Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.

Fieramente di Destra,ma fieramente credente e Cattolico.Revisionista,ma in tutti i campi della Storia che ci hanno voluto imporre.Compresi Rivoluzione francese,Risorgimento, e le 3 Guerre Civili Italiane.
Il mio altro nick è Starsandbars
Al centro non ci vado: AVANTI A DESTRA !
"La conoscenza della verità non può mai essere pericolosa,l'ignoranza sì,e ancora più pericolosa una conoscenza parziale della Verità Storica,perchè di essa potrebbero servirsi politicanti senza scrupoli per influenzare le passioni delle loro vittime,traendole in inganno con ricostruzioni distorte del passato." (A.G. Richey, Storico Irlandese)
"I Terroristi Fondamentalisti Musulmani ci odiano per due motivi:
1)Perchè siamo Cristiani.
2)Perchè non lo siamo più..."
(Starsandbars/Vandeaitaliana)
AVVERTENZE: Questo è un Blog d'ispirazione Cattolica, ma anche impostato da un sognatore che dal 2000 si batte contro parolacce ed offese nel WEB; pertanto non saranno più tollerati interventi con parole scurrili, offese e tantomeno bestemmie, che saranno cancellati immediatamente , sia provenienti da sinistra che da Destra. Inoltre ricordo a tutti che l'anonimato assoluto non esiste più nellla Rete, e che ognuno è responsabile di quello che scrive. Vandeaitaliana si dissocia da eventuali accuse personali nei confonti di terzi scritte nel proprio Blog. Che saranno cancellate e segnalate alle competenti autorità.
"Chi è stato intossicato una volta dal potere e ha tratto da esso ogni genere di remunerazione, anche solo per un anno, non l’abbandonerà mai volentieri. Potrà anche sfinirsi nell’esercizio del suo potere, ma non cercherà mai altro che il potere, a suo sollievo." Edmund Burke Lettera a un deputato dell’Assemblea Nazionale, 1791.
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A volte rimango sconcertato da quello che leggo in giro: ho commentato recentemente in un Blog amico, di un iscritto ad Azione Giovani, un bravissimo ragazzo, che, pur rivendicando la propria appartenenza ad AG, si lamentava della risposta del sig. Fini data ad Emanuele Fiano. Ebbene, sono andato ad imbattere nella risposta che gli scrive un suo dirigente, il quale lo ammonisce scrivendo: "Dire invece, come fa Fini, che Almirante ha fatto tanto e aveva tanti pregi, ma anche dei difetti e che ogni tanto ha detto qualche ca*****, significa rendergli giustizia, toglierlo dal piedistallo dell’ideologia e restituirlo al piano dell’uomo, fallace ma proprio per questo ancora piu’ meritevole nelle grandi cose che ha fatto." Insomma, al di là della parolaccia, che già lo qualifica come assolutamente privo di Senso Gerarchico, spicca il doroteismo neo-democristiano che porterà allo sfacelo il partito giunto alla soglia dello scioglimento, e che spero libererà la Fiamma per lasciarlo a chi degnamente vorrà proseguirne il cammino.
Che tristezza, vedere certe cose in questa povera Italasia, dove parlar di Mussolini può condurre in galera, mentre oltralpe Napoleone, che ben più lutti addusse ai Francesi, è considerato il Padre della Patria !
Tantopiù in momenti nei quali i transalpini celebrano a Parigi Maria Antonia Josepha Johanna Von Habsburg-Lothringen. Archiduchessa d’Austria, Principessa Imperiale, Principessa Reale di Ungheria e di Boemia, Delfina e poi Regina di Francia e di Navarra, dedicandoLe una stupenda mostra nella splendida cornice del Grand Palais.
