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"La conoscenza della verità non può mai essere pericolosa,l'ignoranza sì,e ancora più pericolosa una conoscenza parziale della Verità Storica,perchè di essa potrebbero servirsi politicanti senza scrupoli per influenzare le passioni delle loro vittime,traendole in inganno con ricostruzioni distorte del passato." (A.G. Richey, Storico Irlandese)

"I Terroristi Fondamentalisti Musulmani ci odiano per due motivi:
1)Perchè siamo Cristiani.
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(Starsandbars/Vandeaitaliana)

AVVERTENZE: Questo è un Blog d'ispirazione Cattolica, ma anche impostato da un sognatore che dal 2000 si batte contro parolacce ed offese nel WEB; pertanto non saranno più tollerati interventi con parole scurrili, offese e tantomeno bestemmie, che saranno cancellati immediatamente , sia provenienti da sinistra che da Destra. Inoltre ricordo a tutti che l'anonimato assoluto non esiste più nellla Rete, e che ognuno è responsabile di quello che scrive. Vandeaitaliana si dissocia da eventuali accuse personali nei confonti di terzi scritte nel proprio Blog. Che saranno cancellate e segnalate alle competenti autorità.

"Chi è stato intossicato una volta dal potere e ha tratto da esso ogni genere di remunerazione, anche solo per un anno, non l’abbandonerà mai volentieri. Potrà anche sfinirsi nell’esercizio del suo potere, ma non cercherà mai altro che il potere, a suo sollievo." Edmund Burke Lettera a un deputato dell’Assemblea Nazionale, 1791.

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giovedì, 27 marzo 2008
I trascorsi del liberale Pier Luigi Bersani.

Con l'aria freddissima di inciucio che tira, tra false polemiche su Alitalia, Pensioni e Privilegi della Casta che l' asse Veltrusconi giura di risolvere, un ministro classico da tutte le stagioni potrebbe essere senz'altro Pier Luigi Bersani, nativo di Bettola (Pc), dove sono sepolti i Remondi, Padre e Figlia, di cui ho appena scritto nell' altro mio blog, Morti Dimenicati:

http://mortidimenticati.blogspot.com/2008/03/donne-fasciste-iv-elsa-remondi-ed-il.html#links

Infatti il prode ministro piacentino, oggi liberal/liberista/liberissimo persino più di Veltroncinolupodelupis, faccino tipico da dirigente da cooperativa, sarebbe l'ideale. Lui, infatti, sembrerebbe MAI essere stato comunista, se dessimo un' occhio alle sue biografie. Peccato che oltre essere stato nel Partito Comunista Italiano, il sempre sorridente personaggio abbia trascorsi anche in Avanguardia Operaia, nonostante al Meeting di Rimini del 2003 di CL ebbe a dichiarare: "Se vuol rifondarsi, la sinistra deve ripartire dal vostro retroterra ideale. La vera sinistra non nasce dal bolscevismo ma dalle cooperative bianche dell’Ottocento. Il partito socialista è venuto dopo le cooperative, il partito comunista dopo ancora, e i gruppi nati col ‘68 sono tutti spariti. Solo l’ideale lanciato da CL negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare. È lo stesso ideale che era anche delle cooperative: un fare che è anche un educare. Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito Comunista Italiano, per un po’ pensò di chiamare il nuovo partito ‘Comunità e Libertà’. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse.".

Proprio un uomo  ideale, per tutte le stagioni...

Per saperne di più su Avanguardia Operaia, cliccare sul mio Tag omonimo di fianco...


Postato da: Vandeaitaliana a 15:25 | link | commenti (4)
politica, comunismo, anni 70, anni di piombo, inciucio, governo prodi, avanguardia operaia, neo-centrismo, elezioni 2008, pseudoliberali, neo-regime

mercoledì, 17 gennaio 2007
Oreste Scalzone Ministro del Governo Prodi.

