Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.

Fieramente di Destra,ma fieramente credente e Cattolico.Revisionista,ma in tutti i campi della Storia che ci hanno voluto imporre.Compresi Rivoluzione francese,Risorgimento, e le 3 Guerre Civili Italiane.
Il mio altro nick è Starsandbars
Al centro non ci vado: AVANTI A DESTRA !
"La conoscenza della verità non può mai essere pericolosa,l'ignoranza sì,e ancora più pericolosa una conoscenza parziale della Verità Storica,perchè di essa potrebbero servirsi politicanti senza scrupoli per influenzare le passioni delle loro vittime,traendole in inganno con ricostruzioni distorte del passato." (A.G. Richey, Storico Irlandese)
"I Terroristi Fondamentalisti Musulmani ci odiano per due motivi:
1)Perchè siamo Cristiani.
2)Perchè non lo siamo più..."
(Starsandbars/Vandeaitaliana)
AVVERTENZE: Questo è un Blog d'ispirazione Cattolica, ma anche impostato da un sognatore che dal 2000 si batte contro parolacce ed offese nel WEB; pertanto non saranno più tollerati interventi con parole scurrili, offese e tantomeno bestemmie, che saranno cancellati immediatamente , sia provenienti da sinistra che da Destra. Inoltre ricordo a tutti che l'anonimato assoluto non esiste più nellla Rete, e che ognuno è responsabile di quello che scrive. Vandeaitaliana si dissocia da eventuali accuse personali nei confonti di terzi scritte nel proprio Blog. Che saranno cancellate e segnalate alle competenti autorità.
"Chi è stato intossicato una volta dal potere e ha tratto da esso ogni genere di remunerazione, anche solo per un anno, non l’abbandonerà mai volentieri. Potrà anche sfinirsi nell’esercizio del suo potere, ma non cercherà mai altro che il potere, a suo sollievo." Edmund Burke Lettera a un deputato dell’Assemblea Nazionale, 1791.
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Che da molti anni io non abbia molta stima per tanti Italiasiatici, non è un mistero. Già negli anni '80 incominciava a farsi strada in me l' idea di lasciare questo paese, pieno di bruttisporchiecattivi,giovanitristi, utili idioti, paladini del nulla ed imbecilli vari. Dopo aver girato in lungo ed in largo Polinesia, Melanesia e Micronesia, avevo ormai quasi deciso a favore di Apia, Western Samoa, dove si era trasferito con la famiglia il celebre scrittore Robert Louis Stevenson e dove morì.
La Rivoluzione Rumena del 1989 ed i fatti posteriori, che coincisero con il ritrovamento del Mio Primo Amore, conosciuta nel 1972, e che dal 1991 è Mia Moglie, mi obbligarono ad un cambio di progetti;mi costruii dunque la mia piccola Polinesia in un posto dove pochi possono entrare, e dove ho tutto quello che mi serve e che ho desiderato. Nel 2000, quasi per gioco, complice internet,riscoprii la Politica attiva, dopo un intervallo di una ventina d'anni. E la cosa mi appassionò sempre più.
Ora, 900.000 eroici pazzi sognatori che hanno scelto di votare "La Destra" mi obbligano non solo a ringraziarli, ma di continuare questo impegno con ancora maggior entusiasmo. Insieme all' arroganza di Gasparri con Daniela Santanchè di ieri sera, un vero gentleman; al vetero femminismo della Sig.ra Alessandra Floriani, che esulta per il governo rosa zapatista/zapaterista, piena di livore sempre verso Daniela Santanchè, UNICA DONNA PROTAGONISTA di queste scialbe Elezioni 2008;e pure mi sento in obbligo pensando a quell' ultimo, disperato appello televisivo di Berlusconi:"Italiani, VI SUPPLICO, non votate per La Destra.".
E di nuovo mi sembra di tornare agli anni '70, quando si lottava soli contro tutti, per quella splendida Fiamma che qualcuno ha tradito e qualcun altro vorrebbe spegnere per sempre, emuli di quegli italiasiatici che presero parte a quell' infame macello di Piazzale Loreto.
Abbiamo lottato contro tutto e tutti:giornali, televisioni, politici di ogni colore. Con ogni mezzo, negandoci anche comizi e piazze. Ci hanno fatto cambiare il simbolo, su mandato di chi quella Fiamma non rappresenta più. Gli Italiani sono stati terrorizzati dal pericolo del Voto Inutile, anche in malafede da parte di chi, avendo mezzi e soldi che noi non avevamo, poteva disporre di sondaggi plurimi giornalieri, e che avrebbe potuto benissimo smettere appelli che si sono dimostrati inutili ed infantili. In dirittura d' arrivo abbiamo pure avuto pure l'ennesimo Badoglio, più brutto che Bruto, che per pavidità o trenta denari ha cancellato in un attimo il proprio lontanissimo passato. Ebbene, contro quest' orgia mediatica, 900.000 Italiani hanno creduto in Noi, nella Nostra Fiamma, nella Nostra Fede, nelle Nostre Idee. A Loro, dico GRAZIE, insieme alla promessa che non molleremo la lotta, decisi a far trionfare i Valori nei quali crediamo.
