle Moschee ed il rimpatrio nel paese di provenienza degli stranieri condannati per reati in Italia. Storace ha poi toccato tutti i cardini salienti della Politica italiana, compresa la necessità di andare al più presto alle Elezioni, sia con questo sistema elettorale che anche con uno nuovo che contempli anche uno sbarramento, dimostrando una completa certezza delle proprie forze e non risparmiando una battuta su quelle di Alleanza Nazionale, dando infine appuntamento a tutti i presenti all' Assemblea Costituente del futuro Partito, dove qualsiasi iscritto potrà partecipare, a testimonianza di una vera e nuova forma di Democrazia, assai lontana dai verticismi finiani di AN.
(Foto 1 e 3: il Senatore Francesco Storace. Foto 2: Alberto Arrighi).
Giorgio Bocca non perde mai occasione per denunciare il pericolo neofascista:di nuovo, in questi giorni, se la prende con "quelli che nascono già fascisti e poi c' è sempre qualcuno che ci rimprovera se continuiamo a considerarli fetenti come nei giorni di Salò", considerandosi poi uno di quelli che "ci stanno per dire ancora no alla violenza stupida e malvagia". Già. Peccato per Bocca che io abbia una bella collezione del Candido di Giorgio Pisanò degli anni '70, che ho pure fatto rilegare. Dove c' è
un bell' articolo con tanto di fotocopie che pubblico qui a fianco del settimanale di Cuneo "La Provincia Grande"- Foglio d' Ordini settimanale della Federazione dei Fasci di Combattimento dell' Agosto 1942 con un articolo in cui si va giù pesante contro gli Ebrei, dal titolo "I Protocolli dei Savi anziani di Sion.". Vi cito una frase fra tutte: "Sarà chiaro a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra intesa come una ribellione dell' Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù". Articolo a firma Giorgio Bocca: sicuramente un omonimo del celebre scrittore antifascista, nato a Cuneo. O no ? Come fu un omonimo uno dei 360 firmatari del "Manifesto della razza". O no ?
Mi sono espresso già sul caso Napolitano-Storace. A quest' ultimo, ora anche indagato dalla Magistratura, va tutta la mia solidarietà: in un' Italasia dove la libertà di pensiero è messa in continuazione sotto tiro, purchè di Destra,vedasi il caso da me più volte citato dell' ultraottantenne sotto processo per Apologia di Fascismo per un volantino sulla RSI, certe accuse fanno onore. Vorrei invece porre l' accento su quello che accadde al Presidente Giovanni Leone, non a caso eletto con i voti determinanti del Movimento Sociale Italiano.
Nel 1975, in quel periodo che io ho definito Terza Guerra Civile Italiana, ossia degli anni di piombo, ma anche degli Opposti Estremismi, dell' Arco Costituzionale e che ebbe il culmine nello scellerato patto cattocomunista del Compromesso Storico, oggi riproposto dal neonato Partito Democratico, il Presidente Leone, uomo di profonda cultura giuridica, cominciò ad essere pesantamente attaccato da Marco Pannella e da tutto il Partito Radicale, e scarsamente difeso dal suo partito, la DC. Attacchi rivelatisi TUTTI infondati, compreso l' affare Lockeed, tant' è che poi ci furono le troppo tardive scuse da parte di Pannella e della Bonino. Attacchi che furono poi ripresi pesantemente dopo l' assassinio di Moro (e della sua scorta: tutti Servitori dello Stato di cui ci si dimentica troppo volentieri...)nel 1978 dal PCI nel quale militavano sia Napolitano che Veltroni, oggi additati come i garanti democratici del Paese. Partito Comunista che ne chiese più volte le dimissioni; che il Presidente partenopeo diede con grande prova di dignità. Anche per colpa di un libro di cui l' autrice, camilla cederna (minuscolissima...) non si è MAI pentita. Con l'avvallo di moltissimi giornalisti di regime del Corriere della Sera. Libro che riporta la seguente prefazione: "Questo libro è nato da un amore profondo per la democrazia, i suoi organi, i suoi istituti, i suoi valori e persino i suoi simboli... E da un rispetto, che a qualcuno parrà persino eccessivo, per quella massima espressione dello spirito democratico che è il presidente della Repubblica... Purtroppo nei trent’anni di vita dei giovane Stato italiano questo amore è andato deluso: parallelamente al corrompersi della vita politica e al decadere delle istituzioni si è avuta una progressiva degradazione dell’immagine dei rappresentante ufficiale dei Paese». Continua la presentazione: «Sarebbe ingiusto considerare la singola persona come responsabile di un guasto che ha cause piú diffuse e profonde. Semmai si potrebbe dire ancora, questa volta con amara ironia, che l’immagine simbolica dell’Italia esprime fedelmente l’essenza, la natura, lo stato della nostra Repubblica. Ma se le cause dei malanni vanno ricercate nella storia del trentennio, i sintomi e gli effetti possono essere colti oggi solo da un severo accertamento diagnostico: di qui la decisione di condurre un’indagine sull’attuale Capo dello Stato, sulla sua carriera professionale e politica, le sue amicizie, il suo curricolo parlamentare, fino ai momenti piú alti dell’ascesa ai vertici come presidente della Camera, presidente dei Consiglio e presidente della Repubblica". Se il Senatore Storace avesse proferito simili facezie su Napolitano, si sarebbe gridato al tentativo di golpe, come minimo...