I giudici della Corte d'Assise di Milano hanno dichiarato che i reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine per cui è stato condannato Oreste Scalzone, esponente di Potere Operaio e latitante in Francia dal 1981, sono stati prescritti.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie aggiungendo che è stato anche revocato l'ordine di custodia cautelare nei suoi confronti, il che permette a Scalzone di poter rientrare in Italia.
Scalzone a Milano era stato condannato a 16 anni di carcere per partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine nell'ambito del cosiddetto processo "Primalinea-CoCoRi (Comitati comunisti rivoluzionari)".
L'imputato però non aveva scontato la pena perché la sentenza con cui era stato condannato non era mai stata eseguita in quanto annullata dalla Corte di Cassazione dopo che la Francia non aveva concesso l'estradizione.
I fatti per cui Scalzone è stato condannato risalgono al 1977.
Scalzone e altri militanti di Potere Operaio sono stati citati davanti al tribunale civile di Roma per una causa di risarcimento danni dalla famiglia di Stefano e Virgilio Mattei, i due ragazzi di 8 e 22 anni, figli dell'ex segretario dell'Msi di Primavalle, morti nell'incendio appiccato alla loro casa da tre esponenti del movimento il 16 aprile 1973, fatti fuggire all' estero da Scalzone, come da lui dichiarato a Radio Radicale.


Scalzone a Parigi, come del resto molti altri Cattivi Maestri degli anni di piombo, è vissuto coccolato e vezzeggiato, ed ancora oggi molti siti francesi lo propongono come un eroe perseguitato dalle autorità italiane; ed anche in Italia gode di ammirazione presso la sinistra salottiera alla Sanguineti ( il filosofo candidato da Rifondazione Comunista come Sindaco per Genova, che ha recentemente dichiarato di volere la Lotta di classe come strumento politico), insieme ai vari Sofri, Battisti, Baraldini e compagni, peraltro ben sistemati nelle strutture del paese:

"Sono usciti alla spicciolata e ora sono quasi tutti fuori. Con qualche restrizione o ormai completamente liberi. Gli ex terroristi dell'ultrasinistra sono rientrati nella società. Ci è andata bene, ha sintetizzato Maurice Bignami, ex comandante di Prima linea. Alcuni lavorano nelle cooperative, che offrono una chance di reinserimento agli ex detenuti; altri hanno preso strade diverse. C'è anche chi è entrato nelle istituzioni, buttando via il passato come uno zaino ingombrante, ed è pagato da quello Stato combattuto in gioventù. Recentemente Leonardo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br il 10 febbraio 1986, ha posto alla Regione Toscana due domande molto scomode: quanti familiari delle vittime del terrorismo lavorano per la Regione o la Provincia o enti collegati a Firenze e in Toscana? E quanti ex terroristi? Nell'attesa è il Giornale a tentare un primo censimento.

Corrado Federico Alunni Fondatore Br, 58 anni, arrestato nel 1978 dopo esser passato nelle Formazioni comuniste combattenti. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori (La rapina in banca, storia, teoria, pratica), da anni è fuori di galera, lavora in una coop informatica.

Vittorio Alvaro Antonini Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all'esterno. Presiede l'associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri d'Italia. Ha avuto l'onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l'omicidio D'Antona.

Lauro Azzolini Membro esecutivo delle Br nel processo Moro, 62 anni, tre ergastoli, l'uomo che sparò a Montanelli, è libero. Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere.

Barbara Balzerani Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro Compagna Luna per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell'informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta.

Silvia Baraldini Condannata dalla giustizia americana a 43 anni di galera per associazione sovversiva, è uscita per motivi di salute ottenendo, il 27 dicembre 2002, una collaborazione con la giunta Veltroni. A caldeggiare il rinnovo del contratto di consulenza sul lavoro femminile, nel 2003, fu l'assessore Luigi Nieri di Rifondazione comunista. L'associazione delle vittime ha presentato denuncia in procura.

Marco Barbone L'assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano.

Cecco Bellosi Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso che collabora con l'associazione Lila.

Vittorio Bolognese Colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà dal settembre 2000. Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili.

Franco Bonisoli Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali.

Paola Besuschio Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc. Lavora in una cooperativa statistica.

Anna Laura Braghetti Ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta nell'omicidio del giudice Vittorio Bachelet, è la carceriera di Aldo Moro in via Montalcini, nota come signora Altobelli: condannata al carcere a vita. Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all'organizzazione di volontariato vicina ai Ds, Ora d'Aria che si interessa alle problematiche dei detenuti. Nel 2002 ottiene la condizionale.