Ripartiamo dunque, ben oltre quello 0,7 % al Senato e quel 2 % alla Camera di sessant'anni orsono, quando il già allora segretario Giorgio Almirante, insieme ad altri coraggiosi, decise che era tempo di ricominciare a lottare per quelle che rimangono le idee più rivoluzionarie del 900.
Avanti, A DESTRA !
In Alleanza Nazionale ogni giorno continua la deriva al centro di persone ormai allo sbando politico. Dopo la riproposta del voto agli immigrati, ripresa da un Silvio Veltrusconi irriconoscibile (perchè non darlo agli operai antiguani e di sandomingo che lavorano per la sua villa, i quali mi risulta da ben informati, lavorino un' ora e poi dormano un' altra ora. Ah, se solo li vedesse, che scansafatiche che sono !), dopo le dichiarazioni di Maurizio Gasparri su un possibile futuro Leader del PdL omosessuale (ma fare il maestro a scuola no, vero Compagno Fini ?), oggi sul "Giornale", in un ampia intervista del Direttore Mario Giordano (il quale, sicuramente, darà lo stesso spazio a Daniela Santanchè, domani o dopo. SICURAMENTE...), dopo il Fascismo e Mussolini, il sig. Fini scarica anche il proprio padre politico, Giorgio Almirante: "Nel 2008 sono vent’anni dalla morte di Almirante. Se io penso a che cos’era allora il mondo... C’era ancora il muro di Berlino, l’Urss, il Pci, eravamo nel pieno dopoguerra... Da allora è cambiato tutto. Si può pensare di concepire oggi la politica come la concepiva Almirante? Io, che sono stato al suo fianco, so che oggi sarebbe proprio lui il primo a dirci: ragazzi, siete fuori dal tempo...". Senza più ritegno, dimenticando certe sue dichiarazioni passate che vale la pena ricordare: "Il Msi, l’intero Msi rivendica fermissimamente il proprio diritto di esistere e di riferirsi al fascismo" (24 gennaio 1988). Muore Almirante e Fini lo ricorda come: "Un grande italiano, un uomo che ci ha consegnato quella Idea, quella bandiera, quell’Onore» (23.5.1988). "Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo» (19.8.1989); "Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista» («Il Giornale», 5.1.1990).
Ma, mi rivolgo agli elettori di Alleanza Nazionale, molti dei quali in buona fede si accingono a votare per il PdL, quale credibilità può ormai avere un uomo del genere, il quale, per coerenza, dopo essersi accorto di aver militato per anni tra gli eredi del Male Assoluto e di aver avuto come padre politico uno che ritiene sorpassato, avrebbe dovuto ritirarsi dalla Politica ? Ma vi rendete conto, e parlo ai militanti di allora, che Ramelli, i Mattei, Mantakas, Cecchin e tutti i Camerati Morti, saranno destinati all' oblio, eredità scomoda di un partito che è peggio della democrazia cristiana. Si, perchè in questi giorni Aldo Moro, sul quale Giorgio Gaber, vero fuori dal coro, scrisse a suo tempo una canzone politicamente scorrettissima, è stato celebrato fino allo sfinimento, a differenza della sua scorta. Peggio persino degli orfani del sessantotto, che andranno avanti a celebrare quell' infausto periodo che generò solo odio, violenza e sangue. Ma vi
rendete conto che le idee di Giorgio Almirante, le sue formidabili intuizioni, come la Repubblica Presidenziale, attraverso i Comitati per la Nuova Repubblica, la coniazione del temine Afascista (che non significa postfascista nè tantomeno antifascista...), la visione di una Grande Destra che culminò nella "Destra Nazionale", la cancrena del sistema politico della Casta, allora funzionante come oggi, sono cose vecchie ? Ma vi rendete conto che le continue denunce contro lo scandalo di non tener conto per anni delle idee e dei voti di quasi tre milioni di Italiani
(1972: 2.896.762, con 56 Deputati !) sono paragonabili alle lotte che oggi NOI della Destra facciamo per smentire l' insulsa idea del "Voto Inutile" ? Ma vi rendete conto di come siano attuali le posizioni di Giorgio Almirante in materia di Famiglia, Diritto alla Vita, Criminalità. E soprattutto in materia di Europa Unita, quella delle Nazioni e dei Popoli, non quella asservita alle banche ed all' Euro che sta impoverendo vieppiù il Nostro Paese:"La Destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la Destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l'Europa o va a destra o non si fa".