I Francesi, per i quali il Revisionismo non è peccato, ma hanno uomini di cultura di Destra come Alain de Benoist, Reynald Secher e molti altri che non esitano a contestare la resistenza (e quella francese fu "vera") e la Rivoluzione Francese, rendono finalmente onore alla sfortunata Regina Maria Antonietta, della quale si dissero cose ignobili e senza senso, meramente inventate, dopo averla ingiustamente ghigliottinata. Con l' unica colpa d'essere l'
Austriaca. In realtà SAR non pronunciò mai la frase sulla brioche nè tantomeno fu coinvolta nella fola della Collana della Regina, ma si dedicò a molte opere di beneficenza. Piuttosto era malvista a Corte, sia per essere Austriaca, sia perchè invisa alle amanti di Suo Marito, Luigi XVI. E fu in realtà ottima Madre e Cattolica Praticante, come testimonia l' ultima lettera indirizzata alla cognata: "l'ultima volta che scrivo, sorella mia, e scrivo a voi. Sono stata or ora condannata non a una morte vergognosa, ché tale essa non è che per i delinquenti, ma ad andare a raggiungere vostro fratello; innocente al pari di lui, spero di mostrare la medesima sua fermezza negli ultimi istanti. Sono calma come si è calmi quando la coscienza non ha nulla da rimproverarsi; ho un profondo rammarico di abbandonare i miei poveri figliuoli; voi sapete che non esistevo che per loro e per voi, mia buona e tenera sorella; voi che, per l'amicizia vostra, avete sacrificato ogni cosa per stare con noi, in che congiuntura vi lascio! Sono venuta a sapere dagli stessi difensori del processo che mia figlia era separata da voi. Ahimè! Povera figliuola, non oso scriverle, non riceverebbe la mia lettera; non so neppure se questa giungerà a voi. Ricevete per loro due, qui, la mia benedizione; spero che un giorno, quando saranno più grandi, potranno ricongiungersi a voi e fruire in pieno delle vostre tenere cure: pensino entrambi a ciò ch'io non ho mai smesso di ispirar loro: che i principi e il compimento dei propri doveri sono la prima base della vita, che la loro amicizia e la loro fiducia reciproca ne farà la felicità, che mia figlia senta come, all'età che ha, deve sempre aiutare suo fratello con i consigli che l’esperienza ch’ella avrà più di lui e la sua amicizia potranno ispirarle, ch'entrambi sentano infine che in qualunque posizione possano venirsi a trovare, non saranno davvero felici che in grazia della loro unione, che prendano esempio da noi, quanta consolazione ci abbia data nelle nostre disgrazie la nostra amicizia e nella felicità si gode doppiamente quando si può condividerla con un amico, e dove trovarne di più tenero, di più vero che nella propria famiglia? Che mio figlio non dimentichi mai le ultime parole di suo padre, che espressamente gli ripeto: non cerchi mai di vendicare la nostra morte. Ho da parlarvi di una cosa penosissima per il mio cuore. So quanto dispiacere deve avervi procurato quel fanciullo: perdonategli, mia cara sorella, pensate all'età che ha e a quanto è facile far dire a un fanciullo ciò che si vuole e perfino ciò che non capisce neppure. Verrà un giorno, spero, in cui egli sentirà ancor meglio il valore delle vostre bontà e della vostra tenerezza per entrambi. Mi resta da confidarvi ancora i miei ultimi pensieri. Avrei voluto scrivere fin dal principio del processo; ma oltre che non mi si lasciava scrivere, le cose si sono svolte tanto rapidamente, che in realtà non ne avrei avuto il tempo.
Muoio nella religione cattolica, apostolica e romana, in quella dei miei padri, in quella in cui sono stata educata e che ho sempre professata; nessuna consolazione spirituale avendo da attendere, ignorando se qui esistano ancora preti di questa religione, senza contare che il luogo ove io sono li esporrebbe troppo se vi entrassero anche una volta soltanto. Chiedo sinceramente perdono a Dio di tutte le colpe che ho potuto commettere da che sono al mondo; spero che, nella sua bontà, vorrà benignamente accogliere gli estremi miei voti, così come quelli che ho fatto da gran tempo ormai perché voglia ricevere la mia anima nella sua grande misericordia e nella sua bontà. Chiedo perdono a tutti coloro che conosco, e a voi, sorella mia, in modo particolare, di tutti i dispiaceri che, senza volerlo, potessi avervi cagionato. Perdono a tutti i miei nemici il male che mi hanno fatto. Dico qui
addio alle mie zie e a tutti i miei fratelli e le mie sorelle. Avevo degli amici. L'idea d'esserne separata per sempre e le loro sofferenze sono uno dei più grandi dolori che porto meco morendo; sappiano almeno che, fino all'ultimo istante, penso a loro.
Addio, mia buona e tenera sorella; possa questa lettera giungere fino a voi! Pensate sempre a me, vi abbraccio e bacio con tutto il cuore, così come quei poveri e cari figliuoli. Quanto è straziante, mio Dio, abbandonarli per sempre! Addio! Addio! Ora non mi occuperò più che dei miei doveri spirituali. Siccome non sono libera delle mie azioni, mi condurranno qui, forse, un prete che ha fatto il giuramento, ma io protesto che non gli dirò una parola e che lo tratterò come un essere assolutamente estraneo."