Paolo Cassetta Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.

Geraldina Colotti Militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, ha lavorato alla coop romana 32 dicembre, oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto dove lavora anche l'ex bierre Francesco Piccioni, semilibertà dal 1999.

Anna Cotone Ex bierre del feroce Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro dell'ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell'europarlamentare di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini.

Renato Curcio Fondatore e ideologo delle Br, gira l'Italia facendo conferenze in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi libri ai festival dei partiti. In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che le vittime degli anni 70 sono i suoi compagni di lotta morti sul campo. Da dieci anni è a capo della coop editoriale Sensibili alle foglie che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere e droga, tema quest'ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a Dario Fo. Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal 1993.

Alessandra De Luca Anche lei brigatista nel processo Moro, è in semilibertà da tempo. È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali del Lazio, ma non ce l'ha fatta.

Roberto Del Bello Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per Rifondazione comunista.

Sergio D'Elia Dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere. Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale. Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno e diventa segretario d'aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste.

Adriana Faranda Fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce presto alla dissociazione guadagnando la libertà. Viene rilasciata nel 1990 e affidata all'opera di don Calabria dove lavora al computer. Scrive libri, ha fatto la fotografa. Finisce al Costanzo Show, e sono polemiche infinite.

Diego Fornasieri Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici Arete. Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983. Libero.

Alberto Franceschini Fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983 si dissocia. Oggi lavora a Roma con la Braghetti all'associazione per detenuti Ora d'Aria. Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario nel 1992 dopo 17 anni di reclusione. Scrive libri, partecipa a conferenze.

Prospero Gallinari Membro del commando che sparò alla scorta di Moro in via Fani, responsabile della prigione del popolo, è libero da tantissimi anni per problemi di cuore.

Claudia Gioia Primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale Giorgieri e per il ferimento dell'economista Da Empoli. È in libertà condizionale dal gennaio 2005. Nel 1991 finisce intercettata mentre parla, in cella, col br Melorio di un tentativo di ricostituzione delle Ucc.

Eugenio Pio Ghignoni Brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è il responsabile della Direzione Affari Generali dell'Università Roma Tre, cura la sicurezza...

Maurizio Jannelli Già capocolonna romano delle Br, ergastolo per vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai come autore a partire dal 1999. Per il Tg3 ha seguito Il mestiere di vivere, Diario Italiano, Residence Bastogi, fa parte dello staff della trasmissione sportiva Sfide. Ha scritto Princesa, libro su un transessuale suicida. Dal 2003 è in condizionale.

Natalia Ligas Nome di battaglia Angela, la dura delle Br-Partito Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000 è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata.

Maurizio Locusta Partecipa al delitto Giorgieri (24 anni di pena), viene estradato dalla Francia nel marzo 1988, dopo qualche anno esce ed è assunto alla fondazione Lelio Basso-Issoco come assistente di sala consultazione.

Francesco Maietta Ex militante delle Ucc, condanne pesantissime, lavora part time in un ente importante dal 1990. Si è sposato nel 1998 a Ostia con una ragazza della Caritas. Tra gli invitati, il presidente emerito Francesco Cossiga.

Corrado Marcetti Ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione Michelucci a Fiesole.

Nadia Mantovani Dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle Br, ottiene la condizionale a gennaio '93 quando sconta due terzi della pena. Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell'associazione per il reinserimento dei detenuti Verso Casa. Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico di Cl.

Mario Moretti Il numero uno delle Br, leader della direzione strategica, partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità e 6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala. Una volta fuori, in lavoro esterno, si occupa di volontariato. Esperto di informatica partecipa alla fondazione della Cooperativa Spes composta da ex irriducibili dissociati. La coop ottiene vari contributi, anche dalla Regione Lombardia, insieme all'associazione Geometrie variabili cerca forme di lavoro non alienanti per i detenuti. Scrive libri.

Valerio Morucci L'ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro, scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore di libri di successo (l'ultimo, La peggio gioventù) vincitori di premi letterari con Il collezionista (la VI edizione di Esperienze in giallo) lavora come consulente informatico.