Cari Elettori di Alleanza Nazionale, quando aprirete gli occhi su dove vi vuole portare Gianfranco Fini ? Fatelo, prima del 13 e 14 Aprile, fatelo e votate a Destra !
Lontano, prima dell' Alba, il Gallo canta per la terza volta...
"E' a dir poco difficile immaginare la destra italiana di oggi senza l'opera di Giorgio Almirante. Senza di lui non saremmo quei che siamo. Senza di lui non saremmo qui.
Questa destra non è figlia del caso o dell'improvvisazione. E' figlia del lungo cammino che Almirante, con altri, intraprese agli albori della Repubblica.
A quel cammino si sono aggiunti, via, altri italiani perbene, altre intelligenze, altre storie. E se questa aggregazione è stata possibile, ciò si deve al modo generoso con cui Almirante guardava all'impegno politico.
Mai sterilmente nostalgico, mai ripiegato su se stesso, mai ostile al nuovo, Almirante ci ha insegnato a puntare al futuro, a guardare al domani. Era un uomo che ha avuto un destino curioso, quello di anticipare i tempi con una lucidità straordinaria. Parlava di pacificazione quando gli altri si ostinavano a parlare di divisione degli italiani. Parlava di riforme istituzionali e costituzionali quando per gli altri la Costituzione era un tabù intoccabile. Parlava di moralità pubblica quando gli altri si rifiutavano di mettere in discussione il sistema delle tangenti. Parlava di Patria quando gli altri la beffeggiavano e la deridevano. Parlava di Europa quando l'Europa era lontana, inarrivabile. Un anticipatore, insomma, uno che guardava al futuro, che lo intuiva e lo progettava.
Ricordare Giorgio Almirante non è dunque doveroso e dolce. È necessario. Necessario per noi e per tutti coloro che, come lui, vogliono immaginare un'Italia civilmente pacificata, politicamente rinnovata, moralmente pulita ed europea. Di quell'Europa che tanto amava perché vi ritrovava le radici culturali della nostra civiltà feconda e inarrivabile.
Lezione politica altissima, la sua. Che ne fa uno dei padri di quell'Italia civile che la politica ha spesso ignorato e offeso.
Il nostro compito, rinnovando le istituzioni, è quello di ricomporre il giusto equilibrio fra politica e società, fra governati e governanti, proprio così come Giorgio Almirante voleva.
Se ci riusciremo avremo compiuto l'opera che egli ci aveva insegnato. Sarebbe il traguardo più bello per tutti. "
Gianfranco Fini
"La Casa della Libertà, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Prodi, comandante in capo delle forze alleate catto-comuniste.
La richiesta è stata accolta.
Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze catto-comuniste deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi provenienza".
I
n questo momento, mentre tutta la CdL dovrebbe maggiormente fare blocco intorno all' unico Leader possibile, rifiutando ogni dialogo con un regime allo sbando che sta mandando il paese al macello, pur di salvarsi, ancora una volta mi sento in dovere di sottolineare a Silvio Berlusconi il mio appoggio e della Maggioranza Reale degli Italiani, che credono in lui; dedicandogli una canzone dei "Non Nobis Domine": "Io non ho tradito !".
Tremar dovesse la terra sotto
Il tuo gagliardo passo d’ardito,
Tu va’ sicuro con il tuo motto:
Non ho tradito!
Se l’ira cieca, se l’odio tetro,
Al tuo passare ti segna a dito,
Rispondi senza guardare indietro:
Non ho tradito!
Se l’ingiustizia, se la vendetta,
Per la tua fede t’avran colpito,
La tua parola tu l’hai già detta:
Non ho tradito!
Se nel tuo sangue tu giacerai,
Spirito invitto, corpo ferito,
Più fieramente risponderai:
Non ho tradito!
E se la morte che t’è d’accanto
Ti vorrà in cielo, dall’infinito
Si udrà più forte, si udrà più santo
Non ho tradito!
Per l’onore d’Italia, per l’onore d’Italia
Non ho tradito, non ho tradito, non ho tradito!
Per l’onore d’Italia, per l’onore d’Italia
Non ho tradito, non ho tradito, non ho tradito!
(testo del Cap. Bonola, Reg. "Folgore" della R.S.I.,campo di concentramento di Coltano, estate 1945) .
Tieni duro, Silvio: "Anche se tutti, NOI NO !"