Come si vede, una splendida persona, che, pestando il piede al boia inavvertitamente mentre saliva sul patibolo, con grande stile e dignità si fermò e gli disse: "Monsieur, vi chiedo scusa. Non l'ho fatto di proposito".
Si dirà, altri tempi, altri stili:non proprio, infatti basterebbe aver conosciuto Giorgio Almirante per aver conosciuto un' altra splendida persona.
Ma oggi abbiamo i Fini e certi piccoli dirigenti locali, che si permettono di tutto. Giovanitristi crescono.
risale al 23 Febbraio del 1967 la condanna pubblica delle Leggi Razziali da parte di Giorgio Almirante. A Tribuna Politica, davanti ad un Ugo Zatterin incalzante sui vecchi scritti riproposti dall' Onorevole Fiano, il Grande Politico Missino rispose all' ex-Fascista Cesare Zappulli che gli chiese un giudizio sulle Leggi del 1938:
"Io che fui tra coloro che aderirono al movimento razzista dal 1938 in poi, ho completamente superato per ragioni umane e concettuali, per uno di quei superamenti di coscienza ai quali bisogna pur pervenire se si vive con piena onestà la propria fede e la propria dottrina..., ho completamente superato quel momento, e quindi credo di esserne idoneo a darne, e ne sto dando ai nostri giovani, una spiegazione prettamente politica." E, dopo un' analisi contestuale del periodo storico e delle relative alleanze politiche, Almirante non ebbe difficoltà a confermare ad un altro giornalista, Gino Pallotta, la totale condanna del razzismo.
Questo, sig. Fini, avrebbe dovuto rispondere a Fiano: possibile che lei ignori o non ricordi certe cose? Eppure mi risulta che qualche familiarità con Almirante lei l'avesse...
Eppoi, via, sarebbe bastato avere in casa il libro di Giovanni Scipione Rossi "La Destra e gli Ebrei" Rubbettino. Pag. 96 e seguenti...
Di errori giovanili la sinistra comunista è piena zeppa, e meglio avrebbe fatto l' On. Fiano a ricordare le benedizioni ai tank sovietici o le prefazioni ai libri di Nicolae Ceausescu cui molti esponenti del PCI si dedicarono.
E' facile,oggi, col senno di poi, dopo aver appreso la tragedia della Shoah, condannare certe cose. Ma bisogna anche esaminare il contesto storico di quel periodo, e pure le azioni posteriori di chi,dopo dichiarazioni o scritti giovanili, ebbe tempi e modi per riabilitarsi. Come Giorgio Almirante.
Ma anche come il grande Medico e Benefattore Padre Agostino
Gemelli, fondatore dell' Università Cattolica del Sacro Cuore e di otto strutture sanitarie in tutta Italia, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica, il quale in gioventù ebbe a dire:
"Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era il Rettore dell'Università Mazziniana. Qualche altro ha ricordato che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l'opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l'acqua del Battesimo. "
Ma poi,iniziatasi ufficialmente anche in Italia la persecuzione razziale, padre Gemelli protesse, salvò, aiutò nella fuga o nella sistemazione all’estero, o clandestina, in patria molti Ebrei, fra i quali si possono ricordare per il loro valore scientifico e per la loro fama il prof. Carlo Foà, il chirurgo Prof. Mario Donati, il Prof. G. Todesco, il Prof. Rodolfo Allers, il Prof. Gino Sacerdote, in collaborazione con il quale egli pubblicò anche un lavoro scientifico nel 1941, quando il solo nome di autori Ebrei non si poteva citare neppure in libri scientifici, e il farlo poteva comportare gravi sanzioni.Ed è documentato che padre Gemelli si prodigò per aiutare concretamente anche dopo l'introduzione in Italia delle leggi razziali molti Ebrei che persero il lavoro e si vennero a trovare in gravi difficoltà. È il caso, insieme a molte altri, di Cesare Musatti e del già citato Carlo Foà.
Dunque, Onorevole Fiano, se la Repubblica Italiana ha insignito della più alta onoreficenza questo insigne scienziato e benefattore, nonostante qualche errore giovanile, lasci in pace Almirante che risparmiò all' Italia ulteriori lutti, e che durante la sua vita politica ebbe pure il pregio di recarsi a visitare la salma del ricchissimo Nobiluomo Enrico Berlinguer.
Nella speranza che la Comunità Italiana di Religione Israelita prenda le distanze dalla componente sinistra ormai sempre più minoritaria, perchè tale Religione è di matrice Conservatrice per una serie infinita di ragioni legate alla Storia stessa del Popolo Ebraico.