Roberto Ognibene Gode dei benefici dovuti alla legge sui dissociati e lavora come impiegato al Comune di Bologna.

Ave Maria Petricola Quest'anno la Provincia di Roma ha assunto quest'ex pentita brigatista, nome ricorrente al processo Moro, come responsabile del centro di Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista degli assistenti sociali regionali.

Remo Pancelli Killer dell'ala militarista delle Br Colonna 28 marzo, l'ex dipendente delle Poste del sequestro D'Urso, viene bloccato dai carabinieri il 7 giugno del 1982. Pluricondannato, è inserito in una coop sociale (che ha ospitato altri ex terroristi rossi).

Marco Pinna Soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente della coop ambientale Ecotopia.

Susanna Ronconi Storica figura del troncone toscano di Prima Linea, lavora al Gruppo Abele di Torino dove ha la responsabilità delle cosiddette Unità di strada. Nel 1987 guadagna il primo permesso-premio per la sua dissociazione. È stata consulente di Asl e Comuni del nord Italia, collabora alla pubblicazione del Rapporto sui diritti globali a cura dell'associazione Informazione&Società per la Cgil Nazionale. Un'interrogazione di Gasparri (An) e Giovanardi (Ccd) la segnalano come beneficiaria di una consulenza da parte dell'allora ministro Livia Turco.

Giovanni Senzani Il criminologo delle Br-Partito Guerriglia, irriducibile fino al midollo, già sospettato di essere il Grande Vecchio del sequestro Moro, ergastolano per l'omicidio del fratello del pentito Patrizio Peci, esce nel 1999 in semilibertà ma un anno dopo è dietro la scrivania di un centro di documentazione della Regione Toscana denominato Cultura della legalità democratica e inserito nel progetto Informacarcere. Nel 2001 si è scoperto che il centro poteva clonare tutti gli atti, anche quelli segreti, della commissione parlamentare sulle stragi. È coordinatore della casa editrice di sinistra Edizioni Battaglia.

Marco Solimano Ex di Prima linea, oggi è consigliere dei Ds al Comune di Livorno. Da circa dieci anni è assistente volontario al carcere di Livorno come responsabile Arci.

Nicola Solimano Ex di Prima linea, condannato a 22 anni lavora alla Fondazione Michelucci di Fiesole, costituita nel 1982 dalla Regione Toscana e dai Comuni di Pistoia e Fiesole. È stato consulente della Regione Toscana per la nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti e fra i coordinatori di un campus internazionale nell'ambito dell'iniziativa regionale Porto Franco, per conto dell'Assessorato alla cultura della Regione.


di Gian Marco Chiocci e Stefano Zurlo.

[Il Giornale - Data pubblicazione: 04/11/2006]

Scalzone, appresa la notizia, ha dichiarato di voler rientrare in Italia per occuparsi nuovamente di politica.

A questo punto, sulla scia di D'Elia, Del Bello e soprattutto di Franco Piperno, già assessore alla cultura al Comune di Cosenza e che durante le ultime elezioni per il Presidente della Repubblica prese 2 voti al secondo scrutinio e 3 al terzo, chiedo a gran voce che Oreste Scalzone sia immediatamente nominato Ministro del governo prodi, magari alla Giustizia. Che nella Bandiera Italiana venga apposto immediatamente il simbolo della falce e martello, e che l'Inno Fratelli d' Italia sia sostituito dall' inno di Potere Operaio, vero esempio di pacifismo:

"La classe operaia, compagni, è all’attacco, Stato e padroni non la possono fermare, niente operai curvi più a lavorare ma tutti uniti siamo pronti a lottare. No al lavoro salariato, unità di tutti gli operai.
Il comunismo è il nostro programma, con il Partito conquistiamo il potere.
Stato e padroni, fate attenzione, nasce il Partito dell’insurrezione; Potere operaio e rivoluzione, bandiere rosse e comunismo sarà.
Nessuno o tutti, o tutto o niente, e solo insieme che dobbiamo lottare, i fucili o le catene: questa è la scelta che ci resta da fare. Compagni, avanti per il Partito, contro lo Stato lotta armata sarà;
con la conquista di tutto il potere la dittatura operaia sarà.
Stato e padroni...
Potere operaio e rivoluzione...
I proletari son pronti alla lotta, pane e lavoro non vogliono più, non c’è da perdere che le catene e c’è un intero mondo da guadagnare. Via dalle linee, prendiamo il fucile, forza compagni, alla guerra civile!
Agnelli, Pirelli, Restivo, Colombo, non più parole, ma piogge di piombo!
Stato e padroni...
Potere operaio e rivoluzione...
Stato e padroni, fate attenzione...
viva il Partito e rivoluzione,
bandiere rosse e comunismo sarà!