Questo è un post di fantasia, scritto da un romantico innamorato di quello che rappresenta un' Idea, un' Identità, un Simbolo; probabilmente non verrà aggregato in TQV, ricevendo bollino giallo o rosso. Ma non importa. Noi Noodles siamo fatti così...
Italia, anni '70. Un gruppo di ragazzi dai quattordici anni in su scopre la violenza delle piazze. Solo per la loro appartenenza alla Razza Destra, vengono combattuti duramente dalle bande rivali ma anche dalla polizia che li sbatte in galera con facilità. Tutti sono innamorati di un' unica, bellissima coetanea, che hanno visto ballare con leggiadria infinita, a volte spiandola da una feritoia: Deborah, ma alcuni di loro la chiamano Fiamma. Per
essi, Deborah rappresenta la Libertà che spesso viene loro negata, anche quella di pensiero. Uno di loro, Noodles, la ama più di tutti, probabilmente ricambiato. Noodles è disposto a tutto, per l' amicizia ed il Cameratismo. Finisce così perseguitato, anche per difendere il suo migliore amico, Max. I due insieme arrivano a primeggiare nel gruppo. Poi...
Una serie di vicissitudini, di evoluzioni, di esperienze personali ed altro, portano poi il Noodles che era dentro di Noi, semplici ma appassionati militanti innamorati di una splendida Jennifer Connelly/Elisabeth McGovern, ad "andare a letto presto" per molti anni: alcuni Noodles morirono o furono feriti anche in modo permanente, altri Noodles finirono in galera con condanne pesanti, anche ingiustamente; alcuni Noodles portarono il loro amore all' estremo, passando alla lotta armata. Altri, infine, come il sottoscritto, si integrarono nel mondo del lavoro. Non dimenticando mai la Deborah della loro gioventù, per la quale avrebbero dato la vita.
Dopo decine di anni, il Noodles di ognuno di noi si sveglia dai torpori e scopre che l' Italia è peggiorata, minata da nemici interni ed esterni, un' Italia dove le bande rivali comandano e spadroneggiano, più arroganti che mai. Va a trovare al cimitero il suo vecchio amico Max,che pensava morto in quegli anni, ma trova ad aspettarlo una valigia con milioni di voti. Ed una lettera. Con un invito da parte di un certo Senatore Bailey ad una festa.
Il Noodles che è in ognuno di noi scopre nel frattempo che la Fiamma, pardòn, Deborah, è invecchiata ma è sempre bella ed affascinante, è diventata una Stella importante, e che ne è sempre perdutamente innamorato: "Il tempo non può scalfire"; la va a trovare e lei le rivela che è la donna del Senatore Bailey. Gli ha dato pure un figlio, Alleanza Naz..., pardòn, David, che porta proprio il nome di Noodles. Ed il suo Primo Amore lo ammonisce di non recarsi a casa del Senatore: "Noodles, ci rimangono solo dei bei ricordi e se adesso uscirai da quella porta nemmeno quelli ti rimarranno."
Ma, ugualmente,si reca a casa di Bailey, che si rivela essere in realtà Max, il suo vecchio amico che credeva morto. E che gli rivela: "Ho rubato la tua vita e l'ho vissuta al tuo posto. T'ho preso tutto. Ho preso i tuoi soldi, la tua donna, ti ho lasciato solo 35 anni di rimorso. Per la mia morte. Rimorso sprecato".
A questo punto, l' epilogo, differente dal magnifico film di Sergio Leone a cui mi sono ispirato: il senatore Bailey chiede al Noodles che è in ognuno di Noi, vecchi Militanti di quegli anni, e quindi anche a Storace, di aiutarlo a cacciare Prodi, magari rinunciando per sempre a Deborah, all' Identità, al Culto della Memoria, sicuro che l' amico Noodles avrebbe obbedito.
Ma Noodles, inaspettatamente, finge di non riconoscere Max, e lo lascia nella sua solitudine, al proprio destino, tanto, prima o poi un camion della spazzatura se lo porterà via, insieme a chi ha snaturato il gruppo rubandogli Deborah. Che un giorno, Noodles lo sa, ritornerà sua per sempre...
Max: "È il tuo modo di vendicarti ?"
Noodles: "No. È solo il mio modo di vedere le cose."
Così Alberto Giovannini raccontò nel 1959, in occasione dei suoi cinquantanni, il Fascismo e la liberazione a Sua Figlia Marzia:
Marzia carissima, domenica l’altra, al termine della puntata televisiva sui “Cinquant’anni di vita italiana”, in cui si descrivevano in termini raccapriccianti le vicende della Repubblica Sociale Italiana, tu hai chiesto, un po’ incredula e un po’ preoccupata: “-Ma papà era con quelli? ....”.
