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1)Perchè siamo Cristiani.
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(Starsandbars/Vandeaitaliana)

AVVERTENZE: Questo è un Blog d'ispirazione Cattolica, ma anche impostato da un sognatore che dal 2000 si batte contro parolacce ed offese nel WEB; pertanto non saranno più tollerati interventi con parole scurrili, offese e tantomeno bestemmie, che saranno cancellati immediatamente , sia provenienti da sinistra che da Destra. Inoltre ricordo a tutti che l'anonimato assoluto non esiste più nellla Rete, e che ognuno è responsabile di quello che scrive. Vandeaitaliana si dissocia da eventuali accuse personali nei confonti di terzi scritte nel proprio Blog. Che saranno cancellate e segnalate alle competenti autorità.

"Chi è stato intossicato una volta dal potere e ha tratto da esso ogni genere di remunerazione, anche solo per un anno, non l’abbandonerà mai volentieri. Potrà anche sfinirsi nell’esercizio del suo potere, ma non cercherà mai altro che il potere, a suo sollievo." Edmund Burke Lettera a un deputato dell’Assemblea Nazionale, 1791.

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mercoledì, 10 ottobre 2007
A Milano torna la teppaglia rossa.

Mentre i Libertari/pseudoliberali continuano nelle loro manie anticlericali, nella loro unica militanza che sono in grado di fare, quella davanti ad un Monitor, le zecche cercano di riportare l' orologio del tempo agli anni '70. A Milano sei ragazzi di Azione Universitaria, che stavano volantinando davanti all' Università Statale contro l' aumento delle tasse universitarie voluto dal governo Prodi, sono stati attaccati a sorpresa nell' atrio in Via Festa del Perdono da otto antagonisti armati di caschi, cinghie e catene giunti dalla Facoltà di Scienze Politiche; un autonomo è stato identificato e denunciato per aggressione, resistenza e rissa. Gli otto hanno rubato un Tricolore, rovesciato un banchetto e distrutta una bacheca.

Non si sa bene se l' iniziativa delle zecche sia dovuta alla rabbia per la requisitoria del Pubblico Ministero al processo sui fatti del G8, oppure per celebrare l' anniversario della morte di quel sanguinoso assassino di nome Guevara, oppure, infine, per rinvedire le gesta dell' assalto del 24 Ottobre 2006, quando un gruppo di comunisti aggredì all' interno di Scienze Politiche alcuni esponenti di A.U., mandando all' ospedale Stefano Rigon; tra gli aggressori vi sarebbe stato quell' Alfredo Mazzamauro coinvolto a Febbraio di quest'anno nelle indagini sulle Nuove Brigate Rosse, come da interpellanza parlamentare dell' Onorevole Frassinetti:

http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed137/s150.htm   .

Aggressione poi rivendicata con un volantino firmato "Assemblea degli studenti di scienze politiche". Milano ancora una volta assiste all' ennesima ripresa della violenza della teppaglia rossa, nel quasi totale silenzio della stampa e delle televisioni, peraltro spesso in gara a sbattere in prima pagina l' arresto di un pensionato trovato in possesso di un busto di Mussolini oppure il ritrovamento di quattro teste rasate scoperte in un bar intente a giocare a briscola fischiando Giovinezza. Ma così va quest' Italasia, dove i paladini del nulla/giovanitristi/maldestri continuano a starnazzare contro il pericolo Fascista, non accorgendosi della realtà che li circonda. Forse perchè eternamente incollati davanti al PC...

Postato da: Vandeaitaliana a 16:13 | link | commenti (3)
politica, comunismo, terrorismo, anni 70, radicali, anticlericalismo, brigate rosse, libertari, anni di piombo, no-global, italasia, neo-antifascismo, giovanitristi, brigate radicali, cattofobia, bibi bibò capitan cocoricò, maldestri, pseudoliberali

martedì, 31 luglio 2007
Adinolfi ? Adinolfi chi ? Ah, Gabriele !

Dunque, ieri c'è stata la consacrazione (ma potrei dire, ecchissenè, tanto er capoccia sara VeltroncinoLupodelupis)dei candidati per la carica di Conducator del futuro ma poco futurista Partito Democratico, ennesimo nuovo nome del Partito Comunista Italiano. Tra i pretendenti risulta un certo Mario Adinolfi, il quale ha ricevuto l' appoggio di alcuni tocquevillani, che ancora si ostinano a definirsi di centroDestra. E volete sapere chi sono ? Ma naturalmente i soliti: qualche paperella, qualche cattofoba, qualche giovanetriste, insomma il fiorfiore dei Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò del neo-antifascismo tocquevillano, bravi giovani che pur non accettando mai lo scontro dialettico-politico, limitandosi a dar patenti di socialista senza scendere nei dettagli, considerano Feccia alcuni componenti di Tocqueville come me, Monsoreau, Lontana, Nessie, ilPizzino, lo Pseudosauro, Metafisico, Marshall e sicuramente molti altri politicamente scorretti che vorrebbero vedere espulsi da Tocqueville e magari esposti in Piazzale Loreto con qualche cartello al collo. Io, tra l'altro, il mio cartello ce l'ho già, da scegliere tra il primo in alto, ormai famoso, ed il secondo qui di lato, quello che portai a Roma il 2 Dicembre, in quella bella manifestazione unitaria tanto schifata e snobbata da questi tocquevillani oscillanti tra Badoglio e Saruman.