Israeliti Italiani, è ora delle decisioni forti e decise:basta coi pregiudizi per la Destra ed il nostro passato. Guardate avanti, e ricordatevi che i vari Perlasca, senza l'avvallo di Mussolini, non avrebbero potuto fare nulla !
Davanti all' attacco in Parlamento portato dal deputato Emanuele Fiano, segretario nazionale di Sinistra per Israele ed esponente di spicco della piccolissima comunità Israelita milanese, che ben ricordo all' inaugurazione a Milano dei Giardini Ramelli, tutto impegnato a farsi intervistare dai giornalisti a parlar di anni '70 e pacificazione, in un contesto che non era il suo, dimostrandosi già allora un esperto di comunicazione e marketing, ed all' ambivalente replica del sig. Fini contro il passato di Giorgio Almirante, riprendo a scrivere, con la raccomandazione per tutti di ricordare che la Destra unita fa paura a molti di questo neo-regime.
All' Onorevole Fiano consiglio, contro l'intestazione della via a Giorgio Almirante, di riprendere lo sciopero della fame che cominciò tempo fa contro il corteo della Fiamma a Milano; oppure di ritirarsi nuovamente nel kibbuz che lo ospitò per un anno, così da assistere al rogo dei Vangeli e di altri scritti Cristiani cui alcuni militanti Sefarditi si sono dedicati recentemente a Or Yehuda.
Sono curioso di vedere quanto spazio le televisioni dedicheranno per il vigesimo della scomparsa di Giorgio Almirante, dopo che siamo stati martellati per settimane dalle celebrazioni per Aldo Moro, senza che nessuno si ricordasse il testo di una canzone di Giorgio Gaber che diceva:"io se fossi Dio, | quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, | c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire | che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana | è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. | Io se fossi Dio, | un Dio incosciente enormemente saggio, | avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, | ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora | quella faccia che era!" .
Non ne ha parlato nessuno, neanche a sinistra, perchè anche così si contribuisce alla nascita del neo-regime, questo Compromesso Storico dove tutti sono buoni e figli di buoni, come quell' Enrico Berlinguer di cui quattro anni or sono abbiamo assistito alla stessa martellante celebrazione, omettendo come sotto la sua segreteria si sia perpretata la più vergognosa campagna d'odio verso un politico, addirittura il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, il miglior Presidente in assoluto, costringendolo alle dimissioni ed aprendo la strada a Sandro Pertini, l' uomo che volle condannare a morte non solo Benito Mussolini, ma anche Claretta Petacci, colpevole solo di aver amato fino alla fine un Uomo che era stato l' Uomo più amato dagli Italiani.
Ed allora ricordiamo Giorgio Almirante, il Politico più Onesto, più Lungimirante, più Acuto, con miglior Oratoria ed Ironia del dopoguerra, doti che fanno di lui sicuramente il Più Grande Politico del Dopoguerra. Il quale, nonostante i molti Camerati Caduti ed i tantissimi feriti ed incarcerati durante la Terza Guerra Civile Italiana, cercò sempre di calmare le acque, consolando madri e padri, frenando i militanti e condannando il terrorismo di Destra. Sarebbe bastato poco, credo, a far diventare l' Italia un vero cimtero, e Lui lo evitò.
Coniò il termine Afascista contro l' antifascismo di regime od il postfascismo da operetta. Intuì il marcio della Prima Repubblica, promuovendo i Comitati per la Nuova Repubblica, con lo scopo di proporre una Repubblica Presidenziale ed una riforma radicale del Parlamento, in grado di eliminare quei privilegi, quel disordine, quella violenza, quell'ingiustizia e quella discriminazione sorti nella Repubblica post-residenziale e che ancora ci trasciniamo in questi giorni.
Fu pure molto credente, come Carlo Borsani, di cui scrisse la biografia, e come Cattolico condannava sia il materialismo marxista che quello ipercapitalista, con una frase oggi attualissima:"La Bibbia insegna che la Torre di Babele fu, ancor più del Diluvio Universale, la condanna di un Dio vendicativo nei confronti di un ' umanità schiava del materialismo e dimentica dei valori dello spirito...".
Uomo profondamente colto e coraggioso, ebbe a dire pure, nel suo libro "Processo alla Repubblica", 1980,: "Mafie, Camorre, Bande che tengono in pugno il Paese, che fanno esclamare al Presidente della Repubblica: -Siamo in guerra !-... Ecco perchè questo libro nel suo spirito e nel suo intento, è dedicato al processo alla repubblica...Si tratta del processo morale e politico che il cittadino italiano in quanto tale intenta a coloro che lo hanno reso estraneo alla 'cosa pubblica' che è il significato vero, e antico, di quel privatissimo e riservatissimo ente che oggi si chiama Repubblica". Come non notare la sua lungimiranza, in questo neo-regime d' Inciucionia, con i parlamentari scelti dai partiti e non dai cittadini ?