D' altronde il Partito Comunista di Giorgio Napolitano odiò cordialmente Giovanni Leone per tutta la durata della sua Presidenza, sia perchè eletto grazie a Giorgio Almirante, sia perchè il Capo dello Stato era fieramente anticomunista. Ed anche le scuse tardive di Napolitano del 2006 furono assai blande, senza una ferma condanna del comportamento del Partito Comunista e dei campioni della democrazia come Pannella, Melega e cederna.
La DC,intanto aveva varato quel governo di Solidarietà Nazionale tenuto su, guarda caso, dal Partito Comunista Italiano.
(nella foto: il Presidente Giovanni Leone con l' Imperatore di Persia, Scià Reza Pahlevi, amico dell' Occidente, grande anticomunista e nemico del Fondamentalismo Islamico.
Ho ignorato ed avrei continuato ad ignorare quello che è accaduto ieri, ma il solito foglietto che ogni Domenica il Mio Parroco distribuisce in Chiesa mi costringe a pubblicare la sua riflessione settimanale, per la saggezza con cui viene trattato l' argomento:
Al mattino apri la porta, dai un' occhiata alla piazza e al Cielo per vedere come sarà la giornata, e lì c'è già la cassetta della posta, intasata dai randagi notturni con la pubblicità variopinta di vari supermarket, di volantini di feste stagionali e, da qualche giorno, "di lettere accorate" della chioccia unisex Rosy Bindi, che invita a votare per un "nuovo partito"...visto che ne manteniamo già pochi in Italia!
Questa volta però è una cosa seria, perchè si legge: "vota la lista con Rosy Bindi:democratici davvero"; non preoccupiamoci della democrazia, si tratta solo di un nuovo supermercato per raccogliere voti ad uso di chi poi se li...gode in Parlamento.
Mi chiedo perchè soltanto ora hanno la nostalgia di essere "democratici davvero" e vorrei sapere quanti miliardi hanno cucinato fino ad oggi per le loro tavole e per quelle degli amici di "sotto tavola", certamente non per il "povero Lazzaro" del Vangelo.
La grande coalizione, da Luxuria al verginello Di Pietro, che nuove speranze ha aperto sul nostro futuro ? Da Caruso a Mastella, che ogni giorno minacciano "battaglie" e poi si condividono "il pane quotidiano", davvero possiamo attenderci il nuovo "Sol dell' Avvenire" ?
In questa "fattoria" dove "tutti gli animali sono simili, ma alcuni sono più simili degli altri", molti fingono di lamentarsi, ma solo per avere un piatto più abbondante; come diceva il papà: "vitello che piange beve più latte".
Nessuno vuole un vero cambiamento; la vera rivoluzione uno la deve fare a cominciare da se stesso, con una vita trasparente di onestà e di servizio; nel volantino del supermarket si parla di costruire "nuove relazioni tra politici e società", ma è una litania sentita già molte altre volte.