Sì Marzia, il tuo papà era con “quelli”, con i cattivi e perchè, nella tua mente bambina, non rimangano dubbi ti dice, ora, di essere orgoglioso di esserci stato, e ti assicura che, se dovesse tornare indietro nella vita, e trovarsi, con l’esperienza d’oggi, nelle identiche situazioni di allora, ci tornerebbe.
I tuoi tredici anni scarsi ti permettono di afferrare e assorbire il succo velenoso di certe storie, ma ti impediscono di poter capire la storia. Tuttavia voglio dirti, non tanto per oggi, ma per il tempo abbastanza prossimo in cui alla storia, per forza di studi, dovrai avvicinarti, che ciò che la Televisione ha trasmesso (forse col recondito desiderio di far disprezzare centinaia di padri e di madri dai figli ignari) delle tragiche vicende Italiane tra il 1943 e il 1945, altro non è che il concentrato della vigliaccheria conformistica che impera nella nostra Patria.
Tu non sai, cara Marzia, che molti tra quanti vorrebbero condannare tuo padre, in quanto colpevole di un delitto che gli Italiani difficilmente perdonano, quello della coerenza, vi sono coloro che gli furono Maestri e, quindi, coi loro scritti lo spinsero sulla strada che doveva condurlo nella Repubblica Sociale Italiana: e vi sono a migliaia, a centinaia di migliaia, a milioni i suoi compagni di un tempo, quelli cioè che dopo aver militato con lui, nel fascismo e “sotto” Mussolini, si squagliarono, stridendo alla maniera dei topi, non appena la barca incominciò a fare acqua.
In sostanza le storie che la Televisione ha, dapprima ipocritamente e poi maramaldescamente, raccontate alla tua fantasia di bambina sensibile, avevano due scopi ben precisi: il primo di giustificare la dittatura del “ventennio”, il secondo di scaricarne tutte le responsabilità, morali prima ancora che politiche, sui vinti della Repubblica Sociale Italiana. Perchè vedi, Marzia, se in Italia non ci fosse stata la Repubblica, e la storia si fosse fermata al 25 luglio 1943, i “responsabili” sarebbero parecchi. Nessuno o quasi si salverebbe. Oggi tu sai che Presidente dei Consiglio è l’Onorevole Segni, e se ascolterai la radio saprai ch’egli è un patriota e un antifascista, un sincero democratico. Appunto perchè, per sua fortuna, c’è stato l’8 settembre 1943, che ha permesso a Segni di far dimenticare il giuramento di fedeltà al regime fascista e, probabilmente, il distintivo fascista portato all’occhiello, come professore Universitario. Ti dico Segni, perchè è il nome del giorno, ma quando ascolterai altri nomi, e leggerai di altre benemerenze, di Fanfani o di Ingrao, di Taviani o di Lajolo, di Pella o di Achille Corona, di Tambroni o di Martino, di tutti o quasi gli uomini politici Italiani dispersi nei molti partiti, ricorda che la situazione è sempre la stessa.
Per questo le storie che ti hanno raccontate “visivamente” alla Televisione, nella prima parte erano rivolte a giustificare il fascismo, e in certo qual modo, a farlo perdonare agli italiani e agli stranieri. Le proteste dei comunisti e degli antifascisti professionali, durante le prime puntate del racconto, erano in parte giustificate, ma fiacche, forse anche perchè i protestanti avevano ottenuto assicurazioni sul galoppo finale del programma. E d’altro canto, ad esempio, l’onorevole Arrigo Boldrini, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani, come avrebbe potuto protestare contro il filofascismo della TV fino al 25 luglio, se fino a quell’epoca egli era Centurione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale?
Vedi, Marzia, quel che avvenne in Italia dopo l’8 Settembre ha rappresentato la più dolorosa tragedia della tua Patria, ma è servito anche a dare un falso passaporto di democrazia alla maggior parte dei vigliacconi che oggi comandano.
Quante cose, potrei raccontarti, figlia mia, di quei tempi tragici. Basterebbe ti facessi storia, e potrei fartela, di molti che oggi vanno per la maggiore con l’aureola degli eroi, per farti ridere o per farti comprendere perchè, in definitiva, tuo padre, ch’è un uomo e non un topo, è stato con “quelli” e non con “questi”.
Ti hanno fatto vedere tante cose tristi, tanti morti, tante distruzioni, ti hanno rattristata e forse, ti hanno fatto inorridire. Ma non è tutto. Sappi, bambina, che molti di quei lutti sono venuti “dopo”, sono cioè scaturiti da una reazione; ma sappi, soprattutto, che la guerra civile scaturì dall’imbecillità e dalla pavidità di una classe dirigente che dopo aver servito (servito è il termine esatto) il fascismo, e dopo essere stata complice dell’entrata in guerra, ha subito la pressione dell’antifascismo “resuscitato” dopo il 25 luglio per realizzare, nel più disastroso dei modi, il più criminoso rovesciamento di fronte che la storia ricordi.