Purtroppo oggi non sarò a Roma come invece fui vent'anni orsono, in quella triste giornata cui tutti noi piangemmo per l'incredibile destino che ti portò via solo un giorno dopo il grandissimo Pino Romualdi, in una Piazza Navona stracolma e di cui conserverò ricordo per tutta la vita. Giorgio, di Te mi rimane una rosa in bacheca presa dal cuscinetto che ti accompagnò nell' ultimo viaggio. Ma di Te mi rimane anche il tuo messaggio e valore politico, senza pari.
Ogni tanto, sono certo, incontrerai Mio Padre, lassù: digli che mi manca, mi mancate tanto tutti e due.
Con affetto e stima per sempre,
Vandeaitaliana/Starsandbars
Continua l'altalena a Roma di notizie sull' apparentamento o meno de "La Destra" con le liste per Gianni Alemanno. Premesso che sono favorevole SOLAMENTE NEL CASO APPARISSE IL SIMBOLO SULLA SCHEDA, e nettamente contrario in risposta negativa, vorrei commentare come l' esigua Comunità Israelita della capitale si trinceri su vetuste posizioni. Non parlo tanto delle dichiarazioni di Riccardo Pacifici, capo della Comunità stessa, quanto a quelle della neo-eletta del PdL Fiamma Nirenstein, che in passato ho apprezzato e sostenuto per certe sue affermazioni, che ieri ha dichiarato:"Non dimentichiamoci che il PdL è un partito antifascista e sfido chiunque a dimostrare il contrario.". "La Destra estrema dovrebbe liberarsi di un passato che posso solo definire ignobile". Neo-deputata la quale, come giornalista, dovrebbe essere informata sui fatti e non ignorare (oppure omettere, che sarebbe peggio...) alcune cose,e cioè:
1)In futuro riuscirà a far cantare "Bella Ciao" al Compagno di partito Ciarrapico, magari in occasione di qualche anniversario del 25 Aprile, elogiando "gli alti valori della resistenza, che ci ha liberato dalla barbarie nazi-fascista, ispirando i padri della nostra costituzione a creare le basi della repubblica" (!!!!!!!!!!!) ? Credo proprio di no. Ma mi posso sbagliare, no ????
2)Era al corrente, oltre alla candidatura sopracitata, sempre a Roma, nella lista "Il Popolo della Vita per Alemanno" come indipendente dell'esponente di Forza Nuova, Daniele Pinti ? Il quale ha preso 253 voti antifascistissimi, naturalmente. Pinti il quale, dirigente giovanile di Forza Nuova, è stato arrestato in Febbraio con grande rumore mediatico per gli scontri al concerto di Villa Ada della scorsa estate; peraltro scarcerato dal giudice istruttore senza la medesima forza mediatica. Attendo con curiosità la gentile signora Nirenstein recarsi in visita ad Anzio con il candidato Pinti per celebrare lo sbarco degli eserciti liberatori angloamericani. (!!!!).
3)E' al corrente che il Segretario Organizzativo Nazionale de La Destra, il Senatore Stefano Morselli è da oltre dieci anni componente del gruppo di amicizia Italia-Israele ed ha sulla sua scrivania la medaglia del Knesset, ricevuta in occasione di una visita a Gerusalemme ?
4)E' al corrente del viaggio in Israele del Senatore Storace ben prima del sig. Fini, nel 2002, con gli elogi del Ministro Israeliano Dahan: "Il viaggio di Storace in Israele è importante per continuare un dialogo e far capire che la collaborazione tra Italia e Israele è continua e non saltuaria".
5)E' a conoscenza che nello Statuto de La Destra, all' Articolo 1, vi è scritto: "Il Movimento ripudia qualsiasi forma di violenza e discriminazione basata sulle differenze sociali, economiche, religiose o etniche" ?
6)Ignora o non ignora che La Destra ha candidato a Roma la Sig.ra Paola Ferrari De Benedetti ?
7) Ed infine, come giornalista e scittrice, è al corrente della differenza tra la parola antifascista ed afascista, coniata da Giorgio Amirante ?