Postato da: Vandeaitaliana a 14:47 | link | commenti (2)
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martedì, 26 dicembre 2006
26 Dicembre 1946:IL DOMANI APPARTIENE A NOI !

Sessant'anni fa nasceva il Movimento Sociale Italiano. Nessun partito in Italia potrà ridarmi l'orgoglio di essere appartenuto a quel branco di pazzi ed inguaribili romantici che non accettarono l'idea del tradimento del 25 Luglio e dell' 8 Settembre, e della sconfitta conseguenziale del 25 Aprile. Ma soprattutto innamorati di un' idea che fu definita dal Suo Creatore, Benito Mussolini, la più rivoluzionaria del XX Secolo, tesa a superare Capitalismo e Comunismo ed a cercare la concordia ed il dialogo tra le parti sociali, piuttosto che lo scontro classista.

Il 26 Dicenbre del 1946, nello studio romano di Arturo Michelini, Giorgio Almirante (nell'immagine un manifesto che esalta l'onestà del MSI), Pino Romualdi, Roberto Mieville, Giorgio Pini, Biagio Pace, Francesco Galante, Gian Luigi Gatti, Nicola Foschini, Giovanni Tonelli, Cesco Giulio Baghino e naturalmente Arturo Michelini, diedero vita a questo partito che ancora mi fa sentire giovane e voglioso di lottare nel pieno rispetto degli ideali dei fondatori; ideali che ancora oggi sono attuali, così come lo saranno domani. Ideali ben descritti in questo manifesto del Fronte della Gioventù: TRADIZIONE, UNITA' , IDENTITA' NAZIONALE, EUROPA. Manifesto dove la famosa immagine dei Marines americani dimostra la volontà di pacificazione vera, non quel falso pacifintismo che ha sempre caratterizzato l' Italia dell' arco costituzionale, dove i nemici di ieri vengono accettati come amici di oggi, pur avendo sempre in mente la Nostra Identità.

Identità che si può riassumere rievocando le parole di Giorgio Almirante nella relazione alla Direzione Nazionale il 25-26 Luglio 1970,dopo il clamoroso successo elettorale alle Regionali:

"...un partito non classista, quale il nostro ha l'onore di essere e proclamarsi, non può sollecitare nell'elettorato spinte di classe; cioè non può identificarsi con il ceto borghese o con il ceto proletario...". Parole attualissime, come si vede, in un Italia dove la sinistra sia con l' ultima campagna elettorale, sia con l'attuale Legge Finanziaria spinge per lo scontro sociale.

Identità e Valori ribaditi nella stessa Relazione:

"La gente viene con noi per trovare o RITROVARE qualche cosa: una garanzia, un retaggio, una bandiera, una disciplina, una moralità; un modulo di Civiltà; qualche cosa di ANTICO e di NUOVO, qualche cosa di diverso. Il grande tema dell' alternativa di sistema ci rende credibili da parte di un popolo che vuole autorità e libertà, ordine e giustizia, pulizia e pace civile".

Relazione attualissima, a dimostrazione della lungimiranza di Almirante:

"Durante la campagna elettorale abbiamo osservato che la lotta politica in Italia si era radicalizzata... Chi non lo ha capito prima delle ELEZIONI, lo ha capito SUBITO DOPO, quando il centrosinistra, facendo cadere ogni delimitazione nei confronti dei comunisti, ha inserito la sovversione nello Stato, il caos nella società, il disordine MORALE e POLITICO all'interno della stessa coalizione di governo...". Sembrano parole scritte oggi.