Ora, francamente, 'sto Mario Adinolfi lo frequento poco, direi che non lo conosco proprio (attenzione però, cari antifascisti: ieri nei servizi televisivi portava una polo nera...); ogni tanto mi hanno riferito qualcosina, ma di Adinolfi io ne conosco UNO e soltanto UNO: Gabriele Adinolfi (ci sarebbe anche Suo Figlio Carlomanno...). Ma se lo proponessi come nuovo leader di AN farei venire come minimo il travaso di bile a qualche maldestro...

Ora, io con Gabriele e con qualcun altro della Destra Radicale ho qualche differenza di idee, soprattutto su Israele e la guerra in Irak, ma è un discorso che è sempre stato presente anche nel Movimento Sociale Italiano, senza creare scompensi o divisioni.

Però voglio proporre un suo recente articolo, che non voglio commentare, se non porre l' accento su alcune sue frasi:  "Quella generazione, a furia di voler essere accettata dagli altri ha inziato a riflettere la cultura altrui e ad accusare il fascismo e il neofascismo di quello che i comunisti del fascismo e del neofascismo dicevano, che era sempre falsissimo.".   "Vollero non essere “maledetti” e, per farlo, si spinsero fino ad autentiche manifestazioni di antifascismo, cultuale e interiore, E accettarono tutte le menzogne senza mai aprire gli occhi per confrontarle con la verità.". 

Più fascismo meno democrazia!

Campi Hobbit, tre decenni dopo. Personalmente ho tenuto un intervento critico e controcorrente. Ho ricordato che trent'anni fa, quando si tenne il primo Campo Hobbit, avevo ventitre anni ma non ci andai, come non andai a nessun altro Campo Hobbit. Non per avversione a quei tentativi ma perché avevo da tempo, con i miei camerati, deciso che non era più possibile illudersi di cambiare un partito, di offrire mutazioni dal basso in alto per delega. Credevo allora nell'azione diretta e non ho cambiato idea. Ciò premesso ci furono in quei Campi Hobbit eventi interessanti e meritevoli. Ne venne fuori una linea ecologica, l'immaginario di un'Europa da attraversare anche in tracking o in autostop e soprattutto, quando ci fu, una bella ironia che venne importata dalla Francia. Il bilancio però non è, a mio vedere, in positivo. Perché quella generazione chiedeva sostanzialmente due cose. La prima: di cambiare una classe dirigente sclerotica, sterile e fuorviante che invece restò in sella. La seconda: maggior partecipazione e una vera attualizzazione. Ma l'attualizzazione fu fittizia visto che ebbe bisogno di trasformarsi in fantasy (del resto quest'operazione se da Roma in giù fu innocente da Roma in su fu anche una fuga dalle bastonate che si lasciavano prendere agli altri, a quelli che non pensavano ai folletti...); e la partecipazione, soprattutto, si tinse di depravazione democratica. Perché ogni conoscenza tradizionale e gran parte dei suoi simboli c'insegnano che l'orizzontale ha senso solo se s'impernia sul verticale; su qualcosa di spirituale, gerarchico (alla Pavolini, senza fronzoli, funzionale, intercambiabile ma sempre e profondamente sacro). Se partecipazione diventa diritto d'opinare, se si dimentica che la conquista della cittadinanza, dunque del diritto, si ottiene solo dopo aver adempiuto al dovere (come insegnano i pellirossa, i romani, gli antichi), se si ragiona per individualismo e per diritti scontati dell'individuo, allora si è talmente orizzontali da essere stesi. E oggi siamo stesi. E lo siamo anche perché quella generazione, a furia di voler essere accettata dagli altri ha inziato a riflettere la cultura altrui e ad accusare il fascismo e il neofascismo di quello che i comunisti del fascismo e del neofascismo dicevano, che era sempre falsissimo. Molti di quella generazione non ressero la pressione e vollero dimostrare agli altri e a se stessi (amavano già il Grande Fratello?) di non essere come venivano dipinti; ovvero di non corrispondere a quello che la propaganda nemica attribuiva a noi. Se avessero rivendicato il vero contro la caricatura, se avessero dimostrato che fascisti vuol dire fascisti e non quel frankenstein di costruzione avversa, avrebbero avuto ragione ma cedettero alla caricatura; vollero non essere “maledetti” e, per farlo, si spinsero fino ad autentiche manifestazioni di antifascismo, cultuale e interiore, E accettarono tutte le menzogne senza mai aprire gli occhi per confrontarle con la verità. Ciò accadde per la vulgata della strategia della tensione ma anche per cose più spicciole. Ho letto di persone che avrebbero riaffermato il ruolo della donna in un mondo maschilista. Nello stesso mondo che aveva creato l'esercito femminile, le Ausiliarie, e che, proprio negli anni Settanta aveva in Terza Posizione cuib misti in cui si trovavano anche dirigenti femmine e persino responsabili regionali donne! Ma quell'impulso, quel volersi fare accettare dagli altri fu un peccato mortale e una mina del nostro stesso essere, una mina che deflagrò rovinosamente. Leggo che molti dell'amarcord dicono orgogliosi, parlando di Campo Hobbit, “Il Manifesto si accorse di noi”; difatti scoprì dei fascisti meno fascisti e più vicini alla generazione rossa di allora. Ebbene io rilancio il Lotta Continua de “Il superuomo di borgata esce allo scoperto” con tutta l'angoscia stupefatta dell'ultrasinsitra per lo “scippo” del proletariato operato dai fascisti. È di questo e solo di questo che sono nostalgico! Abbiamo il coraggio di riguardare agli anni Settanta e a quella generazione, la mia, con occhio critico! Fu una generazione orfana ma fu anche una generazione che volle uccidere il padre; e senza padre non esiste famiglia. Non sono i dico, sono i non-padri che minano la famiglia! E non solo la famiglia.C'è troppa orizzontalità, troppa poca verticalità anche quando pretendiamo di alzarci in piedi: la nostra torre, quella di cui oggi parliamo con nostalgia, più che ogni altra cosa fu una Torre di Babele.
E se oggi siamo ridotti così non è come andiamo dicendo perché ci temono e quindi ci dividono ma perché siamo dei nessuno, incapaci di qualsiasi armonia e di qualsiasi profondità. Perché abbiamo perso il centro, la verticalità e la coscienza. Perché abbiamo mutuato democrazia, e democrazia vuole anche dire lassismo, così come le piccole tirannidi sono da sempre l'ancora di momentaneo salvataggio dell'informità democratica alla deriva. Prima di cercare accordi, unioni, desistenze, cerchiamo noi stessi e, soprattutto, troviamoci!
Partiamo da qui, da queste considerazioni, per raggiungere ordine e armonia. Meno demcrazia, più fascismo, meno destra più fascismo. Anzi: fascismo e basta!
Gabriele Adinolfi