Spiace che quanto alcuni di noi facciano per il riavvicinamento tra la VERA Destra ed il mondo Israelita possano essere spesso vanificate dall' arroccarsi su posizioni così antiche e passatiste. Ancora una volta vere tragedie come la Shoah, una dei moltissimi olocausti della Storia dell' Umanità, vengono a frapporsi tra noi ed una comunità che meglio dovrebbe guardarsi dalla sinistra antisionista piuttosto da chi vede negli Israeliti Italiani alcuni tra i depositari della Tradizione Giudaico-Cristiana e che ricorda moltissimi esponenti di detta Comunità Italiana come partecipanti alla Marcia su Roma ed aderenti al Fascismo.
Manca ormai poco alle fatidiche giornate, ma Silvio Berlusconi, Paolo del Debbio sublimalmente nelle Reti Mediaset, e tanti altri esponenti del Popolo della Libertà continuano ad ammonire: "Non votate i Partiti Minori. Votate Utile, se non volete dare l' Italia a Veltroni !". Dunque, o Veltroncinolupodelupis sta imbastendo la più incredibile rimonta della storia politica italiana, avendo venduto l' Anima a Messer Satanasso(come direbbe il buon Kit Carson a Tex Willer...), cosa impossibile, perchè un comunista di Anima non ne dispone che una; oppure, cari Italiani, vi stanno facendo su alla grande.
Perchè è chiaro che alla Camera il Partito che vince, ANCHE DI UN VOTO SOLTANTO, avrà il Premio di Maggioranza fatidico del 55 % dei seggi. Ogni voto in più non servirà a nulla. Dunque, data per scontata la vittoria del PdL, il voto dato alla Destra sarà utile, utilissimo, perchè questo partito possa partecipare alla ripartizione del restante 45 %, togliendo i seggi proprio alla sinistra, indebolendo la loro forza oppositiva. Una Destra che potrà essere la spina nel fianco del PdL anche in caso di non inciucio, impedendo l' approvazione di leggi che gli Italiani del Centro-Destra non vogliono, come dare il voto agli stranieri oppure legalizzare le coppie di fatto. Destra che non abbasserà mai l' attenzione in Parlamento sui Valori che devono prevalere sul portafoglio e sull' interesse.
Dunque, NON ABBIATE PAURA DI AVER CORAGGIO, come diceva Giorgio Almirante, NON TURATEVI IL NASO, come consigliava Indo Montanelli. L'unico voto VERAMENTE UTILE è VOTARE La Destra alla Camera. Ed al Senato sarà utilissimo in alcune regioni. In altre, sarà un Voto di Cuore, per poter dire, "Anche se TUTTI, NOI NO !"
In Alleanza Nazionale ogni giorno continua la deriva al centro di persone ormai allo sbando politico. Dopo la riproposta del voto agli immigrati, ripresa da un Silvio Veltrusconi irriconoscibile (perchè non darlo agli operai antiguani e di sandomingo che lavorano per la sua villa, i quali mi risulta da ben informati, lavorino un' ora e poi dormano un' altra ora. Ah, se solo li vedesse, che scansafatiche che sono !), dopo le dichiarazioni di Maurizio Gasparri su un possibile futuro Leader del PdL omosessuale (ma fare il maestro a scuola no, vero Compagno Fini ?), oggi sul "Giornale", in un ampia intervista del Direttore Mario Giordano (il quale, sicuramente, darà lo stesso spazio a Daniela Santanchè, domani o dopo. SICURAMENTE...), dopo il Fascismo e Mussolini, il sig. Fini scarica anche il proprio padre politico, Giorgio Almirante: "Nel 2008 sono vent’anni dalla morte di Almirante. Se io penso a che cos’era allora il mondo... C’era ancora il muro di Berlino, l’Urss, il Pci, eravamo nel pieno dopoguerra... Da allora è cambiato tutto. Si può pensare di concepire oggi la politica come la concepiva Almirante? Io, che sono stato al suo fianco, so che oggi sarebbe proprio lui il primo a dirci: ragazzi, siete fuori dal tempo...". Senza più ritegno, dimenticando certe sue dichiarazioni passate che vale la pena ricordare: "Il Msi, l’intero Msi rivendica fermissimamente il proprio diritto di esistere e di riferirsi al fascismo" (24 gennaio 1988). Muore Almirante e Fini lo ricorda come: "Un grande italiano, un uomo che ci ha consegnato quella Idea, quella bandiera, quell’Onore» (23.5.1988). "Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo» (19.8.1989); "Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista» («Il Giornale», 5.1.1990).