Hai visto sui teleschermi, la strage di trecentotrenta italiani alle Fosse Ardeatine?
Ebbene, ricorda, bambina, che essa fu dovuta a rappresaglia perchè in Roma, dichiarata “città aperta”, ventisei soldati tedeschi disarmati furono uccisi dallo scoppio d’una bomba posta a tradimento dai comunisti. E che gli autori dell’attentato, invitati a costituirsi per evitare la rappresaglia sui detenuti, si dettero alla macchia per poter essere in grado, poi, di entrare al Parlamento italiano come deputati del Pci e come eroi della “resistenza”.
E’ una favola truce e turpe, quella che ti hanno presentata, figlia mia; ma incompleta. Lascia, perciò, che te la racconti anch’io, che te la completi.
C’era una volta un amico del tuo papà, aveva ventotto anni, era onesto, sincero, povero e disinteressato. Intendeva -andare verso “il popolo” perchè al popolo voleva bene: si chiamava Eugenio Facchini, e ai primi di ottobre dei 1943, quando Bologna era ancora tranquilla, fu nominato Segretario federale della città. Tre mesi dopo fu massacrato a colpi di rivoltella (nella schiena) mentre stava andando a colazione alla mensa dello studente. Fu il primo morto della guerra civile a Bologna, e dalla sua ingiusta morte, che non dava gloria o vantaggio a nessuno, vennero le prime sanguinose reazioni.
C’era una volta un vecchio professore universitario che mai si era occupato di politica, che dal fascismo non aveva ottenuto nè onori, nè cariche, nè guadagni, era un antico nazionalista che aveva sentito la necessità di “aderire” alla Rsi e, quindi, di reagire alla resa incondizionata di Cassibile e al rovesciamento di fronte che avevano disonorato la sua Patria. Era un uomo onesto, buono, che non aveva mai fatto dei male a nessuno e fatto dei bene a tutti, era uno studioso di fama mondiale. Si chiamava Pericle Ducati, e fu massacrato a revolverate mentre, con un libro sotto il braccio, tornava a casa.
C’era una volta, la favola è lunga, Marzia!, il più grande filosofo contemporaneo, come un giomo saprai; lo spirito forse più alto che abbia avuto l’Italia in questo secolo, e fu ucciso, mentre rientrava in famiglia, per la somma di tremila lire. Si chiamava, pensa, Giovanni Gentile.
C’era una volta un Poeta, cieco di guerra, cieco a ventisei anni, che quando tutto crollava aveva ritenuto suo dovere servire i Mutilati, cioè coloro i quali avevano offerto, come lui, i doni più preziosi dell’esistenza alla Patria. Fu ucciso come un cane, a revolverate, in mezzo alla strada, senza una ragione e senza pietà. Si chiamava Carlo Borsani.
Tra i tanti nomi che hai ascoltato alla Televisione, questi non li conosci; tra i tanti funerali che hai veduto questi sono mancati; tra i molti orrori questi non sono stati menzionati. Tu hai veduto tante bandiere tricolori che sventolavano, gioiose alla fine della guerra civile, ma non ti hanno fatto vedere, per tua fortuna, il carnaio approntato in una piazza di Milano, dove Colui che tutti avevano servito e riverito, e che non aveva voluto fuggire perchè, se lo avesse voluto, come i maramaldi della Televisione affermano, avrebbe sempre avuto un aereo sul quale imbarcarsi era appeso per i piedi, a ludibrio di una plebe imbestialita e a eterna vergogna dell’italia moderna. Non ti hanno fatto vedere, nè ti hanno detto, Marzia, che mentre quelle bandiere sventolavano e quelle “formazioni” venivano passate in rassegna dai “vittoriosi”, migliaia e migliaia di uomini, donne, giovanotti, fanciulli venivano massacrati; che in una caserma di Vercelli settanta giovani disarmati venivano schiacciati vivi e ridotti poltiglia, per ordine e sotto gli occhi di un eroe della resistenza, il ragioniere Carlo Moranino, divenuto più tardi deputato al Parlamento Italiano per questa meritoria impresa.