Ma certe testoline non possono o non vogliono capire... e preferiscono dialogare con il nemico, con chi si cadida a novello Prodi, dimenticando tutto quello che stiamo subendo da quando i sinistri sono  al potere grazie ad elezioni di cui mai sapremo il vero esito, dato che i controlli MAI si faranno. E vanno a braccetto con chi, grazie a qualche vecchiettononeletto, continua a cancellare tutte le riforme del Governo Berlusconi, ci tartassa fiscalmente per realizzare il loro sogno, quello evidenziato nel mio striscione e che scorre in alto nel blog: far diventare gli Italiani tutti più poveri.

Dialogate,giocate, scherzate pure coi vostri sinistri democratici,NOI restero ANTICOMUNISTI. Da sempre e per sempre.

http://www.gabrieleadinolfi.it/    

Postato da: Vandeaitaliana a 08:08 | link | commenti (27)
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venerdì, 20 luglio 2007
La Destra s' ingrossa: arriva Roberto Salerno.

Fossi il sig. Fini, comincerei davvero a preoccuparmi:dopo l' Onorevole Pezzella, Buonocore e molti altri dirigenti, anche l' Onorevole piemontese Roberto Salerno, presidente anche del Torino Calcio femminile, ha lasciato Ambulanza Nazionale e confluisce nel Progetto La Destra. Laureato in Economia e Commercio, esperto tributarista, appartiene a quell' area LiberalNazionale così diversa dai finti liberali che galleggiano in Tocqueville, quei miei cari amici giovanitristi che accusano di socialismo chiunque non la pensi come loro. Mi piacerebbe vedere le loro facce, insieme al paperello ed amiconi vari....

Salerno è primo firmatario di alcune proposte di legge interessanti, come questa:

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle vittime italiane della repressione comunista sovietica

 

Presentata il 1o giugno 2006
Onorevoli Colleghi! - Obiettivo della presente proposta di legge è fare luce sulla sorte di migliaia di italiani (comunisti e no) emigrati nell'Unione Sovietica negli anni del «comunismo reale» e dei quali non si è saputo più nulla.
      In un arco di tempo compreso tra la prima metà degli anni Venti e la fine degli anni Sessanta ci fu un «esodo» di migliaia di persone per le quali la rivoluzione d'ottobre costituì un forte richiamo ideologico. Si trattò di europei di varie nazionalità, comunisti e no, tra cui, appunto, molti italiani; migliaia di loro non tornarono più in Italia e solo negli anni compresi tra il 1991 e il 1993 si è saputo che molti di loro sono stati fucilati o sono morti nei gulag. Di migliaia di altri, appunto, non si è saputo più nulla.
      L'apertura degli archivi di Mosca, avvenuta dopo il dissolvimento dei regimi comunisti dell'Europa dell'Est e il conseguente collasso dell'ex Unione Sovietica, ha aperto scenari sino ad ora rimasti oscuri sulla sorte di migliaia di nostri connazionali.
      Sulla base dell'accesso a diversi documenti, alcuni lavori giornalistici riferiscono di oltre 1.000 italiani fucilati, e molti di più risulterebbero deportati nei gulag da dove, spesso, non hanno più fatto ritorno.
      Oltre a questi, è doveroso ricordare anche le decine di migliaia di prigionieri italiani della seconda guerra mondiale che furono avviati ai campi di lavoro e lì furono tenuti anche dopo la cessazione delle ostilità, fino alla loro morte.
      Questi dati emergono da vari libri scritti sull'argomento, che non lascerebbero dubbi sulla circostanza che il regime comunista sovietico di Stalin ha perpetrato un vero e proprio genocidio di italiani.
      La realtà, infatti, che emerge da verbali di internamenti, condanne e interrogatori conferma l'ampiezza e la dimensione impressionante della tragedia italiana vissuta sotto il regime stalinista e durata, per la fine delle condanne, fino agli anni più recenti. Quali delitti hanno commesso i nostri connazionali per subire queste e altre pesanti condanne?
      La storicizzazione del periodo comunista nell'ex Unione Sovietica permette di esaminare le vicende relative a quel periodo con serena obiettività e senza il rischio di cadere nell'equivoco di una discussione sull'attualità di tali ideologie, che non riguarda la presente proposta di inchiesta parlamentare.
      Il compito della Commissione parlamentare di inchiesta di cui si chiede l'istituzione non è - e non vuole essere - quello di esprimere valutazioni di ordine politico, bensì quello di compiere accertamenti sulla vita e la morte di migliaia di italiani migrati in terra sovietica che, in molti casi, ancora oggi risultano sconosciute.
      La Commissione di inchiesta avrà dunque la possibilità e il compito di richiedere e acquisire la documentazione contenuta negli archivi delle autorità di Mosca e anche di altri eventuali Paesi dell'Est, nonché di altri archivi italiani, verificarne l'autenticità e vagliarne il contenuto, al fine di chiarire date, nomi ed epiloghi.
      La Commissione, composta da quindici senatori e da quindici deputati, sarà chiamata a concludere i propri lavori entro due anni dalla sua istituzione, con la presentazione al Parlamento di una relazione sull'attività svolta.
PROPOSTA DI LEGGE

 

Art. 1.