In Italia non siamo poveri di risorse, ma di onestà; da mesi giornali ed inchieste televisive presentano i conti neri degli sprechi del mondo politico, per stipendi e favoritismi a soggetti aggregati e inutili, e privilegi di alta casta, e ricchi capitali immobiliari, acquistati sottocosto, a conforto delle varie parentele. La meraviglia dura un giorno, la protesta dei...fuori gara si spegne con un altro foraggio di riserva e, da ultimo, si rafforza il "patto d'acciaio" per salvare la Patria.
Lo scompiglio, suscitato da Grillo non conta niente ed è molto sospetto di essere inquinato da interessi personali; il Parlamento è già pieno di comici: gli "onorevoli" non si impressionano, perchè sanno fare anche di meglio.
Non dò consigli sulla iniziativa "democratici davvero", perchè stento ad occuparmi del Vangelo, ricordo solo il proverbio: Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei", e anche: "Se un cieco guida un altro cieco, tutte e due cadranno nel fosso" (Lc. 6,39).
Prudenza, perchè troppi ci vogliono ...prestare i loro occhi sberci.
Capito, cari cattocomunisti ? Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei...
Da tempo la Chiesa ed il Santo Padre sono sotto attacco. Ancora 2 giorni fa, a Napoli sono state scritte durante lo sciopero degli studenti rossi frasi infamanti ed allucinanti: "Impicchiamo il Papa", "Occupiamo il Vaticano" e "Cloro al clero". L'episodio arriva a una settimana dal ritrovamento delle scritta "Morte a Ratzinger" comparsa su un muro vicino a piazza Municipio e a meno di dieci giorni dalla visita del Pontefice alla città. Preti e Cattolici sono accusati di ogni infamia, bene che vada Odifreddi ci dà dei cretini e la Hack lo pensa, veri profeti laici degli anticlericali che si sono ben infiltrati in Tocqueville, come ben sapete.
Se però un Senatore eletto regolarmente come Storace e non in virtù della preferenza di un Presidente della Repubblica si permette di non essere d' accordo con un Capo dello Stato con trascorsi da vero comunista come abbiamo adesso (ed eletto col voto di Francesco Caruso...), si grida allo scandalo, addirittura si grida al "Fascista". Credendo che gli italiani siano tutti ciechi e non si siano accorti di come questo governo non abbia la fiducia della stragrande maggioranza del paese. Italiani che sono arcistufi di vedere questo paese governato grazie all' appoggio di chi ha dimostrato più di una volta odio e livore verso il Centrodestra, come Scalfaro. Poca imparzialità, come Ciampi. Ed infine atteggiamenti da stadio poco consoni ad una scienziata novantottenne, la quale ho visto più di una volta esultare come per un goal ogni volta che il loro voto ha salvato Prodi dall' unico posto dove deve andare: A CASA !
Nelle foto, i Montalcini che apprezzo di più...
L' Ex Universitario Fascista Giorgio Napolitano ha oggi lasciato dichiarazioni solidali verso la senatrice Rita Levi Montalcini, accusata dal Senatore Storace di essere una delle "stampelle" che il governo Prodi usa per mantenersi in piedi. In effetti è certamente simpatico assistere a questa solidarietà verso il Premio Nobel (premio assegnato anche a Dario Fo ed oggi ad Al Gore; e negato sempre a Mircea Eliade: così va il mondo...), che si era così lamentata: " esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria". In effetti, pur riconducendo io il Fascismo nella sfera dei Regimi Autoritari, piuttosto che totalitari, non posso che rimanere sbalordito per certe dichiarazioni da parte dell' ex Universitario Fascista iscritto all' Università Federico II di Napoli, che appena eletto presidente della repubblica dichiarò:
« Non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto; avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete; dedicherò senza risparmio le mie energie all'interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte ». Anche se i cambiamenti d'opinione del politico napoletano, non sono certo una novità, come i cittadini ungheresi ben sanno. Ma forse si tratta di un ritorno alla bella gioventù, e così come per i comunisti
degli anni '70, "I Fascisti non devono parlare", è da chiedersi se Storace, il cui Movimento"La Destra" comincia a raccogliere consensi sempre più ampi, non cominci a destare preoccupazioni per chi continua a credere che rappresentanti non eletti continuino a puntellare un governo agonizzante. O forse, essendo lui stesso senatore a vita, l' ex iscritto ai GUF si è sentito in dovere di difendere corporativamente la categoria, memore del passato lontano.