Ma, mi rivolgo agli elettori di Alleanza Nazionale, molti dei quali in buona fede si accingono a votare per il PdL, quale credibilità può ormai avere un uomo del genere, il quale, per coerenza, dopo essersi accorto di aver militato per anni tra gli eredi del Male Assoluto e di aver avuto come padre politico uno che ritiene sorpassato, avrebbe dovuto ritirarsi dalla Politica ? Ma vi rendete conto, e parlo ai militanti di allora, che Ramelli, i Mattei, Mantakas, Cecchin e tutti i Camerati Morti, saranno destinati all' oblio, eredità scomoda di un partito che è peggio della democrazia cristiana. Si, perchè in questi giorni Aldo Moro, sul quale Giorgio Gaber, vero fuori dal coro, scrisse a suo tempo una canzone politicamente scorrettissima, è stato celebrato fino allo sfinimento, a differenza della sua scorta. Peggio persino degli orfani del sessantotto, che andranno avanti a celebrare quell' infausto periodo che generò solo odio, violenza e sangue. Ma vi
rendete conto che le idee di Giorgio Almirante, le sue formidabili intuizioni, come la Repubblica Presidenziale, attraverso i Comitati per la Nuova Repubblica, la coniazione del temine Afascista (che non significa postfascista nè tantomeno antifascista...), la visione di una Grande Destra che culminò nella "Destra Nazionale", la cancrena del sistema politico della Casta, allora funzionante come oggi, sono cose vecchie ? Ma vi rendete conto che le continue denunce contro lo scandalo di non tener conto per anni delle idee e dei voti di quasi tre milioni di Italiani
(1972: 2.896.762, con 56 Deputati !) sono paragonabili alle lotte che oggi NOI della Destra facciamo per smentire l' insulsa idea del "Voto Inutile" ? Ma vi rendete conto di come siano attuali le posizioni di Giorgio Almirante in materia di Famiglia, Diritto alla Vita, Criminalità. E soprattutto in materia di Europa Unita, quella delle Nazioni e dei Popoli, non quella asservita alle banche ed all' Euro che sta impoverendo vieppiù il Nostro Paese:"La Destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la Destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l'Europa o va a destra o non si fa".
Cari Elettori di Alleanza Nazionale, quando aprirete gli occhi su dove vi vuole portare Gianfranco Fini ? Fatelo, prima del 13 e 14 Aprile, fatelo e votate a Destra !
Lontano, prima dell' Alba, il Gallo canta per la terza volta...
"E' a dir poco difficile immaginare la destra italiana di oggi senza l'opera di Giorgio Almirante. Senza di lui non saremmo quei che siamo. Senza di lui non saremmo qui.
Questa destra non è figlia del caso o dell'improvvisazione. E' figlia del lungo cammino che Almirante, con altri, intraprese agli albori della Repubblica.
A quel cammino si sono aggiunti, via, altri italiani perbene, altre intelligenze, altre storie. E se questa aggregazione è stata possibile, ciò si deve al modo generoso con cui Almirante guardava all'impegno politico.
Mai sterilmente nostalgico, mai ripiegato su se stesso, mai ostile al nuovo, Almirante ci ha insegnato a puntare al futuro, a guardare al domani. Era un uomo che ha avuto un destino curioso, quello di anticipare i tempi con una lucidità straordinaria. Parlava di pacificazione quando gli altri si ostinavano a parlare di divisione degli italiani. Parlava di riforme istituzionali e costituzionali quando per gli altri la Costituzione era un tabù intoccabile. Parlava di moralità pubblica quando gli altri si rifiutavano di mettere in discussione il sistema delle tangenti. Parlava di Patria quando gli altri la beffeggiavano e la deridevano. Parlava di Europa quando l'Europa era lontana, inarrivabile. Un anticipatore, insomma, uno che guardava al futuro, che lo intuiva e lo progettava.
Ricordare Giorgio Almirante non è dunque doveroso e dolce. È necessario. Necessario per noi e per tutti coloro che, come lui, vogliono immaginare un'Italia civilmente pacificata, politicamente rinnovata, moralmente pulita ed europea. Di quell'Europa che tanto amava perché vi ritrovava le radici culturali della nostra civiltà feconda e inarrivabile.
Lezione politica altissima, la sua. Che ne fa uno dei padri di quell'Italia civile che la politica ha spesso ignorato e offeso.
Il nostro compito, rinnovando le istituzioni, è quello di ricomporre il giusto equilibrio fra politica e società, fra governati e governanti, proprio così come Giorgio Almirante voleva.