      1. È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta, di seguito denominata «Commissione», con il compito di acquisire e verificare i documenti contenuti negli archivi delle autorità di sicurezza e negli archivi sociali dell'ex Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS), nonché negli archivi di altri Paesi dell'Europa orientale e italiani, in merito a internamenti, detenzioni, arresti, processi e condanne comminate ed eseguite nei confronti di cittadini italiani presenti nell'ex URSS a partire dal 1930.
      2. La Commissione ha il compito di:

          a) svolgere indagini sulla veridicità dei documenti contenuti negli archivi di cui al comma 1;

          b) quantificare i procedimenti repressivi che hanno interessato cittadini italiani, stabilirne le cause e le ragioni e accertare, ove possibile, la sorte delle persone coinvolte;

          c) verificare la effettiva conoscenza, da parte dei familiari residenti in Italia, della sorte dei propri congiunti;

          d) acquisire informazioni sulle eventuali determinazioni assunte dai Governi dell'ex URSS in ordine alla revisione dei procedimenti repressivi di cui alla lettera b) e su eventuali indennizzi disposti in favore dei condannati o dei loro eredi.

 

Art. 2.

      1. La Commissione è composta da quindici senatori e da quindici deputati nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in modo

che siano rappresentati tutti i gruppi costituiti in almeno un ramo del Parlamento, in proporzione alla loro consistenza numerica.
      2. Con gli stessi criteri e la stessa procedura di cui al comma 1 si provvede alle eventuali sostituzioni in caso di dimissioni o di cessazione del mandato parlamentare dei membri della Commissione.
      3. L'Ufficio di presidenza della Commissione, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto a scrutinio segreto dalla Commissione stessa tra i suoi componenti. Nella elezione del presidente, se nessun candidato riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.
      4. La Commissione conclude i propri lavori entro due anni dalla sua costituzione, con la presentazione al Parlamento di una relazione finale sulle risultanze dell'attività svolta.

 

Art. 3.

      1. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Per le testimonianze rese davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli da 366 a 371 e da 372 a 384-bis del codice penale.
      2. La Commissione può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria. L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare con decreto motivato, solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e dei documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e può essere rinnovato. Quando le ragioni di natura istruttoria vengono meno, l'autorità giudiziaria provvedesenza ritardo a trasmettere quanto richiesto.
      3. Alla Commissione, limitatamente all'oggetto delle indagini di sua competenza, non può essere opposto il segreto di Stato, d'ufficio e professionale. I documenti trasmessi dal Governo sotto il vincolo del segreto possono essere declassificati solo previo accordo tra il Governo e la Commissione. È sempre opponibile il segreto tra il difensore e il proprio assistito nell'ambito del mandato professionale.

 

Art. 4.

      1. L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei lavori. Ciascun componente può proporre la modifica delle norme regolamentari.
      2. Per l'espletamento delle sue funzioni la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dai Presidenti delle Camere, di intesa tra loro, e può avvalersi dell'opera e della collaborazione di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, nonché di qualsiasi altro pubblico dipendente, di consulenti e di esperti.

 

Art. 5.

      1. La Commissione delibera di volta in volta quali sedute o parti di esse sono pubbliche e se e quali documenti possono essere pubblicati nel corso dei lavori, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altri procedimenti o inchieste in corso.
      2. Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 1, i membri della Commissione, i funzionari addetti all'ufficio di segreteria e ogni altra persona che collabori con la Commissione stessa o compia o concorra a compiere atti di inchiesta o ne abbia comunque conoscenza sono obbligati al segreto per tutto ciò che riguarda gli atti medesimi e i documenti acquisiti. Devono in ogni caso essere coperti dal segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimentigiudiziari nella fase delle indagini preliminari.
      3. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la violazione del segreto di cui al comma 2 è punita ai sensi dell'articolo 326 del codice penale.

 

Art. 6.

      1. Le spese per il funzionamento della Commissione sono poste per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati.

 

Art. 7.

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

e questa:

                                             PROPOSTA DI LEGGE

 

d'iniziativa del deputato SALERNO

 

Disposizioni per l'incremento dell'edilizia carceraria

 