Questo, figlia mia, è il completamento della favola che gli amanuensi della Televisione italiana hanno approntato, per falsare la storia, per meritare gli elogi delle classi dirigenti e per far sì che i figli, intimamente, disprezzassero i padri. Ho dovuto raccontartelo fino in fondo, e dirti che cosa fosse lo “spirito della resistenza” perchè quella tua frase: -Ma papà era con quelli? ... mi ha dolorosamente colpito. Vedi bambina, io, in tanti anni e in tante vicende, non ho mai odiato nessuno; ma quando ho appreso di quella tua domanda ho sentito, per la prima volta, Dio mi perdoni, lo stimolo dell’odio.
D’ora in avanti, Marzia, ti farò io la storia: e ti dirò chi veramente era Mussolini, cosa fu il fascismo e cosa fummo noi, vinti, protagonisti dell’ultima e disperata avventura. Non credevo, dopo tanti anni, quando tutto doveva essere superato e dimenticato, di dover tornare a questo. Ma tu devi sapere, voglio che tu sappia; voglio che quando sarai grande possa insegnare ai tuoi figli le cose che ti dirà tuo padre, perchè “questi” l’hanno voluto, me l’hanno imposto.
Voglio dunque che tu possa essere orgogliosa di me, anche e principalmente se ero con “quelli”. Sì, ero con “quelli”: ero con Mussolini, con Giovanni Gentile, con Pericle Ducati, con Goffredo Coppola, con Francesco Ercole, con Giotto Dainelli, con Marinetti. E un giorno saprai, bambina, chi erano costoro, e vedrai che erano qualcosa di più e qualcosa di meglio dei Pani, dei Cadorna, dei Moranino; potrai renderti conto che anche tuo padre era un Italiano e per di più un Italiano coerente, che ha saputo subire fino in fondo la tragedia (che è storia) della sua Patria, anche se questa colpa gli vieta oggi di poter “rettificare” le storie della Rai-Tv, compilate e realizzate dal suoi antichi camerati, trasformatisi in maramaldi.
Tuo padre,Alberto.
Come sempre ho denunciato, non solo a sinistra, ma anche a Destra abbiamo, oltre ai neoantifascisti dell' ultima ora, anche qualche antimonarchico della Domenica. Che prontamente in Giugno aveva esultato per l' arresto di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia, Principe di Napoli. Ora chi mi conosce sa benissimo la mia posizione, critica verso il Principe ed anche verso Suo Nonno per via della badogliata; oltretutto, con il rispetto dovuto al rango del Principe, non lo considero adatto alla successione, e sono schierato nettamente sul fronte di Casa Aosta, cioè pro- Amedeo.
Ma quello che ho trovato disgustoso, a Giugno, fu l'attacco portato in tutto il paese alla Monarchia, in quanto istituzione,come denunciai:
( http://santosepolcro.splinder.com/post/8420825/De+Monarchia%3A+il+Ritorno+del+Re. ) ;
attacco proveniente da ogni schieramento. Dimenticando che in Italia la Monarchia diede anche ottimi esempi, soprattutto da parte di Umberto II che, in un Italasia in cui l' istituto delle dimissioni non esiste più, sia da parte di chi viene beccato a cianciare con viados,
sia da parte di chi si fa beffe degli elettori che, pensandoli a Destra, diedero il voto a prodi follini e casinisti vari, rimane un gigante per la scelta dell' Esilio in un paese scosso da brogli elettorali (ma oggi non esistono più, vero ???), risparmiando nuovi lutti agli Italiani.
Monarchia che, come scrissi nel mio post di allora, a mio modesto parere, da' maggiori garanzie rispetto a questa Repubblica, in cui l' unico Presidente di mio gradimento subì un attacco mediatico che lo costrinse alle dimissioni. E che per il resto ha dato chi avvallò il compromesso storico; un altro che avrebbe potuto salvare Claretta Petacci, ma non lo fece. Un altro che condannò a morte a guerra finita, nonostante l'ostentato Cattolicesimo così vicino alle idee del futuro Paolo VI ; per tacer di schiaffeggiamenti pubblici... Un altro ancora che fu talmente equo, che oggi, insieme all'altro, sostengono questo prode governo, e ne impediscono la giusta caduta . E l' ultimo, infine, Comunista filosovietico nel 1956, e che ultimamente ha dato il reincarico a Prodi, ormai alla canna del gas.
Ebbene, dove sono tutti quei beceri di sinistra e Destra di Giugno, che brindavano e godevano per tale arresto ? Dove sono, dopo che il 13 Marzo 2007 la Procura della Repubblica di Como ha chiesto l’archiviazione delle due inchieste aperte nei confronti di Vittorio Emanuele di Savoia, dell’ex sindaco di Campione d’Italia Roberto Salmoiraghi, l'imprenditore Ugo Bonazza, il conte comasco Giuseppe Rizzani e la signora Vesna Tosic, dopo aver ascoltato tutte le intercettazioni compresi gli omissis ? E dopo che il 27 Marzo il Gip della Procura di Como archivia definitivamente le inchieste aperte a Potenza e trasferite a Como dal pm Woodcock ?