Se ci riusciremo avremo compiuto l'opera che egli ci aveva insegnato. Sarebbe il traguardo più bello per tutti. "
Gianfranco Fini
Io non so se ce la faremo a raggiungere il 4% in queste elezioni,anche se lo spero vivamente, ma sono sicuro che il futuro riserva a Daniela Santanchè un ruolo che diverrà sempre più grande. La sicurezza, la forza, il cipiglio dimostrato sabato a Milano da questa Donna che si sta rivelando l'unica sorpresa di questa abulica campagna elettorale non può non rammentare la figura carismatica e rimpianta da tutta una nazione come quella di Maria
Eva Duarte de Peròn, meglio conosciuta come Evita Peròn. Che superò in popolarità, sia in Patria che all' Estero, il marito Juan, Presidente dell' Argentina.
Ella assunse alla cronaca politica proprio durante un periodo di grossa crisi del paese sudamericano, con l' appoggio del popolo, i cui stipendi erano intaccati dall'inflazione galoppante e delle donne, che ancora non godevano del diritto di voto. La sua fama raggiunse sia gli Stati Uniti che l' Europa, accompagnata dal fatto che questa autentica eroina fosse osteggiata dall' anomalo sodalizio Capitalismo/Comunismo, e la tragica e prematura morte la destinò alla Storia degli Immortali.
Preceduto da un grandissimo e ritovato sempre giovane Tommaso Staiti di Cuddia, Onorevole siculomilanese del mio Movimento Sociale Italiano, che ha attaccato duramente Alessandra Floriani, chiedendo la rinuncia al nome del Nonno, Benito Mussolini, sia per gli ultimi attacchi alla Santanchè, ma anche per essersi riparata al sicuro di un seggio nel Polpettone delle Libertà, il candidato Premier de La Destra ha fatto un intervento in cui ha denunciato tutti i danni di questa Italasia ormai allo sbando, dal rovinoso approdo all' Euro ai vari attacchi alla Famiglia Tradizionale ed al Cristianesimo. Da problema della droga all' aborto ed eutanasia, drammatici estremi di tradimento della Vita. All' immigrazione clandestina, vero reato impunito e che forse sarà premiato dal voto alle Amministrative che l'asse Veltrusconi, con la valletta Fini, si appresterà a dare. Centrando poi il problema
della Prima Casa, facendo propria l' idea della Fiamma Tricolore del Mutuo Sociale, che già vedo scopiazzata, malamente, dai due finti Poli. Riuscendo persino a zittire il folklore e gli slogan dei ragazzi di Casa Pound e Cuore Nero, che, se tanto in verità si stanno dando da fare, dovrebbero ricordare che Ordine e Disciplina fanno parte del bagaglio della Militanza.
La Questura ha valutato i presenti in 4000 tra noi all' interno del Teatro Nuovo e quelli davanti al megaschermo in Piazza San Babila, simbolo più volte ricordato dall' Onorevole Santanchè della Destra Milanese, insieme all' altro simbolo, caro a tutti noi, Giorgio Almirante. Sicuramente, come sempre in questi casi, il numero era superiore: un successo enorme, tenendo conto del quasi totale oscuramento della stampa e delle televisioni, alle quali si è sottratta SKY News con il collegamento in diretta sul Canale 500.
Che La Destra sia un piccolo partito, lo decideranno gli elettori. Quello che a me fa sorridere è invece una notizia che ho appreso e che farà sorridere, se non sbellicare, qualche amico Svizzero sia di Triares che del bloroll per Daniela Santanchè. Se si cerca in Google la sigla PdL, la prima pagina a cui si viene rimandati non è quella referente al partito di Silvio Berlusconi, ma quella relativa al Partito del Lavoro, un partitino del Canton Ticino, comunista come pochi. Ora, io francamente stento a credere che in Isvizzera, tra multinazionali e UBS, possa trovare spazio anche un partito che sembra ancor più ortodossamente comunista del PMLd'I, vera chicca d'altri tempi. Ma quello che mi genera ulteriore buonumore che Google non dia il primo posto ad una corazzata elettorale come quella del Popolo delle Libertà, che schiera Fiamma Nirenstein e Ciarrapico insieme, ed altre simpatiche fritture miste. Probabilmente se ne preparano altre, e magari, con l'inciucio Veltrusconico vedremo a braccetto Stefania Craxi, Chiara Moroni ed Antonio di Pietro. Nelle scuole si parlerà di Milazzismo e Valle Giulia (magari omettendo come l' indimenticabile e mai dimenticato Giorgio Almirante pose fine ad improponibili esperimenti...), si proietterà "Mio fratello è figlio unico", trasposizione de "Il Fasciocomunista".
Io, che anticomunista lo sono da sempre, e sempre lo sarò, mi chiedo se Silvio Berlusconi sia sempre quello di qualche anno fa...