Presentata il 1o agosto 2006
Onorevoli Colleghi! - Il recente dibattito sull'indulto è servito pienamente a rappresentare quanto sia necessario incrementare, invece e fortemente, l'edilizia carceraria.
      Alla base, infatti, di quest'ultimo provvedimento di clemenza la motivazione più addotta e convincente è stata proprio l'esigenza di «sfollare» le carceri italiane che starebbero, appunto, per «scoppiare» di detenuti.
      Non solo l'indulto, ma anche altri istituti di depenalizzazione generica sono stati sollecitati nel tempo ed hanno operato in virtù di contingenze legate più al sovraffollamento delle carceri che a scelte morali o di «alta» politica.
      La motivazione addotta in questi giorni di concedere benefìci e sconti di pena per il solo fatto che le carceri italiane sono sovraffollate è e resta una logica aberrante e inaccettabile in una nazione civile quale è l'Italia.
      In altre nazioni, altrettanto importanti, del nostro occidente democratico, questo problema non è così grave in quanto è stato affrontato meglio e prima che potesse ingenerare problemi drammatici come è successo in Italia.
      L'esempio del sindaco di New York, Giuliani, che fece corrispondere alla sua famosa «tolleranza zero» un incremento di edilizia e accoglienza carceraria è sicuramente quello migliore.  La sua azione e l'obiettivo di un netto calo di delitti non si sarebbero potuti raggiungere se non ci fossero state le strutture in grado di accogliere e detenere i delinquenti e i fuorilegge.
      Per tutti questi motivi, la presente proposta di legge va nella direzione semplice e diretta di stanziare i fondi necessari per un incremento, in ogni regione italiana, delle strutture di edilizia carceraria al fine di evitare che in futuro si mutuino ragioni aberranti di «sovraffollamento» per approvare i nuovi provvedimenti di clemenza che rimetteranno in libertà un genere di soggetti che noi vorremmo rimanessero a non nuocere in prigione fino alla totale espiazione della pena.
                                                                          
                                                                             PROPOSTA DI LEGGE

 

Art. 1.
(Incremento dell'edilizia carceraria).

      1. Entro l'anno 2007 il Ministro della giustizia, per ciascuna delle regioni a statuto ordinario e a statuto speciale, ad eccezione della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, approva un piano di incremento dell'edilizia e delle strutture carcerarie esistenti in misura tale da incrementare del 50 per cento la capacità ricettiva degli istituti di pena oggi esistenti.
      2. Entro il termine di cui al comma 1, il Ministro della giustizia approva altresì un piano di reclutamento delle unità di polizia penitenziaria necessarie e conseguenti all'incremento di cui al medesimo comma 1, procedendo a specifici concorsi.

 

Art. 2.
(Termine di esecuzione del piano).

      1. Il piano di cui all'articolo 1, comma 1, deve essere integralmente attuato entro l'anno 2010 mediante procedure urgenti di bando e appalto pubblico.

 

Art. 3.
(Risorse finanziarie).

      1. Per l'attuazione della presente legge è autorizzata la spesa di 1 miliardo di euro per l'anno 2008. Le risorse di cui al precedente articolo sono integrate, con successivo provvedimento, nella misura necessaria fino a compimento del piano.
      2. All'onere di cui al comma 1, pari a 1 miliardo di euro per l'anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per il medesimo anno dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
      3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Art. 4.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Due Leggi che mi sembrano, per spirito e carattere, proprio di Destra.

Avanti così !

 


 
 

 

Postato da: Vandeaitaliana a 16:33 | link | commenti (7)
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mercoledì, 18 luglio 2007
La gioia di Buonocore e la tristezza di Selva.

Mentre Gustavo Selva annuncia di voler ritirare le dimissioni, decisione con la quale ovviamente dissento, ecco invece, di contrapposto, passare con Storace Luciano Buonocore, membro dell' assemblea nazionale di AN e fondatore del partito, ma soprattutto che  è stato il fondatore ed animatore con Adamo Degli Occhi e Massimo de Carolis della "Maggioranza Silenziosa", movimento spontaneo anticomunista nato nella Mia Milano negli anni '70, gli anni della Mia Gioventù, quando in pochi ci opponevamo alla barbarie comunista, anni che videro pagare un alto tributo di sangue da parte della Destra, con tanti, troppi giovani ammazzati, feriti o ridotti a larve umane dalle micidiali chiavi inglesi Hazet 36 della teppaglia rossa, che spadroneggiava  forte di connivenze ed impunità fornite dall' Arco Costituzionale e dai pennivendoli con l' Eskimo che pullulavano nelle redazioni dei giornali di regime.

E mentre il mio pensiero corre a quegli anni, non posso che rammentare il Post di qualche giorno fa del mio amico Monsoreau:

http://blacknights1.blogspot.com/2007/07/giovani-gi-vecchi-e-vecchi-sempre.html#links

e notare che l' anagrafe non conta, ma conta il cuore. E penso con tristezza ai troppi "giovanitristi" piazzati in Tocqueville ed in AN, ragazzi invecchiati prima del tempo, già innamorati del vecchio e della poltrona, neoantifascisti di quasidestra che si gongolano davanti ad uno specchio pseudoliberale che, ahimè, nulla ha di liberale, ma nasconde vuoto e vecchiaia. Paladini del nulla.

Per questo mi appello ai giovani che frequentano il mio blog, e gli grido: "BOIA CHI MOLLA !". Insorgete, dunque, la Vita contro la Morte, la Lotta contro il Salotto, la Ricerca Culturale contro l' Appiattimento. Innamoratevi di quel Grande Patrimonio che rappresenta la Destra, urlate la gioia di essere di Destra, costruite il FUTURO !

PERCHE' IL DOMANI APPARTIENE A VOI !

E sappiate costruire una Grande Destra, quella voluta da Giorgio Almirante, l' uno fianco a fianco, come nella più bella immagine vista in un film italiano che raramente guardo: l' immagine finale di quegli Amici che uno dopo l'altro si inginocchiano accanto all' Amico nella "Notte prima degli esami".

Sul sito di Storace in Pdf l' intervista odierna a Buonocore su "Libero" :

http://www.storace.it/Galleria%20Multimediale/Download/libero18luglio%202007.pdf 

 

Postato da: Vandeaitaliana a 16:30 | link | commenti (12)
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mercoledì, 04 luglio 2007
L' Onorevole Pezzella segue Storace: e Romagnoli tende la mano.