Così come incredibilmente contemporanee, che dovrebbero far riflettere tanti cari neo-antifascisti, casinisti ed un tantino follini, orfani dalle vedove radicali e giovanitristi paperellanti, risultano essere queste:

"La battaglia non si vince e non si conduce SENZA di NOI; ma da soli non la possiamo condurre e tantomeno vincere. Ciò NON SIGNIFICA che dobbiamo andare alla ricerca di compromessi e di patteggiamenti. Essere NOI STESSI significa incontrare gli altri sulla buona strada.".

Queste idee affascinarono molti giovani, come me ed altri, che non si riconoscevano allora nella cultura dell' odio della sinistra che cullava i loro figliocci di Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Potere Operaio e delle SEDICENTI Brigate Rosse. Molti, troppi pagarono con la vita l'impegno di allora; tantissimi ebbero la vita segnata per sempre dalle ferite e dagli agguati. Per loro ed in loro nome, per il ricordo ed il rispetto che devo loro, la mia battaglia per l'unione di TUTTE le Destre, continua e continuerà, nello spirito delle parole che Giorgio Almirante volle lasciarci:

"Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l'avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi. Da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiti e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito, Pensa come se tu non dovessi morire mai" .

Perchè:

"Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria !".

Postato da: Vandeaitaliana a 11:03 | link | commenti (1)
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mercoledì, 15 novembre 2006
Dopo il caso Daw,il caso "Il Manifesto".

Dopo aver espresso il mio pensiero sul caso Daw, che tanto preoccupa ed appassiona tocquevillani libertari e blogsferisti radicaloidi, voglio dire la mia sul quotidiano "Il Manifesto", che oggi ripropone l'ennesimo appello ai lettori per essere salvato dal fallimento. Ora questo giornale è un po' un icona della sinistra italiana, buonin buonista e pacifintissimo, anche se non posso dimenticare i commenti sull' elezione di Benedetto XVI.

Ma per un vecchiaccio degli anni '70 come me, "Il Manifesto" rammenta sempre chi portava l' eskimo, che ne aveva sempre una copia in tasca. Eskimo che magari, nell'altra tasca, portava qualcosa di più voluminoso e pesante. Rammenta le simpatie con Potere Operaio, e tutto quello che significava tale movimento, con Toni Negri e Franco Piperno a fare da leader. Potere Operaio che aveva un inno molto significativo:

"La classe operaia, compagni, è all’attacco, Stato e padroni non la possono fermare, niente operai curvi più a lavorare ma tutti uniti siamo pronti a lottare. No al lavoro salariato, unità di tutti gli operai

Il comunismo è il nostro programma, con il Partito conquistiamo il potere.

Stato e padroni, fate attenzione, nasce il Partito dell’insurrezione; Potere operaio e rivoluzione, bandiere rosse e comunismo sarà.

Nessuno o tutti, o tutto o niente, e solo insieme che dobbiamo lottare, i fucili o le catene: questa è la scelta che ci resta da fare. Compagni, avanti per il Partito, contro lo Stato lotta armata sarà;

con la conquista di tutto il potere la dittatura operaia sarà.

Stato e padroni...

Potere operaio e rivoluzione...

I proletari son pronti alla lotta, pane e lavoro non vogliono più, non c’è da perdere che le catene e c’è un intero mondo da guadagnare. Via dalle linee, prendiamo il fucile, forza compagni, alla guerra civile!

Agnelli, Pirelli, Restivo, Colombo, non più parole, ma piogge di piombo!

Stato e padroni...

Potere operaio e rivoluzione...

Stato e padroni, fate attenzione...

viva il Partito e rivoluzione,

bandiere rosse e comunismo sarà!"

Ad un vecchiaccio come me rammenta che come gruppo politico, Il Manifesto assorbì quel che restava di Avanguardia Operaia, e tutto quello che significava, soprattutto a Milano, ANCHE questo movimento. E rammenta che ancora oggi ospita Rossana Rossanda e Giulietto Chiesa.

E se tutto questo può non bastarvi, il Manifesto è il giornale di Giuliana Sgrena.

E basta questo, per farmi dire, dopo il mio giudizio sul caso Daw, radical radicalato, la stessa cosa:

Il Manifesto chiude ?

E chi se ne frega !


Postato da: Vandeaitaliana a 15:18 | link | commenti (1)
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NO ALLA TURCHIA IN EUROPA !!!!!