Dove sono i titoli a nove colonne dei giornali di allora ?
Chi ripagherà il Principe da tali accuse ? Chi ripagherà la Monarchia ?
Comunque, in Italia, la Campagna Elettorale si è aperta: chiesti 5 anni per il caso SME per Berlusconi..., al quale già molti tocquevillani addebitano la sconfitta di ieri, dimenticando che il vero bene dell' Italia è mandare a casa questo governo senza se e senza ma, il più presto possibile.
Il futuro all'orizzonte è sempre più fosco, altro che sopportare questo prode governo, non solo per cinque anni, ma anche per una settimana; per questo ogni cittadino che ami questo povero paese non solo deve augurarsi che cada, ma deve organizzarsi ed impegnarsi perchè ciò avvenga. Ogni minuto perso non è più ammissibile. Diamo una spallata a Prodi a scuola, sul lavoro, all' università, in metropolitana, dal barbiere, al bar, coi vicini, in parrocchia: ogni minuto perso è un danno per l' Italia.
Il quasi ex-primo ministro Romano Prodi, temporaneamente salvato dal neo-Badoglio Professor (essa) Fullin (qui nella seconda immagine...) ha oggi dichiarato di volere cinque anni. Se dipendesse da me, per quello che ha fatto, sta facendo ed ha intenzione di fare, gli darei tranquillamente l'ergastolo. Non solo per le leggi che questa prode maggioranza vittoriosa in elezioni che non lasciano dubbi (tant' è che la verifica voto per voto non la faranno mai...) ha approvato, non solo per le dichiarazioni sconcertanti che ogni tanto rilascia, non solo per accappararsi meriti del Governo Precedente, non solo per aver preso in carico Susanna Ronconi, brigatista assassina di Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, Roberto Del Bello, condannato per banda armata e Sergio D'Elia, condannato per banda armata ed omicidio, ma anche di cambiare idea ogni momento sulle leggi e posizioni future, quel DICO/NON DICO sul quale cambia parere ogni minuto; sulla posizione Occidentale Italiana in Politica Estera piuttosto che vicina all' Iran bombatomista; sulla tutela del prodotto italiano piuttosto che chinar la schiena ad una cina che vuole dissestare i nostri produttori.
Chi è appassionato di Storia della Seconda Guerra Mondiale, è a conoscenza che gli Inglesi coniarono un nuovo verbo, to badogliate , per definire un modo un pochino bislacco di cambiare alleanze e campo di battaglia. Naturalmente si riferivano al nuovo Primo Ministro italiano che, contrariamente a quello spiattellato a destra e manca dopo l'arresto di Mussolini il 25 Luglio 1943 da parte di Badoglio stesso, e cioè che la guerra sarebbe continuata, in realtà trattava in segreto la resa. Cosa che non impedì, nonostante fosse siglata intorno al 3/4 Settembre, il bombardamento di alcune città laziali e campane.
Questo vizietto è rimasto talmente radicato nella memoria dei soldati inglesi, che si dovette arrivare fino ai tempi nostri, grazie alla Politica Estera finalmente Occidentale ed Atlantica di Silvio Berlusconi, per dare una nuova immagine di affidabilità degli Italiani, mandolinari e pulcinellanti.
Purtroppo questo vizietto è però ben strutturato nel DNA di molti politicanti, che ognitanto si esercitano nel salto della quaglia.
E così tra pochi giorni assisteremo ai nuovi emuli del Generale piemontese: Marco Follini, già Vicepresidente del Consiglio del Governo Berlusconi tra il Dicembre 2004 e l' Aprile del 2005, ed
eletto in questa ultima legislatura nelle file dell' UDC all'interno della CdL, dopo aver abbandonato il Centrodestra lo scorso ottobre, si è dichiarato pronto a sostenere questo governo agonizzante, rinviandone la sua giusta dipartita.
Vedremo ora se al di là della Manica verrà coniato il nuovo verbo to follinate.
Nel rimanere in attesa dei nuovi neo-gappisti pronti a rinforzare questo prode governo comunista, alla faccia dei loro poveri elettori, vorrei però avvertirli che una volta aderito a questo neo-CLN, è molto pericoloso dissentire; come dimostra il saluto particolarmente vivace dato da Nino Frosini, segretario del PDCI toscano ed ex-peso welter, al senatore Fernando Rossi sull' Eurostar Roma-Milano: "Un buffetto", così dichiara l'ex-pugile rosso, "solo un buffetto, l'ho appena sfiorato sul naso."
Badoglio avvisato, mezzo salvato...