Nonostante certe teste "fini" di destreideali tocquevillane vicine ai Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò vedano nero il futuro per Storace, ex-missini ( uno Missino lo è per sempre, ma tant'è... ) che disprezzando pubblicamente nel proprio bloggettino Antonio Socci, Marcello Veneziani e Giuliano Ferrara  mi rammentano la Volpe e l' Uva o certi tristi burocrati di partito da letteratura russa, giungono i primi segnali per Francesco Storace:l' Onorevole Antonio Pezzella (nella foto), eletto a Frattamaggiore (Na), ha dato le dimissioni da Alleanza Centrista ed ha deciso di seguire il Senatore Romano nella nuova avventura. Altri dirigenti del fine partito, come Costanza Afan de Rivera, Luisa Regimenti e Antonella Sambruni  hanno deciso di appoggiare la Destra.

E Luca Romagnoli, Segretario della Fiamma Tricolore si è dichiarato pronto ad aprire il dialogo:

“Qualcosa si muove a destra, prospettive interessanti si materializzano”. Cosi’ commenta il Segretario della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli le dichiarazioni del sen. Francesco Storace.
“Siamo pronti a costruire una credibile alternativa politica che si collochi in modo trasparente alla destra della CDL e che sappia interpretare i sentimenti e gli ideali di chi non ha, mai digerito pienamente la svolta di Fiuggi”. Ha continuato Romagnoli.
“Caro Francesco, dobbiamo ora convocare un’assemblea costituente dove discutere e progettare il nostro percorso politico che puo’ essere comune se converrai con me che dobbiamo avere cura di verificare la rappresentativita’ – territoriale e numerica – dei gruppi che verranno a partecipare”.
“Dobbiamo inoltre allargare la base, anche a chi non proviene dall’esperienza del vecchio MSI, ma ha in comune con noi valori e amor di Patria”.
A breve quindi partiranno una serie di incontri per avviare il percorso verso la costituente."

Aspetto con interesse l'evolversi delle cose. Come diceva Almirante: "Non abbiate paura di aver coraggio".

Postato da: Vandeaitaliana a 16:07 | link | commenti (19)
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lunedì, 02 luglio 2007
Freedomland non è andato alla parata omo: PECCATO !

Leggo con stupore (hi hi hi...) dal Pizzino :

http://ilpizzino.blogspot.com/2007/07/levateje-er-vino-io-oggi-se-avessi.html#links   

che uno dei giovanitristi, detti anche Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò, ha scritto qualche giorno fa che se avesse potuto, sarebbe andato al Gay Pride, pur essendo,dice lui, eterosessuale. Male, malissimo, il buon Freedomland avrebbe sicuramente imparato qualche slogan offensivo verso la Chiesa ed il Papa,dato che in Italia, ai tocquevillani rispettosi dei diritti di tutti, poco interessa dei diritti dei Cattolici ripetutamente offesi da comunisti, no-global, libertarian-radicali, omofili intolleranti, menti aperte e neo-illuministi, atei blasfemi e pseudo-scienziati da reality, maghelle strizzacervelli e tante altre brave personcine. E magari, come Cecchi Paone, avrebbe improvvisamente deciso di cambiare vita e sponda, e come lui dedicarsi alla caccia perenne degli omofobi cattivi e della Santa Inquisizione che ha deciso il rogo ai poveri omosessuali, così divertenti e carini a vestirsi da Cardinali e soprattutto da Suore barbute e baffute. Loro, questi mascherati bricconi, non lo fanno per essere irriverenti verso la fede di Noi Cattolici, noooo...Siamo Noi che capiamo male. Siamo Noi ad essere in mala fede.Loro, i liberali del quartierino, sanno tante cose più di Noi...

Comunque, sarò in malafede, però sono proprio contento di aver insistito per non dividere, con lui ed altri giovanitristi, il bungalow al Convegno di Azione Universitaria (Versilia 2006) circa un annetto fa: ognuno è libero delle proprie frequentazioni...

E di ritenere l' unica Famiglia possibile quella amata e descritta da Frank Capra.

Postato da: Vandeaitaliana a 16:53 | link | commenti (4)
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domenica, 03 giugno 2007
Meglio una vita da Feccia o una buona vita senza ideali ?

In questi giorni Massimo Fini ha suscitato polemiche per un suo articolo su "Libero" col quale sono d'accordo per alcune idee, ed in completo disaccordo con molte altre. Tra breve tornerò su quell' articolo e sull' ecclettico personaggio. Quello di cui mi voglio occupare oggi, in realtà, prende spunto dall' intervista odierna del solito Stefano Lorenzetto sul "Giornale" al Fascista Vasco Bruttomesso che, alla bell'età di quasi 104 anni torna ancora una volta a far parlare di sè.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=182521

Bruttomesso è persona piuttosto nota nel Varesino, per il suo modo di aver affrontato la Vita sempre di petto, con spirito eternamente giovane e di lotta, senza mai arrendersi, neanche davanti alle sconfitte che nella Vita di ognuno sono inevitabili. Quando  leggo certe parole di questi eterni giovanotti e combattenti, la mia voglia di continuare la Mia Lotta riprende fiato, ricevendo nuova linfa e vitamine spirituali. E mi dico che queste persone, come Bruttomesso, ma come anche Nicola Pasetto che se fosse oggi in vita sarebbe il Leader che purtroppo la Destra non ha, non moriranno mai, e la loro memoria sarà tramandata dagli Aedi della Tradizione contro il Nulla che avanza, purtroppo anche a Destra, come sappiamo. Nulla che altro non è che uno dei volti del Male che in Italia sta prendendo sempre più piede giorno dopo giorno.

Il Nulla è il Pensiero Debole che, in mancanza di Ideali Forti si allea con il Male per attaccare da ogni fronte, Destro e sinistro, la Chiesa ed il Papa, in una spirale di odio radicata in  questa repubblicanatadallaresistenza  che ha sempre avuto bisogno di nemici da abbattere: ieri erano i Fascisti ed i Neofascisti (ma ancora oggi paperelle, giovanitristi e simpatiche signore vigilano su Tocqueville e dintorni...), poi è stata la volta di Berlusconi, oggi il neo- Fronte di Liberazione Nazionale, il neo-Arco Costituzionale, è concentrato sul Vaticano, per certi anticlericali fonte del Male Assoluto, culla dei reati più abbietti.

Il Nulla corrode le menti disponibili alla corrosione e fa sì che l'accusato si erga ad accusatore, che l' intollerante si faccia paladino dell' anti-intolleranza, mostrando il Male come espressione della Libertà, confondendo la stessa Libertà con Anarchia e Kaos, che altri non è che il Nulla.

Il Nulla penetra nelle loro anime, privandole del Gusto della Vita, del Bel Gesto, dello Sturm und Drang che dovrebbero essere in fibrillazione nelle generazioni destinate a  sostituire quelle passate, buttandoli in apatie dove l' Idea Liberale viene scambiata per carrierismo, vita minima, gusto dei soldi e del successo effimero, esibizionismo, sfrenatezza in ogni campo del piacere. In una società pronta a bruciare tutto in nome del Male che spinge a mostrare in alcuni blog foto blasfeme ed offensive non solo per il Cattolicesimo, ma anche verso altre Religioni.

Ma la Vita su questa Terra ha un termine: siete sicuri, Paladini del Nulla che una volta di là non dovrete rendere conto del Male che state spandendo ?

Postato da: Vandeaitaliana a 11:20 | link | commenti (5)
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sabato, 26 maggio 2007
Essere Interisti è una colpa, per Tocqueville ?

Ogni tanto qualche mio post è stato bloccato dall' aggregazione su Tocqueville. D' accordo, sono un pessimo individuo, Cattolico ed Afascista. Faccio pure parte di quella che Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò ha definito "Feccia". Un furbetto in passato tentò pure di bloccarmi alcuni post arretrati che avevano già ricevuto il bollino verde (ho la stampata...), dandogli il rosso.

Ma che il mio Post di ieri, Teppisti Rossoneri che, a differenza di alcuni graziosi antiinteristi non contiene insulti o parolacce (come da sempre questo Blog si distingue, essendo cosciente delle VARIE Netiquette che tutti firmano ma troppi dimenticano...) ma è un post di Cronaca, venisse bloccato dal bollino rosso, beh, non me l'aspettavo.

Credo che la Direzione di Tocqueville dovrebbe incominciare a porsi degli interrogativi sull' obiettività dei propri delegati all' aggregazione.

Postato da: Vandeaitaliana a 09:46 | link | commenti (4)
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domenica, 20 maggio 2007
Grilz, se fosse vivo, potrebbe stare in Tocqueville ?

Ieri a Trieste è stato presentato il libro di Fausto Biloslavo e Gianni Micalessin "Gli occhi della guerra" , con introduzione di Maurizio Belpietro. Di Grilz, mi sono già occupato in "Morti Dimenticati:   

 http://mortidimenticati.blogspot.com/search?q=Almerigo+Grilz 

Grilz, ottimo e coraggiosissimo inviato di guerra, è il primo giornalista caduto dopo la conclusione della seconda Guerra Mondiale, il 19 Maggio 1987 per mano dell'esercito comunista e filocubano del Mozambico. Venerdì il quotidiano Il Giornale ha pubblicato l' introduzione del Direttore http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=178736  , cui ha immediatamente fatto seguito la risposta di Carlo Muscatello, presidente dell' Associazione della Stampa di Trieste, che ancor oggi rifiuta di aggiungere il nome di Alberigo sulla Lapide che ricorda altri giornalisti triestini caduti in Bosnia, per ribadire, in sostanza, che la militanza politica di Grilz nell' Estrema Destra lo impedisce: Grilz era un Fascista, anzi peggio, come scrisse l' Unità nel 1987: "Morto mercenario triestino"; non c' è da stupirsi, perchè anche in occasione dell' arresto in Afghanistan di Biloslavo stesso da parte dei governativi comunisti che lo consegnarono ai sovietici, sempre in quell' anno,l' organo del PCI titolò: "Neofascista arrestato in Afghanistan". E nessuno si mobilitò, per Biloslavo, niente marce o riscatti.

In realtà Grilz era un giornalista stimato a livello mondiale, e scrisse per il Sunday Times e l' Express e fu inviato dell' emittente americana NBC. Grilz in effetti fu ingiustamente accusato di essere un picchiatore nero negli anni '70, ma fu sempre assolto e morì incensurato. Ma questo, evidentemente non basta, per Muscatello, per il quale Almerigo rimane un Fascista, che allora non doveva parlare ed oggi non va ricordato.

A fronte delle ultime polemiche, mi chiedo, Almerigo Grilz potrebbe parlare su Tocqueville o farebbe parte di quella "Feccia Fascista" così chiamata da paperelle, giovanitristi ed inique signore, o dovrebbe tacere, messo all' indice, tacciato furbescamente di criptosocialismo per nascondere l' intolleranza sinistra di certi benpensanti ? E, come per l' inviato di Repubblica Alberto Statera, rimarrà un attivista Fascista ?

Almerigo Grilz, Nicola Pasetto, Marzio Tremaglia: tre giganti morti prematuramente, sicuramente feccia per chi è appena nato e vive tristemente senza miti e ricordi.

(nella prima foto, Grilz in Mozambico, poco prima di essere ucciso; nella seconda, Almerigo, con la barba, a Trieste ad un comizio con Giorgio Almirante  ed un giofane signor Fini, non ancora antifascista).

Postato da: Vandeaitaliana a 17:40 | link | commenti (12)
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sabato, 05 maggio 2007
Italia Afascista, IN PIEDI !

Nino Tripodi mi scuserà se prendo a prestito il titolo di un suo libro che raccontava l' adesione con "obbedienza cieca ed assoluta" al Fascismo di tanti figli della repubblicaitaliananatadallaresistenza che poi cercarono di oscurare il proprio passato in tutti i modi (cari giovanitristi, il vizio della censura lo si tramanda di generazione in generazione...), per questo Post che saluta con simpatia e speranza la notizia che Francesco Storace, probabilmente in accoppiata con Daniela Santanchè stiano muovendosi per dare vita a "D-Destra" , un Partito che dovrebbe finalmente dare luogo e voce a chi non si sente fascista,postfascista, ma nemmeno antifascista, non riconoscendosi in pregiudiziali stantie, vecchie e maleodoranti, inculcate a forza dalla scuola dei "tutti promossi e partigiani" che ci ha sfornato migliaia di malinformati sulla Storia Italiana, mettendo radici profonde nei sinistri e prodi giovanotti, ma anche serpeggiando tra certi malDestri Bibì, Bibò e Capitani Cocoricò, che vedono in chi non si ferma alla superficie delle cose torme di golpisti, fascisti, camicie nere della rivoluzione, Pavolini e Farinacci, pronti coi loro manipoli a distribuire olio di ricino e manganellate da orbi.

E così, anche se sull'argomento sono stato preceduto da due amici,

http://blacknights1.blogspot.com/2007/05/una-destra-che-sia-d-destra.html#links

http://www.otimaster.com/dblog/articolo.asp?articolo=858

voglio anch'io spezzare una lancia in favore di un Partito in cui far conferire coloro che non hanno mai digerito il crescendo di badogliate di chi ha dimenticado la strada Destra, pur non prendendo quella del Centro, il cui spazio all' interno della CdL è rappresentato dall' unico uomo politico italiano,Silvio Berlusconi veramente Liberale, senza pregiudiziali di sorta verso chicchessia, purchè anticomunista. Anticomunista da sempre, noi lo siamo stati, lo siamo e lo saremo, vorrei sottolineare, spesso rischiando la pelle, e non ben nascosti nella stanzetta col Pc a giocare a chi sia "un vero democratico patentato".

Perchè la politica deve ritornare e riappropiarsi delle Piazze, in un momento in cui la sinistra, anche attraverso i virulenti attacchi alla Chiesa ed al Santo Padre, e supportata, volente o nolente, dalla ripresa del terrorismo rosso, i cui ex-capi sono spesso a piede libero oppure impiegati nello stato italasiatico, ha ancora una volta radicalizzato lo scontro. Berlusconi, come sempre, lo ha capito, troppi neo-centristi, no. Perchè la Politica ha bisogno di persone che mettano la faccia, credendo in Valori immortali e non nel fabbisogno personale e clientelare. Persone capaci di rischiare, anche fisicamente, come Storace ha sempre dimostrato, e come anche la Santanchè sta oggi dimostrando, ricevendo minacce da no-global e terroristi fondamentalisti islamici per quel suo coraggio di mettere in chiaro certi aspetti dell'estremismo musulmano.

La Gente, il Popolo Italiano non si sente più rappresentato da quest' Italasia, vuole Sicurezza nelle case, per le Donne, per i Figli. Rispetto per la propria Religione, difesa da nemici interni ed esterni. Aiuti,anche economici per le Famiglie; quelle vere, no-strane (lo dice la parola stessa...).  Processi penali equi e giusti (e non politici,vedasi SME e &), garantisti, ma con certezza della pena per malfattori e delinquenti. Diritto allo sciopero ma anche tutela del funzionamento dei servizi e non blocchi che danneggiano il cittadino, che non possiede l'auto blù dei boiardi di stato e dei sindacalisti a tempo pieno. Lotta alla droga, ma anche alle stragi del sabato sera dovute ad alcool ma soprattutto al vuoto assoluto di ideali tra troppi giovani senza speranze e sogni. Rispetto delle Leggi. Diritto alla Vita, dal Concepimento fino all' Ultimo Istante.

Per questa visione della Politica, in un vero Fusionismo  senza paletti  o pregiudiziali di sorta, per un partito di Destra che possa comprendere, come da sempre sosteniamo, un' area che parta dalle varie Leghe per l' Autonomia (Nord ma anche cento e Sud) fino alla Destra Radicale, passando per quel Liberalismo Nazionale senza fettone di salame sugli occhi, noi di Triares/TRN  e del Castello ci battiamo con l' energia dei combattenti, per un sogno: un ' Italia mai più Italasia.

http://www.therightnation.net/dblog/    

http://ilcastello1.blogspot.com/

 

 

Postato da: Vandeaitaliana a 14:56 | link | commenti (12)
politica, terrorismo, scuola, destra, italasia, neo-antifascismo, neo-centrismo, liberalismo nazionale, bibi bibò capitan cocoricò, d-destra, maldestri, famiglie no-strane